Che caldo infernale!

Nonostante la temperatura torrida e l’umidità che non dà tregua, provocandomi un’incessante quanto fastidiosissima sudorazione, dobbiamo prepararci per andare al ricevimento al quale siamo stati invitati da Flora e Rudolph, una bella coppia di quarantacinquenni danesi che abbiamo conosciuto casualmente l’altra sera in un ristorante di Tenerife.

Dopo la doccia, mi trucco e acconcio accuratamente. L’aria calda del phon mi provoca una nuova, abbondante scalmana, al punto che dovrei darmi un’ennesima risciacquata.

Non avendo tempo, rimedio detergendomi con alcune salviettine profumate.

Indosso un completino intimo ma, con questo caldo, non ne sopporto il contatto con la mia pelle.

Decido che sotto il tubino in tessuto stretch non metterò nulla, nemmeno il reggiseno: le mie splendide tette si reggono ancora da sole e poco m’importa se, sotto la sottile stoffa dell’abito, i capezzoli spiccheranno prepotenti.

Con una certa difficoltà, mi infilo l’aderente vestitino che scorre a fatica sulla mia pelle nuovamente imperlata di sudore.

“Cazzo! Che caldo, e che palle! Quanto darei per buttarmi in piscina, invece di uscire…” penso, mentre indosso i sandaletti con il tacco a stiletto.

Mi specchio e ammiro la mia figura, riflettendo molto immodestamente su quanto sia ancora stragnocca e desiderabile, nonostante i miei cinquant’anni suonati.

Manuel, evidentemente, la pensa allo stesso modo, e me lo dimostra appena entra in camera, venendomi alle spalle, mettendomi le mani ovunque e pastrugnandomi senza ritegno culo, tette e patatina.

“Che furia, amore! Sei di nuovo arrapato? Ma se questa mattina abbiamo scopato per due ore…” osservo, mentre mi volto a baciarlo.

Mi stacco da lui, mi metto il rossetto e usciamo.

Il sole di metà pomeriggio è ancora accecante e brucia la pelle.

Fortunatamente, il tragitto tra il nostro hotel e la villa dei nostri nuovi amici è breve. Nel frattempo, spero che da loro riesca a trovare un po’ di refrigerio.

Al nostro arrivo, ci accolgono con mille complimenti e manifestano tutto il loro entusiasmo per averci con loro.

Il giardino della loro dimora è bellissimo e non manca una grande piscina che guardo in continuazione, tanto è il mio desiderio di tuffarmici.

Veniamo presentati ad altri ospiti e Flora ci accompagna al buffet, dove un eccellente servizio di catering ci serve golosi stuzzichini e bevande rinfrescanti.

Manuel ed io ci sistemiamo su un divanetto all’ombra e ascoltiamo un po’ di musica lounge che viene diffusa in tutto l’ambiente.

Dopo circa un quarto d’ora, veniamo raggiunti da Flora e Rudolph che si scusano per la loro assenza, dovuta alla necessità di ricevere gli ultimi invitati.

Parliamo di diversi argomenti e scambiamo parecchie battute divertenti. Più tardi, ci invitano a visitare la villa, proponendoci di trascorrere il resto delle nostre vacanze presso di loro.

L’idea ci pare allettante e diciamo loro che ci avremmo pensato.

Man mano girovaghiamo per i vari ambienti, mi ritrovo da sola con Rudolph che ne approfitta per farmi ancora un sacco di complimenti e non perde occasione di accarezzarmi velocemente la schiena i fianchi.

È veramente un bell’uomo, con un fisico molto prestante e curato, elegante nei modi, pacato ma sicuro di sé e mi guarda spesso dritto negli occhi, con i suoi di un azzurro intenso.

Passeggio volentieri con lui, così approfitto anche del fresco dell’aria condizionata.

Dietro ad un’ampia vetrata che dà sul giardino, osservo alcuni altri invitati che ballano, madidi di sudore, sotto il patio; sorrido, non invidiandoli affatto.

Tra una chiacchiera e l’altra, riferisco a Rudolph di dilettarmi nella scrittura. Lui sembra molto entusiasta di sentirmelo dire e, quando preciso che il mio genere è la letteratura erotica, va letteralmente in visibilio.

