SEsSOLOFOSSE - Capitolo 8, Lunga nottata

  • Scritto da TicToc Heel il 16/04/2021 - 05:10
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"Ho i piedini gelati!" esclamò Viviana rompendo il silenzio. Una frase del genere in altre occasioni precedenti era come dire a Mario di prepararsi a ricevere i loro piedini sul suo pene con la scusa di metterli al caldo. Ora, con due ospiti, che aveva conosciuto poco prima senza sapere con che avesse a che fare, il dubbio su come dover agire arrivò spontaneo. Arrivarono i piedini di Viviana da sotto il tavolo. Li accolse mettendogli sopra una mano.

Il movimento di Marzia, che qualche secondo prima era seduta sulla panca accanto a lui, gli avrebbe dovuto far sorgere un sospetto. Qualche secondo dopo, aveva i suoi piedi accanto a quelli di Viviana.

"Scaldi anche i nostri?" domandò inaspettatamente Arianna. La frase di Viviana sembrava essere diventata un segnale per le nuove arrivate, più che un'ammissione che sentiva freddo alle sue estremità. Aveva ancora un dubbio, fino a che punto Viviana e compagnia bella avevano illustrato i loro giochi alle due sorelle. L'affermazione che avvenne in seguito iniziò a sgretolare tali dubbi.

"Spero ti piacciano i miei stivali" continuò Arianna. Eccome se gli piacevano, stivali neri in pelle lucida, suola in cuoio e tacco sottile in metallo, probabile un 37, al massimo 37 e mezzo. Li aveva notati quasi subito e come altri particolari si erano fissati nella sua testa. Le ragazze si guardarono per qualche istante, attendendo una qualche risposta da parte di Mario. Scomparvero i piedi che aveva appoggiati sulle gambe e si alzarono prima in piedi sulla panca, spostarono tutte le cose che c'erano sul tavolo e salirono ci salirono sopra. Lui stava guardando i loro piedi davanti a lui, stava per impazzire solo nel sognare lontanamente quelle scarpe su di lui.

Attesero qualche istante ancora poi si accomodarono sul tavolo dal suo lato appoggiando i piedi sulla panca. Le ragazze si guardarono come per capire se fosse d'accordo o meno di far giocare anche le due sorelle. Un calcetto di Marzia su un fianco lo fece risvegliare dal sogno che stava vivendo. Si slacciò i pantaloni, li abbassò insieme ai boxer pronto per loro. Qualche secondo dopo sentì le loro suole fredde appoggiarsi sulle sue parti intime. I brividi come spesso succedeva gli percorrevano la schiena salendo fino al collo e alla punta dei capelli. Ci fu una piccola lotta per occupare un posto sulla sua erezione, appena iniziarono a sentire il calore del suo corpo sotto i loro piedi scaldandoglieli si fermarono.

Iniziarono le foto, i continui lampi dei flash indicavano che era in atto un reportage completo di quell'area.

Prima Marzia e poi Viviana iniziarono a schiacciarglielo con forza usando il loro zerbino personale per lucidarsi le suole, lo sporco accumulato sul glande dai primi passaggi, alla luce dei flash, era piuttosto evidente. Arianna, si alzò battendo sul tempo la sorella, iniziò a schiacciarglielo con forza gustandosi ogni parte di quell'erezione. Con movimenti lenti percorse tutta la sua asta dura fino ad arrivare al glande gonfio di piacere, sembrava volesse assaporare ogni istante e ogni punto di quell'erezione passeggiandogli sopra.

Il gonfiore della punta sembrava essere di suo interesse, lo compresse con la suola strofinandogliela sopra con voglia sempre più crescente.

"Oddio adoro sporcartelo!" confessò continuando con le sue suole sul suo pene.

Manuela si alzò impaziente di provare e di schiacciare. La sua presenza voleva anche mettere fretta alla sorella maggiore per ottenere i suoi spazi.

La combinazione, gemelle, sorelle, cugine lo tirava matto solo a pensare che delle parenti avessero la stessa voglia di stargli sul pene e di schiacciarglielo con forza.

