Un'intervista con Giovanna Esse

Continuando ad esplorare la cultura contemporanea tramite Facebook mi sono imbattuto in una scrittrice davvero interessante e prolifica. 

Si tratta di Giovanna Esse autrice di Peccati Erotici delle Italiane ed altre tantissime opere, come da lei definite di: Erotismo al Femminle.

1) Come definiresti il tuo stile di scrittura?

Credo di poter definire il mio stile "realista", mi ispiro sempre alla realtà quotidiana e alla società che ci circonda, anche se, specialmente con l'erotico, provo ad approfondire le emozioni e i desideri nascosti nel profondo dell'individuo o della coppia.

Anche se scrivo di fantascienza, cerco sempre di enfatizzare  e rendere fantastici i racconti ma mi baso su  teorie scientifiche e dati presi dal mondo reale.

Posso dire che nei miei scritti, se si vuole, si può sempre risalire alle fonti, ai protagonisti degli avvenimenti.

2) C'è un incontro nelle tue opere fra l'erotico e il fantasy o sono generi che affronti separatamente? Se si fondono in che modo?

No.

I miei erotici sono di genere hard, nonostante io cerchi sempre di imbastire una storia realistica, credibile, per cercare il massimo coinvolgimento del lettore, essi contengono descrizioni realistiche, a tinte forti ed eccitanti, di amplessi che non riuscirei a immaginare tra orchi, alieni o vampiri e, magari, leggiadre fanciulle.

In compenso non disdegno l'introduzione nelle storie erotiche di elementi di stregoneria e satanismo, di cui sono molto esperta.

3) Quali argomenti affronti nelle tue opere?

Riguardo agli erotici le problematiche che cerco di  imbastire per tentare di comprendere certi atteggiamenti della cosiddetta "perversione" sono: il cuckolding, coppie ufficiali vivono avventure con un terzo, in questo caso un altro uomo. In questo caso il partner ufficiale gode (o soffre, per godere ancor di più) dei rapporti che la sua donna vive con un altro. Anche il BDSM è tra i miei interessi, soprattutto la capacità ipnotica della sottomissione. Persone normalissime, improvvisamente tentate, amano prendere ordini e obbedire a ogni sorta di comando, anche disonorevole o doloroso.

4) Qual è l'importanza dello studio della perversione?

Nelle perversioni, a parte le inclinazioni delle persone, ci trovi sempre un po' la storia della vita.

Gli avvenimenti dell'infanzia e dell'adolescenza segnano molto i gusti e i desideri delle persone.

Alcuni restano legati all'abbigliamento di una zia o di una cugina, altri restano segnati da piccoli episodi di violenza "di ruolo", che poi cercano o si ripresentano spontaneamente nella loro esistenza.

5) Quindi la perversione non ha sempre un'accezione negativa?

Secondo me, no. E credo che questa affermazione si possa applicare al 99% dei casi dov'è possibile riscontrare una vera, decisa, forma di perversione. Bisogna tener presente che tutti siamo un po' perversi quando applichiamo la fantasia al rapporto sessuale, quando cioè l'accoppiamento diventa gioco di coppia.

Già il rapporto orale e la sodomizzazione sono forme di "perversione" ma sono diffusi praticamente a tutte le coppie, anzi, oggi potremmo dire che è anormale non praticare questi giochi erotici. Ci "preoccuperemmo di più a sapere che una coppia non lo pratica.

Nei casi più estremi (e comunque abbastanza comuni) la perversione vissuta come gioco, effettuata col pieno consenso, l'approvazione e il piacere degli altri è addirittura terapeutica. Rappresenta una valvola di sfogo allo stress, ai compromessi, alle umiliazioni cui spesso veniamo sottoposti da un "sistema" che non ci piace.

La perversione non va mai confusa con la violenza, fisica o psicologica, applicata su un soggetto debole, o in svantaggio o addirittura sottoposto a costrizione. In questi casi ci troviamo di fronte a persone malate, incapaci di rapportarsi agli altri e con complessi di inferiorità. Infatti: carcere duro per i violenti!

6) Se la società cambiasse muterebbero anche le perversioni? Potrebbero sparire?

Mai !!! Potrebbero nascondersi o venire ostentate (come succede oggi). Il BDSM, ad esempio, sotto il peso pubblicitario delle multinazionali è diventato di moda, e può essere molto costoso.

Domenico Romano, Blogger de' IL CONDOMINIO

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