Marocco terra di bastoni e noci di cocco

  • Scritto da Porcello55 il 28/03/2024 - 08:13
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Passando da un corridoio, ci ritrovammo in una delle stanze di cui mi aveva parlato. Al centro c’era un enorme materasso che prendeva quasi tutto la stanza mentre agli angoli erano fissate delle lampade che infondevano una luce tenue, quando bastava. “Eccoci qui, questi sono i miei amici, o meglio, alcuni, e questa è la sorpresa”. Con un gesto invitò tutti a togliersi la galabia e in breve furono completamente nudi. Nonostante fossero tutti di età avanzata, avevano tutti un corpo ben fatto, snello e muscoloso. “Preferisci che siano loro a toglierti i vestiti o lo fai tu?”. “Non saprei, loro cosa vorrebbero?”. “Aspetta, e vedrai” mi sussurrò ridendo. Mi portarono al centro del materasso e si disposero in cerchio, il mio vecchio compreso che si era denudato. Sentivo le loro mani accarezzarmi e molto lentamente mi tolsero i vestiti. In breve ero nudo alla loro mercé. Questo mi elettrizzava e mi intimidiva al tempo stesso perché non ero mai stato con tanti uomini contemporaneamente e per giunta molto anziani. I marocchini hanno la nomea di adorare il culo maschile e averli tutti insieme mentre passavano le mani sul mio corpo e il mio culo, mi faceva sussultare di voglia bramando il momento delle scopate che mi sarei fatto. “Adesso ne hai abbastanza? O ne vuoi altri?”. Non avevo parole solo le mie mani parlavano ed avevano iniziato ad accarezzare tutti quei biscioni molli che ben presto avrebbero alzato le teste. Tutti loro avevano cazzi notevoli con palle grosse e pesanti, una bella compagnia. Stavo perdendo la testa e mi lasciai andare al loro volere. Senti, due mani sulla testa che mi spinsero ad inginocchiarmi. Davanti ai miei occhi avevo undici cazzi di cui il più piccolo era almeno trenta centimetri. Li facevano ballare davanti a me e li sentivo sbattere sul mio viso, sul mio collo. “Questa è la tua festa, la tua serata, facci godere”. Uno di loro mi voltò verso di se e mi appoggiò la cappella sulla bocca che io aprì lasciandola scivolare dentro. “Mmmmm…”non avevo nessuna voglia di parlare, solo di succhiare quel bastone mentre tenevo ed accarezzavo gli altri che, a turno me lo mettevano in bocca. In breve erano diventati duri e li vedevo felici, come lo ero io. Il mio vecchio, intanto si era sdraiato dedicandosi al mio culo che tanto gli piaceva. Leccava e baciava con lussuria quel fiore del piacere. Non potendoli succhiare tutti insieme, alcuni di loro avevano seguito l’esempio del vecchio dedicandosi al mio culo, Sentivo più bocche e lingue che mi baciavano e mi leccavano il buchetto. Ero in estasi. Me li sentivo tutti addosso come se volessero scoparmi tutti insieme contemporaneamente. Accontentarne così tanti e tutti insieme, non era facile e io mi prodigavo per soddisfarli. Mentre in quattro si dedicavano al mio buchetto, io mi prendevo cura degli altri sette, avendone uno per mano e cinque da leccare e succhiare a turno. Uno sballo che durò non molto perché tre di loro non resistettero e schizzarono la loro sborra in bocca e sul viso. Sentivo quel liquido caldo e viscoso colarmi in gola e impiastricciarmi il viso. “Te la stai godendo vedo”. La voce del vecchio mi giunse non so da dove, solo che aveva detto la verità, me la stavo godendo come non mai. La fine era lontana dal venire e questi undici mandrilli vecchi e arrapati, avevano tanta voglia di sfogare la loro libidine su di una preda… io ero la loro preda. Quando venne il momento della monta, non me ne accorsi neanche. Dopo un’ora circa di pompini, leccate e sborrate varie sia in bocca che sul viso e sul corpo, mi ritrovai disteso, appoggiato di schiena con le gambe larghe e alzate. Uno dei vecchi le aveva appoggiate sulle sue spalle e mi si era piazzato in mezzo col suo cazzone enorme che puntava il mio buco. “Questo sarà il primo dei tanti che entreranno dentro e ti faremo godere tanto fino a riempirti di sborra e la tua pancia non sarà gonfia”. Lo sentì entrare e un attimo dopo lo aveva messo tutto dentro, fino alle palle. Spingeva come un forsennato mentre gli altri mi guardavano aspettando a turno il momento di farci entrare il loro. Io non potevo, e non volevo starmene fermo e chiesi a tre di loro di mettersi sopra il mio viso, volevo leccare e succhiare i loro cazzoni mentre mi godevo una delle innumerevoli inculate della serata. Passarono le ore e cambiavamo posizioni e il gioco del sesso diventava sempre più bollente mentre fiumi di sborra riempivano ogni mio buco . Non avevano intenzione di abbassare la testa, sempre duri e vogliosi, come lo ero io. Il mio buco era talmente largo per le tante volte che aveva sentito un cazzone entrare, che appena appoggiavano le cappelle, scivolavano subito tutte dentro come se affondassero nel burro. Non so come, ma mi ritrovai a cavalcioni sopra il mio vecchio con il suo cazzone piantato dentro. Mentre lo cavalcavo avevo quattro cazzi davanti da succhiare. Fu così che mi cinse la vita bloccandomi. “Adesso viene il bello”. Una cappella si stava facendo strada per entrare nel buco già occupato dal cazzo del mio vecchio. “Cosa avete intenzione di fare, due sono troppi, li avete troppo grossi aspett…. “ non terminai la frase che sentì l’altra cappella entrare e poi affondare spingendo l’altro cazzone dentro. “Oohhhh… Diooooo!” riuscii solo a dire perché mi ritrovai un altro cazzo in bocca. “Dai, godi cagna, due cazzi nel culo e altri da succhiare, tutti insieme. Lo sognavi da tempo vero?” Era davvero il mio sogno, fare sesso con un gruppo di vecchi marocchini, arrapati con cazzi mostruosi e duri come quelli. Fu una girandola di cazzi che entravano ed uscivano a coppia nel mio culo, in tutte le posizioni possibili mentre altri si susseguivano nella mia bocca e le mie mani. Le sborrate non le contavo più, mi sembrava di essere immerso in una vasca piena si sborra. Quando giunse il tramonto mi ritrovai esausto e appagato… e con la pancia gonfia di sborra, una cosa che non avrei mai pensato mi potesse accadere.

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