"Ti piace fartelo schiacciare!" constatò Arianna quando furono in due sulla sua erezione sentendo che si gonfiava sempre di più. Manuela, riuscita a spodestare la sorella, sporcò il pene di Mario ancora di più, vederlo sempre più sporco eccitava tutti senza esclusioni.

 

"Fammi vedere quanto ti piacciono i miei stivali" disse Arianna tornata a sedersi, e alzando un suo piede appoggiandoglielo sulle labbra. Se Marzia non si era mai fatta problemi con Mario, Arianna sembrava proprio sguazzare in quella situazione.

"Lecca bene la suola fino al tacco" ordinò mentre Mario aveva iniziato a farlo senza pensarci due volte.

"Ragazze sentite come si eccita quando gli facciamo leccare le scarpe" fece notare Arianna aumentando la pressione del suo piede nella porzione di erezione che stava sotto all'altro appoggiato su di lui.

Dopo qualche istante, aveva un piedino di ogni ragazza davanti alla sua bocca, mentre l'altro si trovava al caldo sulle parti intime di Mario. Le aiutò prendendo in mano i loro piedi sostenendoli all'altezza del tallone per portarseli vicino alla bocca.

Iniziò a leccarli tutti partendo dalla provocatrice di turno, Arianna. Appoggiava completamente la sua lingua sulla suola, poi muoveva la testa per trascinarla lungo tutta la suola dalla base del tacco alla punta, dopo una passata riprendeva spostandosi leggermente di lato, fino a completare la pulizia della suola.

La cosa indubbiamente lo eccitava, ma creava forse un effetto più forte nelle ragazze. Leccata la suola di Arianna, passò a quella della sorella, poi a quella di Marzia e Viviana. Vedeva che eccitandole in quel modo le ragazze accentuavano la pressione sulla parte del corpo che avevano sotto l'altro. Forse era una sua impressione ma quella combinazione di eventi gli piaceva da matti.

Avvicinò i loro piedi, in particolare i tacchi, il più possibile poi aprì la bocca succhiandoli come faceva con Natasia e Lilly. Li faceva entrare e uscire lentamente dalla bocca serrando le labbra e passando la lingua sotto ogni tacchetto. Le ragazze andarono fuori di matto in quei momenti.

Intimarono più volte di fermarsi, togliendogli di mano lentamente i loro piedi. Giusto il momento di una pausa, sostituire il piede che premeva sul pene di Mario e per offrire l'altro cadendo nello stesso tranello piacevole e sensuale del tacco nella sua bocca e succhiato in quel modo.

Forse a loro piaceva quel momento cadendo di proposito nella medesima situazione eccitante nella quale erano cadute precedentemente. Fu così che ancora una volta vollero che Mario si fermasse, senza togliere il tacco dalla sua bocca. Lui continuò fin quando le ragazze furono costrette dall'eccitazione a togliergli i piedi di bocca.

Arianna e Manuela, forse perché alla prima esperienza con lui andarono fuori di matto sdraiandosi sul tavolo qualche istante per riprendersi. Quando Arianna tornò a sedersi tirò un lungo sospiro di sollievo, aveva fatto probabilmente un grosso sforzo fisico per trattenersi.

Sembrava arrossata in volto alla poca luce che c'era, tutte sembravano paonazze. Se ne accorse durante qualche altro flash scattato ai piedi che lo tenevano e lo massaggiavano.

 

"Appoggialo sul tavolo, voglio vedere se riesci a resistere anche ai miei tacchi" lo sfidò Arianna che voleva metterlo alla prova.

I tacchi dei suoi stivali avevano un rivestimento di metallo, che al contatto, con la sua bocca, lingua e con il pene stesso gli trasmetteva quella momentanea sensazione di fresco sulla parte del corpo di Mario a contatto. Già aveva i suoi brividi di eccitazione, quelli dovuti al tacco fresco non facevano altro che metterlo in difficoltà.

Un tacco molto simile l'aveva la sorella nelle sue decolleté, sembrava forse più sottile. Vederli a contatto con il suo corpo, lo eccitava, pensare di metterlo sotto gli faceva salire alle stelle la sua eccitazione.

