Martina

  • Scritto da Violet il 12/11/2021 - 09:58
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Mi chiamo Martina, ho diciannove anni, sono in tutto e per tutto femmina, tranne per il cazzo, un po' grosso, e i coglioni.
Un tempo mi piaceva ricamare, suonare il piano, adesso se continuerete a leggere, saprete cosa sono diventata.
Avrei tanta voglia di stare tra le braccia di un vero uomo, chissà se andando in giro tra i locali, dove ormai tutti mi conoscono, potessi trovare qualcuno desideroso di metterlo nel culo a una brunetta abbastanza carina, come me.
Indosso una minigonna rossa, calze nere e una top nero di pelle con lacci, che lasciano vedere, gran parte delle tettine che la cura ormonale mi ha procurato, calzo scarpe con tacchi a spillo e prendo la borsetta in cui tengo i preservativi:
Incrocio mia madre, che, con la solita voce accorata, mi dice:
"Martina dove vai?"
"Esco, mamma"
"Devi proprio"
"Si!"
"Per piacere stai attenta"
Mia madre è una donna dolce e gentile, ma piuttosto debole, con lei finisco sempre per fare quello che mi pare.
Le voglio bene, anche perché ha accettato subito la mia femminilità.
Spesso mi dice:
"Martina, perché non porti a casa il tuo ragazzo, voi fate quello che volete, e io sto tranquilla"
E già, io non ho un ragazzo, ho solo una voglia da pazza.
Esco e, ancheggiando, mi dirigo al bar ***, dove è più facile trovare qualcuno che mi rimorchi.
Trovo piacevole il caldo del locale, mi appoggio al bancone, ordino una bibita, e mi guardo intorno.
Dopo un po', qualcuno si avvicina e mi chiede:
"Quanto vuoi?"
"Niente!"
"Non sei una puttana?"
"Si e no, no perché non voglio soldi, si perché mi pace il cazzo"
Dicendo questo, apro la bocca e muovo la lingua in maniera eloquente.
"M lo fai un pompino?"
L'aspetto è quello di un vero maschio, giovane e muscoloso, certo non è un lord, però mi piace.
Andiamo in una stanzetta, nel retrobottega, al bar *** sono molto tolleranti.
Lui prende a palparmi freneticamente, io, mi eccito subito e il mio cazzo si drizza, ho paura che vedendolo, l'uomo si spaventi e faccia dietrofrontt, ma non sembra preoccuparsene.
Passo la mano sulla patta, anche il suo cazzo è duro, sono felice che mi desideri.
Mi tolgo velocemente i vestiti e mi accovaccio davanti a lui, libero il suo cazzo dai pantaloni: è abbastanza grosso e glielo dico, sembra contento.
Lo prendo tra il pollice e l'indice, e comincio un lento su e giù.
Avvicino la bocca e prendo a leccarlo, lo risucchio in bocca e percorro la cappella con la lingua, gioco col frenulo, penetro il taglietto, tutto molto piano, per ritardare il suo godimento il più a lungo possibile.
Mi seno chiamare:
"Puttana, zoccola, troia schifosa"
Io sono sempre combattuta tra il desiderio di bere la sborra e quello di prenderlo in culo, la cosa che mi piace di più e di avere due cazzi, uno in bocca e l'altro in culo, ma qui ce n'è solo uno solo, e faccio scegliere a lui:
"Vuoi sborrarmi in bocca o vuoi mettermelo nel culetto?"
"Troia, voglio romperti quel tuo culo di merda!"
Mi appoggio a un vecchio tavolino da bar, e attendo.
Sento che appoggia la cappelle al mio orifizio e mi penetra con forza.
Il mio buco del culo è ormai assai accogliente, e cede subito, senza il minimo dolore.
Ricevo una serie di spinte poderose, a cui rispondo stimolandogli il pene, con la muscolatura del retto.
Dal mio cazzo escono alcuni getti di sperma, mentre lui mi allaga il culo di sborra.
Quando ci separiamo, lui rimette il pene nei pantaloni, e si avvia alla porta, io:
"Ciao"
lui nemmeno mi risponde e, esce.
Mi rivesto, e rimango ancora nel bar, sperando che qualcun altro si interessi a me, non trovo nessuno, e decido di tornare a casa.
Penso di farmi qualche sega, e di mettermi a letto, quando mi raggiunge mia madre, con gli occhi rossi di pianto.
Mi abbraccia e mi dice:
"Martina, bambina mia devo chiederti una cosa... Mi vergogno tanto... Sai di Osvaldo"
"Si, quello che ti sc... Il tuo fidanzato"
"Mi ha chiesto una cosa orribile... Ha minacciato di lasciarmi... Senza di lui morirei.. "
"Vieni al sodo, mamma"
"Ti ha vista, gli piaci molto... Vuole fare all'amore con te"
Penso che Osvaldo non è male, un quarantenne dai capelli brizzolati, abbastanza giovanile... molto macho.
"Mi dispiace tanto, Martina, farai questa cosa per la tua mamma?"
"Ma si mamma, stai tranquilla"
Proseguo la frase dentro di me: di che ti preoccupi, me lo vuole solo mettere nel culo.
"Martina, sei un tesoro!"
E mi abbraccia di nuovo.
Accarezzo la sua ingenua testolina bionda e mi preparandomi alla nuova avventura, penso: quanto ce l'avrà grosso...

 

 

 

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