Mi prende per mano e mi trascina in quello che, evidentemente, è il suo studio. Chiude la porta, va verso la libreria e ne estrae un volume di cui sembra essere molto fiero.

È una raccolta di racconti, immagino erotici o pornografici, ma non ne comprendo il contenuto, scritto in lingua danese.

Invece, le illustrazioni molto esplicite di Paolo Eleuteri Serpieri non hanno bisogno di traduzioni.

Rudolph ne sfoglia diverse pagine, mostrandomi quelle che lo hanno più colpito o eccitato.

Mi passa il libro e mi chiede di sfogliarlo ancora. Lo faccio volentieri, rapita dai disegni di donne bellissime e uomini super dotati che si accoppiano con loro, ricoprendole o riempiendole con enormi sborrate. Mentre guardiamo insieme le immagini, lui è alle mie spalle e tiene il viso molto vicino al mio.

D’un tratto, quando sento la sua mano accarezzarmi vigorosamente il culo, mi sento trasalire.

Non voglio offenderlo o metterlo in imbarazzo, così mi limito a spostarmi mentre gli sorrido e chiudo il libro.

“Fai il bravo, Rudolph. Dai, raggiungiamo tua moglie e mio marito.” gli dico con tono divertito, posando il libro sulla scrivania.

Vado verso l’uscita dello studio e lui mi segue.

Tornati in giardino, troviamo Flora e Manuel che stanno chiacchierando sul divanetto.

Ovviamente, non riferisco nulla di quanto appena successo e ci uniamo cordialmente a loro.

Se prima ero molto accaldata, ora ho raggiunto livelli mai provati.

Sono talmente sudata che il vestito è completamente fradicio e incollato alla mia pelle. Fortunatamente, essendo nero, bagnandosi non è diventato trasparente.

“Cavolo, cosa non darei per mettermi nuda e buttarmi in piscina!” sussurro a Manuel che mi sorride sornione, immaginandosi la scena di me, come mamma mi ha fatta, davanti a decine di ospiti dall’aria snob e con la puzza sotto al naso.

Con il far della sera, tutti gli intervenuti si accomiatano, mentre Manuel ed io veniamo invitati da Flora e Rudolph a rimanere a cena.

Purtroppo, nemmeno dopo il tramonto l’afa soffocante dà tregua.

Durante il pasto, il fresco vino rosé che ci viene servito è davvero invitante e ogni sorso mi porta, almeno momentaneamente, una piacevole sensazione di refrigerio, così mi faccio prendere la mano e, nel giro di mezz’ora, sono molto brilla e perdo i freni inibitori.

Il liquore che ci viene offerto a fine pasto mi dà il colpo di grazia.

Oltre alla sbornia, l’alcool mi procura un ulteriore surriscaldamento del corpo e nuova, irrefrenabile sudorazione.

Lo stato di alterazione alcolica mi porta a non sopportare oltre l’aderente vestitino. Così, di punto in bianco e senza che me ne renda conto, mi alzo in piedi e me lo tolgo, rimanendo completamente nuda, con i soli sandaletti ai piedi.

Guardo Manuel, Flora e Rudolph con aria di sfida, poi mi volto in direzione della piscina, che è proprio a fianco del patio dove siamo, e mi ci tuffo.

“Mmm…, che meraviglia, che sollievo!” esclamo trionfante quando riemergo.

Loro ridono a crepapelle, io faccio una capriola e mi immergo nuovamente.

Solo quando sono sott’acqua, in un barlume di lucidità residua, mi rendo conto che, facendo la piroetta, ho sicuramente messo in piena mostra il mio culo e le mie parti intime.

Quando risalgo, mi sono già dimenticata di questo dettaglio e faccio un’altra “cazzata”, invitando con voce suadente Rudolph a venire a fare il bagno con me.

Lui mi risponde divertito: “Guarda che non me lo faccio ripetere due volte. Io ci vengo veramente!”

“E cosa aspetti?” domando maliziosa, facendogli il gesto di raggiungermi.

Manuel e Flora si guardano divertiti. In un attimo, Rudolph è completamente nudo e si tuffa a bomba a nemmeno un metro da me.

Investita dallo spostamento dell’acqua, tento di rimanere a galla. La testa mi gira e sono fuori come una biglia.