Scivolò lungo la panca per alzarsi, le ragazze si alzarono contemporaneamente in piedi sul tavolo. Sentiva i loro tacchi picchiettare sul piano del tavolo. Lo appoggiò mettendolo a loro disposizione, Marzia, la più vicina e pronta, ne approfittò per schiacciarglielo.

Schiacciarglielo mentre era appoggiato sul piano del tavolo, permetteva alle ragazze di apprezzarlo in tutta la sua durezza. Non affondando nell'addome tutta la pressione che facevano con il loro peso si scaricava completamente sul pene, allo stesso tempo, sentivano maggiormente il rigonfiamento apprezzandone l'erezione.

Sembravano divertirsi di più a schiacciarglielo. I loro commenti erano chiari e le loro voci eccitate dicevano molto di più dei loro commenti.

Manuela, anticipò la sorella che lo aveva stuzzicato con l'idea dei suoi tacchi. Fu lei a provare al sensazione che si provava a pesarsi su quel pene per tutta la sua lunghezza. Posizionò il tacco verso la base e piede a occupare tutta l'erezione fino al glande gonfio. Caricò tutto il peso lasciando senza fiato dall'eccitazione Mario.

"Oddio mi sta alzando!" commentò la ragazza quando si sentì sollevare dall'erezione. Scese, tornando con i piedi sul tavolo, si abbassò per guardare il risultato della pressione esercitata in quel punto, facendo lei stessa alcune foto del disegno circolare lasciato dal suo tacco. Si eccitò ancor di più notando i segni lasciati.

Salì subito anche Arianna, stando ben attenta a non sovrapporre il suo tacco al segno lasciato dalla sorella. Allo stesso modo caricò il peso sul quel pene rigido, si sentì percorsa da brividi di piacere irrefrenabili. Sembrò perdere l'equilibrio, ma fu veloce a mettere entrambi i piedi ben saldi sul piano del tavolo. Il rumore dei suoi tacchi sul tavolo eccitò Mario, voglioso di averli tutti su di lui.

Marzia e Viviana, anche loro approfittarono di lasciare le proprie impronte sull'oggetto del piacere cedendo all'eccitazione.

Mario eccitato e voglioso dei loro tacchi, li avvicinò prendendo dolcemente i loro piedi sistemandone uno per ogni ragazza sul suo pene. Sentì la pressione che aumentava poco per volta. Non affondavano con forza per fargli male, ma quanto bastava per lasciare il segno del loro passaggio sul suo pene. Andava orgoglioso di quei segni, le fotografie che facevano avrebbero aiutato la memoria a ricordare quel piacevole movimento.

Glielo schiacciarono a lungo alternandosi sul suo pene per non cadere dal tavolo, Manuela sembrava avere trovato un particolare interesse per il buchino dell'uretra di Mario stuzzicandolo con il suo tacco sottile.

Gli voltò le spalle una volta che gli si era avvicinata, glielo stuzzicò ancora una volta con il tacco.

"Voglio entrare con il mio tacco!" disse sollevando un piede mettendo a sua disposizione il suo tacco, Mario eccitato aveva capito subito la sua intenzione lo prese in mano e lo guidò proprio sotto il tacco della ragazza e facendo combaciare il buchino con il tacco della ragazza.

"Oddio è divino!" commentò quando lo spinse poco per volta fino a farlo scomparire quasi del tutto nell'uretra di Mario. Spinse con un po' di forza fino a far toccare il glande alla base del tacco.

Iniziò a muovere su e giù il tacco nell'uretra creando eccitazione in sé stessa e soprattutto in Mario, che, mentre lei si muoveva all'interno con il tacco, aveva iniziato a masturbarsi. In quei momenti le ragazze fecero un'infinità di video e foto per immortalare quel paradisiaco momento.

 

"Non riesco!" disse all'improvviso Manuela. Effettivamente nonostante spingesse, non entrava tutto il tacco proprio per la sua forma, ma quelle parole erano riferite al fatto che stava fremendo con il rischio di bagnarsi completamente, fu chiaro quando lentamente lo estrasse completamente spostandosi da parte sulla panca.

