La signora Marisa

Mi ero trasferito in un altro quartiere della città da pochi mesi e quasi ogni giorno nel tardo pomeriggio dopo lavoro iniziai a frequentare un bar vicino casa, tra una birretta e l'altra conobbi due ragazzi trentenni come me, due tipi apposto, simpatici e di compagnia.

Con Paolo e Vito si parlava di calcio, musica e soprattutto di figa, qualche sera andammo anche in giro per locali, erano due veri marpioni e rimorchiavano un sacco di belle ragazze, mi raccontavano sempre delle loro esperienze di sesso pazzesche, ma un po' ci credevo e un po' no.

Un giorno al bar entrò una donna sulla cinquantina, bella e molto appariscente, altezza media con due grosse tette, carnagione scura e capelli neri, l'avevo già notata in giro parecchie volte, quando vide i ragazzi li salutò contentissima abbracciandoli e baciandoli sulle guance.

Me la presentarono e iniziarono a parlare del più e del meno, raccontava di non essersi più fatta vedere perchè il marito aveva ridotto le trasferte di lavoro, ma nell'ultimo periodo aveva ripreso a farle e al momento era fuori città, quindi li invitò ad un aperitivo a casa sua per il giorno seguente.

Ammiccava, faceva battutine e chiese di portare anche me, ci salutò e i ragazzi mi dissero di prepararmi ad una gran e bella serata, non chiesi nulla, ma dai loro sguardi capii già tutto.

L'indomani ci vedemmo fuori al bar e ci avviammo verso l'abitazione della signora Marisa, era un piano terra con ingresso indipendente, suonammo il campanello e ci aprì accogliendoci con un vassoio di birre in mano che ci offrì sorridendo, aveva un grembiule da cucina ed era completamente nuda sotto, le tettone fuoriuscivano lateralmente e quando si girò si poteva ammirare il suo bel culo ampio e sodo. Ci aveva preparato rustici, pizzette, piadine e chiacchierammo mangiando e bevendo.

A un certo punto si sfilò il grembiule con una gran faccia da troia chiedendoci cosa ne pensavamo, partì subito Paolo iniziando a palpare e baciare le tette, poi Vito si abbassò e inizio a leccargli il buco del culo, andarono avanti per qualche minuto, dopo di che lei si inginocchiò e ci fece avvicinare a cerchio sfilandoci cinte e pantaloni, eravamo tutti e tre già in tiro, iniziò a gustare quello di Paolo e con le mani si dedicava al mio e quello di Vito per poi ruotare.

Aveva una lingua calda e sapeva succhiare molto bene, affondando più volte facendoseli arrivare in gola, giocava con la saliva e ansimava.

“Finalmente quel cornuto di mio marito ha ripreso le trasferte, ora voglio solo godermi questi bei cazzi” ci disse.

E così fu.

Paolo in automatico si sedette sul divano e lei saltò sopra di lui infilandosi il cazzone nella fica, poi fu il turno di Vito che con grande maestria e un po di saliva gli entrò nel culo e mentre se la scopavano divinamente con un cenno di mano invitò anche me chiedendo il mio in bocca, destreggiandomi tra loro glielo infilai, ormai era piena di cazzi la troia e godeva tantissimo, a me tremavano le gambe non essendomi mai trovato in una situazione del genere, sembrava di essere in un film porno.

Dopo un po' la signora Marisa si mise a pecora sul divano mostrandoci il buco del culo invitandoci a sfondarglielo.

Partì sempre prima Paolo, lo lubbrifico' con un po' di birra, cosa che ci fece molto ridere, e glielo infilo' tutto con un colpo solo, lei diede un urlo misto tra dolore e eccitazione.

“Sfondatemi vi prego, sfondatemi il culo, ne ho troppo bisogno”, continuava ad urlare, mentre era giunto il turno di Vito che ci dava dentro alla grande, la situazione era davvero eccitante e quando toccò a me le infilai il cazzo dentro talmente forte che sbattè con la testa sullo schienale del divano, iniziai a chiavarla con decisione, più urlava e godeva più il ritmo aumentava, aveva un buco del culo molto largo la troia, si capiva che si era data da fare nel tempo.

Continuammo a rotazione fino allo sfinimento, ma lei continuava a volere cazzi nel culo e a un certo punto mentre Vito le era dentro e le urlò che stava per sborrare, lei se lo sfilò di colpo e si mise a terra in ginocchio.

“Mi dovete sborrare tutti e tre addosso, voglio che mi riempite di sborra porci”.

E così fu, quasi in contemporanea partirono degli schizzi belli prepotenti, fu completamente ricoperta, aveva sborra in faccia, sugli occhi, sulle labbra, sui capelli, sulle tette, con grande avidità la raccoglieva con la mano e se la portava alla bocca ingoiandone a più non posso, sempre guardandoci negli occhi ad uno ad uno con una gran espressione da troia.

 

“Ora portatemi in bagno e lavatemi”.

Paolo la prese per i capelli trascinandola,

lei si posizionò nella vasca da bagno dicendoci:

“Ora pisciatemi addosso”.

Ero incredulo, ma vidi gli altri due tranquillissimi e già abituati che iniziarono a regalarle pioggia d'orata, godeva la troia e ingoiava anche, la riempimmo di piscio per alcuni minuti dopo tutta quella birra bevuta.

Alla fine ci pulì i cazzi con la bocca, ci baciò le cappelle e ci ringraziò.

La salutammo lasciandola nella vasca da bagno sorridente, ricoperta di sborra e piscio.

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