Mi guardo intorno per vedere dov’è finito il nostro amico ma non lo vedo. Poi, sento due mani che mi agguantano per i fianchi e mi sollevano di peso.

La spinta che mi dà Rudolph fa sì che di me rimanga immersa solo la parte inferiore delle gambe.

Quando ricado, mi ritrovo a cavalcioni sulle sue spalle, con la sua testa tra le cosce e la patatina davanti alla sua bocca.

In un nanosecondo, sento le sue leccate energiche che si insinuano nella vulva e si fanno strada tra le grandi labbra.

Accenno a divincolarmi, ma egli mi tiene incollata a sé, stringendomi saldamente le chiappe.

Un po’ per il fatto che sono ormai senza forze e completamente ubriaca, un po’ perché le sue insistenti lappate mi hanno fatto divampare la libidine, mi arrendo e lascio che mi faccia quello che vuole.

Senza togliere il viso da in mezzo alle mie gambe, mi inclina all’indietro, fino a quando sono sdraiata a pelo d’acqua. Quindi, sorreggendomi a galla per la schiena, continua a leccarmi insistentemente.

Non mi trattengo più e gli sparo una potente squirtata in faccia.

Sento Manuel e Flora che applaudono, poi Rudolph mi gira a pancia in giù e mi porta fin contro il bordo della vasca.

Mi ci aggrappo istintivamente e sento l’uomo farsi strada tra le gambe che piego parzialmente, consentendo al suo membro di puntarsi all’ingresso della vagina.

Chiudo gli occhi e iniziamo così a scopare senza ritegno. Il mio stato alcolico non mi fa nemmeno rendere conto che, a pochi metri, i nostri rispettivi coniugi si stanno godendo la nostra scopata animalesca, totalmente impudica ed oscena.

Rudolph, aggrappato con un braccio alle mie tette e con l’altro al mio ventre, mi dà delle pompate potentissime, micidiali a tal punto che non so quanto potrò resistere.

Sento il suo cazzo durissimo che mi stantuffa incessantemente per parecchi minuti e mi chiedo come faccia a non aver ancora sborrato.

Così, piego maggiormente le gambe, fino a quando le mie ginocchia toccano la parete. Evidentemente, questa posizione lo stimola in modo particolare, perché, dopo nemmeno trenta secondi, sento il suo rantolo gutturale, contemporaneamente ad un fiume di sperma caldissimo che mi allaga.

Io continuo ad assecondare le sue spinte e lui prosegue a svuotarsi dentro di me. Dopo essersi soddisfatto, allenta la sua presa, mi volta e mi dà un bacio appassionato, quasi soffocandomi con la sua lingua.

Io resto completamente inerme tra le sue braccia e lui mi accompagna verso la scala che mi aiuta a risalire. Infine, mi sorregge mentre cammino barcollando fino al divanetto sotto al patio.

Arrivo lì ormai quasi senza sensi. Trovo Manuel stravaccato e Flora che, inginocchiata davanti a lui, gli sta ripulendo il pisello dalla sborrata che gli ha provocato qualche istante prima.

Rudolph mi passa un telo da bagno con il quale cerco di asciugarmi, dopodiché, sfinita, mi sdraio su un fianco e mi addormento.

Quando mi sveglio, Manuel, Flora e suo marito stanno chiacchierando allegramente. Non ho idea di che ora sia ma dev’essere notte fonda.

Tutti e tre mi danno il “ben svegliata” e Flora mi passa il vestito e mi aiuta ad indossarlo.

Nonostante la dormita, non sono certo lucida, ma riesco abbastanza a reggermi in piedi.

Flora mi augura la buonanotte e i due ometti mi aiutano a raggiungere la nostra auto dove mi riaddormento subito come un sasso.

L’indomani mattina mi sveglio con una splendida sensazione di felicità e rilassamento. Manuel si sta facendo la doccia e io ne approfitto per assaporarmi la freschezza delle lenzuola pulite, rigirandomi più volte nel letto come una bambina.

Quando mio marito torna dal bagno, mi trova completamente nuda e a braccia aperte: ho un’incredibile voglia di abbracciarlo e di farmi raccontare nei dettagli cos’ho combinato la notte precedente dato che, a parte il sollievo dal caldo infernale che mi ha portato l’acqua della piscina, non ricordo assolutamente nulla.

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