"Voglio farlo anch'io" disse Arianna occupando il posto della sorella, subito dopo aveva anche gli altri tacchi vicino al pene e le ragazze che insistevano per avere lo stesso trattamento. S'infilò il tacco di ognuna il più possibile all'interno del pene, masturbandosi una volta che avesse raggiunto il massimo della profondità concessa dalla forma del tacco.

Quel gesto lo eccitava, forse più di quanto non accadeva alle ragazze attente a non superare il limite. Sembravano contente di quell'esperienza e allo stesso tempo provate dall'eccitazione.

Manuela era salita nuovamente sul tavolo, mentre la sorella si era seduta forse per riposarsi. Mario vedeva quei piedi e aveva voglia di continuare.

Marzia era la più vicina a lui, la riconobbe dai piedini, perché la sua attenzione era rivolta a quelli. Le accarezzò il dorso del piede prima di spostarlo vicino al bordo del tavolo dove era appoggiato Mario. Sentiva le sue mani calde scaldarglielo, non capì subito le sue intenzioni, ma quando appoggiò la punta vicino al suo tallone intuì al volo lasciando un po' di spazio tra il tallone e la soletta della sua decolleté. Sentì prima spingere, poi pian piano passare il glande rigonfio e voglioso sotto il tallone. Come fu precisamente sotto iniziò a schiacciarglielo, non poteva lasciarsi scappare un'occasione così ghiotta.

Lo guardò sorridendogli. Lui lo spinse oltre facendolo uscire dall'altro lato del piede messo di traverso, quando passò completamente si sentì autorizzata a caricare tutto il suo peso sull'erezione.

Mario, nel frattempo eccitato da Marzia, si era impossessato del piede di Viviana che insieme alle altre ragazze aveva l'attenzione puntata sul pene appena uscito dalla scarpa di Marzia. Lo lasciò fare collaborando quando lo volle avvicinare a quello dell'amica. Questa volta una volta puntato il glande sotto il tallone, Mario tirò verso di sé il piede della ragazza facendolo passare sotto al tallone come aveva fatto in precedenza. Quando si iniziò a vedere il glande spuntare dalla scarpa Manuela si avvicinò volendo partecipare attivamente al gioco. Con l'aiuto di Marzia e Viviana cercò di farne uscire il più possibile facendo in modo di potersi infilare sotto il tallone, e nella scarpa di Manuela già pronta a ospitare la sua cappella gonfia e sporca. Spingendo nella scarpa il suo pene scomparì completamente sotto i piedi delle ragazze.

Arianna sul tavolo documentava tutto, eccitata tanto quanto dispiaciuta di non poter fare lo stesso a causa degli stivali che indossava. Per Mario al contrario non era ancora sufficiente, voleva che partecipassero tutte.

Non contento, prese con delicatezza il piede della ragazza ancora intenta a scattare foto e l'avvicinò alla fila di piedini sotto il quale l'aveva inserito. Cercò, senza poter vedere cosa stesse facendo, di infilare il tacco del suo stivale nel suo buchino dell'uretra. Arianna intuendo le sue intenzioni collaborò, da dove era seduta vedeva chiaramente una piccola parte sbucare dalla scarpa della sorella. Lo infilò leggermente, poi fu Mario stesso a farselo infilare completamente fino all'attaccatura del tacco. Sentì dentro di lui i brividi salire man mano che il tacco entrava più a fondo.

Arianna continuò a scattare foto e video, questa volta partecipe di quel gioco che la stava facendo impazzire. Mario prese con dolcezza l'altro piede della ragazza alzandolo quanto bastava a farlo arrivare all'altezza del suo viso. Gli appoggiò la lingua sotto la suola leccandola come aveva fatto in precedenza.

 

"Fermo, fermo!" disse Viviana poco dopo. La sentiva fremere, come sentiva la stessa cosa da parte di tutte le ragazze, Arianna compresa, solo che sembravano accettare meglio quel momento.

"Ho paura di farti male!" aggiunse subito la ragazza. A quella notizia Arianna sfilò dolcemente il suo tacco, poi, via via le altre sfilarono il pene di Mario dalle loro scarpe.

