Nei primi anni 2000 il mio migliore amico si mise con una ragazza della comitiva, lui intorno ai 25 anni, lei appena diciottenne, la sverginò e le insegnò il sesso, stavano molto bene insieme, erano una bella coppia.
Federica era molto simpatica, non bellissima di viso, capelli sempre corti e un bel fisichetto, andavamo molto d'accordo, amavamo la stessa musica, gli stessi libri ecc.
Negli anni per me era diventata più che un'amica quasi una sorella minore, tanto che ci facemmo anche una vacanza noi tre.
Con il passare del tempo dopo l'università ci trasferimmo tutti dal paesino in altre città e perdemmo un po' i contatti, ci sentivamo e vedevamo raramente, poi un giorno ebbi la notizia che lui l'aveva lasciata per un'altra dopo più di 10 anni.
Lei si rifece una vita concentrandosi soprattutto sul lavoro, da li in poi persi completamenti i contatti, ricordo solo una telefonata di auguri quando mi sposai.
Un annetto fa Federica mi mandò un messaggio vocale dove mi spiegò che doveva venire per qualche giorno nella mia città per dei convegni di lavoro e le avrebbe fatto piacere vedere me e mia moglie per un saluto, fui molto felice di quel messaggio, la sua voce non era cambiata e mi riportò indietro nel tempo quando eravamo giovani e spensierati.
Le spiegai che mia moglie in quei giorni era da una sua cugina che doveva partorire per darle un aiuto e che io ci sarei stato volentieri, ci accordammo per un aperitivo nel locale di un mio amico.
Ero molto felice di rivederla e pensavo come fosse dopo 10 anni, entrai nel locale salutai il mio amico e mi guardai intorno, c'erano solo coppie e gruppi, il mio amico mi indicò un tavolo un po' appartato dove c'era Federica, era diventata una bella donna, i capelli li aveva fatti crescere, era molto elegante con un pantalone nero e una camicetta grigia, immersa nel suo tablet.
Mi avvicinai mi sorrise e ci abbracciammo e baciammo fortemente, parlammo di noi, delle nostre vite, del lavoro e anche del passato, tra un bicchiere di vino e l'altro ci facemmo tante risate come ai vecchi tempi.
A fine serata mi offrii di darle un passaggio in macchina al residence dove alloggiava, arrivati sul posto mi disse se volevamo continuare la serata, in camera aveva il frigo bar pieno e potevamo farci un altro brindisi.
Saliti in camera continuammo a chiacchierare, ridere e scherzare, bevemmo qualche altra cosa e lei mise su un po' di musica, si avvicinò abbracciandomi e iniziammo un simil ballo ondulante alcolico.
Io le afferrai i fianchi e lei pian piano avvicinò la bocca al mio collo baciandolo, ebbi un brivido e subito le bocche iniziarono a sfiorarsi per poi incontrarsi definitivamente, ci baciammo prima delicatamente e poi man mano molto calorosamente.
La fiamma si era accesa, iniziammo a toccarci, lei mi tastò il cazzo da sopra i pantaloni e notò che era già bello duro, mi portò sul letto facendomi stendere e mi salì sopra, ci togliemmo le maglie a vicenda continuando a baciarci e toccarci, mi fece eccitare tantissimo appena iniziò a strusciare i seni sul mio corpo.
In un attimo mi sfilò i pantaloni trovandosi il cazzo bello duro davanti e con un'espressione da gran troia iniziò a baciarlo per poi ispezionarlo con la lingua da giù a su, credo di non essermi mai eccitato in quel modo, sentivo che si induriva sempre di più sembrava stesse per esplodere.
Purtroppo improvvisamente pensai a mia moglie, al mio amico e all'amicizia che mi legava a lei, dissi che non me la sentivo e che forse stavamo sbagliando tutto.
Mi rispose che non era assolutamente uno sbaglio, con decisione si sfilò pantaloni e mutandine e si infilò il cazzo duro in figa, era arrapatissima, si muoveva su di me divinamente, ogni tanto si abbassava baciandomi i capezzoli e strizzandomi i peli in petto (in passato mi ha sempre preso in giro per il mio petto villoso).
Io ero incredulo, non avrei mai immaginato di trovarmi in quella situazione, riuscii ad afferragli le chiappe così mentre saltava sul cazzo glielo facevo sentire fino alle palle.
Mentre ansimava e godeva mi disse:
“quanto è duro, lo sento tutto, questo è un cazzo, non quello del tuo amichetto”
(con annesso sorrisino), le strinsi i seni e risposi:
“sei talmente troia che me lo hai fatto indurire come non mai”
e iniziai a spingere anche io, poi la girai sul fianco sempre con il cazzo dentro e pompai forte
“bravo così così sfondami, siiii, vienimi dentrooo, la voglio sentire tutta dentrooo”
non capii più niente e le sborrai in figa prepotentemente, la sentii vibrare e venire.
“mhhh che bello, ma quanta ne avevi? Mi hai riempita”.
Si sfilò il cazzo dalla figa e me lo pulì con la bocca gustando le ultime gocce.
Le dissi: “ma è veramente successo?”
Mi rispose guardandomi negli occhi e baciandomi la cappella:
“si, in nome della nostra amicizia”.
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