Vedeva che le loro gambe non le stessero più sostenendo. Aiutò lui stesso Marzia a sedersi sul tavolo tremante. Manuela quasi sembrò finire giù dal tavolo, fu la sorella a sorreggerla e farla appoggiare al tavolo, mentre Viviana si lasciò andare sulla panca.

Se ci fosse stata più luce avrebbe visto i loro tremori, qualche secondo in più anche lui sarebbe esploso copiosamente sotto i loro piedi. Sembrava avessero fatto tutta la salita di corsa. Come il suo cuore batteva forte anche quello delle ragazze probabilmente batteva sincrono al suo.

 

"Incredibile davvero" commentò Manuela con un profondo sospiro di sollievo.

"Da impazzire" disse anche Viviana lasciandosi andare lentamente distesa sulla panca. Mario al contrario stava continuando a leccare lo stivale di Arianna che anche lei si era lasciata cadere sdraiata sul tavolo.

Mario, vedendola sdraiata lasciò stare il suo piede e si rivestì, l'arietta fresca iniziava a essere fastidiosa una volta terminata l'adrenalina e l'eccitazione di quel momento.

 

"Posso?" domandò Mario a Marzia, una volta tornando dalle ragazze.

"Cosa?" domandò di rimando lei con un filo di voce. Le diede un bacio dolce, niente d'invadente, le sue labbra appoggiate dolcemente su quelle della ragazza. Ripeté lo stesso gesto chiedendo il permesso anche a Viviana felice di quel gesto.

"Posso anche a voi?" domandò alle due sorelle che avevano ancora il fiatone come se avessero fatto una maratona.

"Ci stai provando ragazzone?" domandò Arianna buttandogli le braccia al collo prendendosi un bacetto molto più lungo.

Manuela sembrava non capire nulla di quanto stesse succedendo, Mario glielo diede sulla fronte altrettanto dolcemente.

"Lo voglio anch'io" protestò obbligandosi a calmarsi per gustarsi quella dolce sensazione. Chiuse gli occhi in quell'istante riaprendoli di scatto quando si accorse che era terminato.

 

Prese le coperte lasciate sulle panche e le coprì. Il freddo umido era fastidioso per lui, caloroso di natura, immaginava che per le ragazze lo fosse di più. Andò nel van lasciandole riprendersi al caldo sotto le coperte, accese le luci, creando una fastidiosa sensazione alla vista da parte di tutti i presenti ormai abituati alla flebile luce lunare. Appoggiò la macchina fotografica e il portatile nell'armadietto a loro dedicato, accese il riscaldamento e le raggiunse.

"Forza a letto!" disse tornando da loro.

"Ho acceso il riscaldamento" aggiunse. Sembravano star bene sul tavolo al caldo sotto le coperte.

"Iniziamo da…" disse ancora avvicinandosi a Marzia.

"Te!" terminò la frase spostando la coperta sentendo qualche borbottio contrariato da parte della ragazza. La prese in braccio come una bambina e la portò nel van appoggiandola dolcemente sul lettone.

"Inizia a prepararti per la notte" aggiunse chiudendo il portellone per tenere dentro il caldo.

"Le mie cose sono nel bagagliaio della macchina" ricordò Marzia riaprendo il portellone.

"Chiave" disse allungando la mano verso Arianna sul tavolo.

"Nella borsa!" disse restando immobile sotto la coperta completamente rilassata.

 

Mario andò a recuperare prima le chiavi, poi le borse dal bagagliaio dell'auto, dopo averla richiusa portò tutto nel van in modo che Marzia potesse prepararsi.

"Ora tocca a te!" disse a Viviana, sembrava sbrogliare l'intreccio delle ragazze come se dovesse togliere un bastoncino del gioco dello Shangai. Si lasciò sollevare stringendosi a lui quando la prese in braccio.

"E due!" disse mettendo Viviana nel letto, mentre Marzia occupava già il bagno per prepararsi. Chiuse il van per tornare nuovamente al tavolo.

Prese in braccio Arianna che protestò perché l'aveva scoperta nel farlo.

"Dove mi porti?" domandò tra una protesta e l'altra.

"Nel van" rispose Mario arrivando al portellone del van che si aprì grazie all'aiuto di Marzia che li aveva visti arrivare.

"Le mie cose sono in auto!" disse lei, mentre Mario le porgeva la sua borsa dalla quale aveva preso le chiavi dell'auto. La ragazza sembrava persa in un altro mondo. Probabilmente era in quello dei sogni giudicare il suo sguardo languido e ormai spento.

"Trovi tutto lì!" le fece notare sorridendo mentre indicava le borse che aveva tolto dal bagagliaio.

Chiuse tornando a recuperare Manuela anche lei avvolta dalla coperta. La vedeva sorridere, si era già legata a quel ragazzone che aveva conosciuto poco tempo prima, si stava prendendo cura di lei e di sua sorella come se fossero amici da sempre o addirittura amanti.

"Grazie!" disse una volta nel lettone.

Mario uscì ancora una volta, si guardò in giro attorno al tavolo, essendosi già accorto che c'era un cellulare abbandonato sul tavolo, probabilmente lasciato o caduto all'insaputa di una delle ragazze. Lo portò alla proprietaria, Manuela, che lo ringraziò con un bacio.

 

Mentre le ragazze si preparavano per la notte, si accomodò sul sedile al posto di guida dedicandosi ai messaggi ricevuti. Con suo grande stupore ricevette alcuni messaggi dal trio di ragazze che aveva conosciuto in discoteca, senza contare le due ragazze che gliel'avevano schiacciato sui gradini.

 

"Buona notte!" disse Arianna. Quelle parole e qui movimento avevano attirato l'attenzione di Mario.

"Dove vai?" domandò Mario quando la vide avvicinarsi al portellone laterale.

"Andiamo a dormire in auto!" rispose lei sorridendogli mentre Manuela la seguiva.

"Non se ne parla, ci siamo già stati in quattro in quel lettone, dovete solo stringervi un po'" obiettò lui.

"Figurati, siamo noi le intruse!" ribatté cercando di aprire con Mario davanti a lei a farle da muro impenetrabile con la sua corporatura.

"Vedete delle intruse?" domandò alle altre ragazze senza nemmeno volere una risposta.

"Io vedo solo altre ospiti" fece notare alle due sorelle.

"Allora dormiamo sul divanetto" propose lei non volendo togliere spazio a nessuno.

"Nemmeno" ribatté indicandole il posto dove avrebbero dovuto dormire lei e sua sorella.

"Forza, niente storie" insistette Mario prendendo la borsa che teneva in mano appoggiandole nello spazio tra i due sedili anteriori insieme a quelle delle altre ospiti.

"Se vi dovessero servire, sapete dove trovarle" spiegò Mario irremovibile.

"Ci stai rapendo?" domandò Manuela sorridendogli.

"Sì!" rispose candidamente ricambiando il sorriso. La guardò dolcemente prendendo lo zainetto della sorella appoggiandolo accanto a quello della sorella.

"Voi due le avreste fatte andar via?" domandò Mario rimproverando Marzia e Viviana che si guardarono senza dire una parola.

"Forza sotto le coperte che prendete freddo!" disse incoraggiandole a mettersi nel letto. Le ragazze si sistemarono nel letto, un po' strette, ma alla fine grazie alla loro corporatura minuta ci stavano tutte.

"Buona notte!" disse loro coprendole meglio con la coperta, risposero alla buona notte tenendolo sott'occhio.

Abbassò le luci nel veicolo, cambiandone il colore in quelle blu così da non dar fastidio alle ragazze che potevano dormire, poi s'infilò nel bagno dopo aver recuperato qualche indumento da uno degli armadietti sopra il letto.

 

Uscito dal bagno, si accorse che c'era qualcosa di diverso nella disposizione delle ragazze nel lettone. Lo guardavano sdraiate ai due lati del letto.

"Tu qui!" disse Viviana da una parte del letto battendo la sua mano sullo spazio vuoto lasciato per far accomodare Mario. Lei e Manuela si erano messe da un lato, Marzia e Arianna dall'altro. Avevano lasciato più spazio del necessario notò Mario.

"Se mi metto anch'io nel lettone, non dorme comodo nessuno!" fece notare loro prendendo una coperta e appoggiandola sul divanetto.

"Come lo sai se non provi?" domandò Arianna con un sorriso purtroppo oscurato dalla poca luce nel van picchiando anche lei nello spazio vuoto del letto.

"Vuoi che ti trasciniamo qui?" lo minacciò Marzia.

"D'accordo, un secondo e vi raggiungo" acconsentì andando a prendere il cellulare e mettendolo in carica appoggiandolo in una specie di mensolina accanto al lettone.

 

Si distese al centro, dove le ragazze gli avevano lasciato lo spazio, ebbe conferma che fosse molto più ampio della sua corporatura. Quando entrò, si accorse che tutte le ragazze erano senza pigiama, fu in quel momento che collegò, il braccio di Viviana, così come quello di Arianna, non aveva una manica del pigiama che aveva notato in precedenza. Lo guardarono come se avesse la peste

"Ora puoi toglierti tutto" disse chiaramente Marzia con un sorrisone molto provocatorio. Si spogliò restando sotto le coperte accontentandole ancora una volta e si sdraiò.

 

"Adoro il tuo calore corporeo!" commentò Marzia mettendosi sopra di lui, mentre le altre ragazze gli si stringevano accanto.

"Posso stringermi a te?" domandò Arianna dopo che si era avvicinata rubando grazie a Marzia che si era accomodata sopra Mario. Com'era ovvio, quella domanda, non necessitava di alcuna risposta, ancor meno fosse stata negativa.

Quasi si trovò sotto i corpi di entrambe le ragazze da quanto si era avvicinata a lui. Dall'altro lato anche Viviana si era aggrappata totalmente al braccio di Mario, soltanto Manuela gli era lontana.

Quando capì la situazione scavalcò tutte le amiche andando dal lato della sorella dove poteva appropriarsi dell'altro lato del braccio.

 

"A chi scrivevi mentre noi ci preparavamo?" domandò Marzia restando appoggiata con l'orecchio sul petto guardando direttamente Arianna accanto a lei girata verso di lei.

"Rispondevo ai messaggi di chi mi aveva scritto e augurato la buona notte" rispose lui rilassato nel letto a occhi chiusi.

"Ti hanno scritto anche le ragazze che hai conosciuto ieri sera?" domandò con un velo di gelosia Marzia alzando la testa per guardarlo. Da quel movimento, unito alla domanda, capì che c'era qualcosa che non andava.

"Sì!" ammise, confermando i sospetti della ragazza.

"Ce li fai leggere?" domandò Arianna anche lei alzando la testa e guardandolo.

"Il cellulare è dietro a Viviana, attente che è attaccato per la carica" spiegò loro lasciandole fare, non aveva niente da nascondere.

Usandolo come materasso iniziarono a leggere ogni messaggio che gli era arrivato quella sera.

"Te lo sei fatto schiacciare da queste due ragazze?" domandò Arianna leggendo i messaggi a riguardo che gli avevano mandato.

"Non vedo, ma credo che siano loro, se andate nell'archivio delle foto, potete vedere cosa hanno fatto!" spiegò Mario tranquillo.

"Non ti hanno fatto male quelle due?" domandò Viviana quando vide le foto. Già dalle caviglie era chiaro che avevano una certa stazza rispetto alla loro.

"No, sapete che a me piace!" rispose guardandole, per quello che era possibile vedere.

"Te lo faresti schiacciare proprio da tutte?" domandò curiosa Marzia, ma tra quelle parole, era possibile leggere anche una sorta di rimprovero.

"Solo da chi lo vuol fare" spiegò chiudendo gli occhi.

"Non ti bastiamo noi?" domandò Viviana.

"Intendo, quelle che hai incontrato finora" aggiunse spiegandosi meglio.

"Oltretutto, ci sono anche quelle del blog che ti vogliono incontrare" gli ricordò.

"Sai che non ti so rispondere?" ammise candidamente.

"Sto con voi e non voglio altro, incontro Silvia o Jovana e potrei dire che anche quando sono con loro non voglio altro" spiegò Mario non capendo lui stesso cosa volesse o provasse in quei momenti.

"Poi, anche questa sera, mi sono lasciato coinvolgere da Annarita e Annalisa" aggiunse.

"Non so devo essere malato oppure fatto male" confessò. Le ragazze lo guardavano mentre lui parlava a occhi chiusi.

"Sono certo che glielo lascerei fare ancora se solo lo volessero" ammise chiaramente.

"Guarda che non è un dubbio, da quello che ti hanno scritto, entrambe vogliono farlo" precisò Marzia.

"Infatti, ma sono certo che da un momento all'altro le cose cambino" parlò per esperienza, infatti, da quando era piccolo, una catena di eventi portava alla fine di quei rapporti fatti letteralmente con i piedi.

"Come puoi dirlo, a parte quello che ti farei, ma non sarei capace di starti lontano" confessò Viviana.

"Per esperienza!" rispose.

"Puoi cancellare i tuoi annunci e quelle della chat puoi non incontrarle!" suggerì Marzia.

"Oltretutto, a me dà l'impressione che qualcuna sia una cinquantenne!" gli fece notare la ragazza sorridendo con le amiche, mentre Mario non notò quel sorriso, era ancora a occhi chiusi.

"Non vorrai fartelo calpestare da una cinquantenne?" domandò in modo sarcastico.

"Non sarebbe la prima volta!" rispose Mario senza pensarci.

 

Accade che la stupidità giovanile, maschile in questo caso, ti porti a fare cose che se solo ci pensassi qualche minuto non le faresti.

Lo chiamavano puttan-tour, chi non l'aveva fatto a quei tempi, si girava per la città in auto e si passava davanti alle donne che esponevano la loro mercanzia corrompendo giovani ragazzi, ormai non più innocenti. Non si fermarono mai a prendere a bordo una di queste donne, ma facevano chilometri per fare percorsi dove ce n'erano tantissime, facendo inversioni solo perché distratti da una si erano persi una seconda. Cose da giovani o forse no. I giri erano soltanto tra amici e sempre e soltanto al calar della sera, nascosti relativamente dal buio e dagli sguardi di altri passanti.

Molte altre di quelle signorine, ovviamente, avevano il turno di giorno, semi nascoste agli angoli degli incroci, o semplicemente dietro auto parcheggiate. Era impegnato in uno stage per un fotografo, questo aveva lo studio in uno di quelle arterie stradali frequentate anche di giorno da tali signorine. A quei tempi non aveva modo di andare in auto e il van non c'era ancora, senza contare che il parcheggio non l'avrebbe mai trovato da quelle parti. Per andare allo studio doveva sempre prendere i mezzi e fare un tratto di strada a piedi passando inevitabilmente davanti a quelle signorine.

Come sempre accadeva, non guardava i volti, guardava i piedi e passando davanti a quelle ragazze non poteva evitare di farlo.

Capitava spesso che per le commissioni mandavano lo stagista, costretto a passare davanti a quei loro piedi che aveva imparato ad apprezzare. Le ragazze avevano iniziato a riconoscerlo e salutarlo cercando di attaccar bottone, Mario gentilmente rispondeva al saluto con un sorriso e proseguiva oltre.

Il momento in cui guardava i loro piedi, forse risultava troppo evidente, perché una di queste ragazze vedendolo passare gli domandò se gli piacessero gli stivali che indossava. Ingenuamente la risposta affermativa creò un seguito al passaggio seguente e a quello ancora dopo, la ragazza in questione lo provocava mettendo bene in mostra i suoi piedi.

La sera andando verso casa l'incrociò per l'ennesima volta e gli si parò davanti proprio mentre si trovava dietro una delle auto parcheggiate sul marciapiede.

"Leccami gli stivali!" aveva detto mettendogli una mano sulla spalla spingendolo ad abbassarsi. Senza pensarci si abbassò e leccò il dorso dello stivale offerto dalla ragazza come se fosse naturale farlo, e soprattutto farlo per strada.

 

Un'altra di quelle bravate da giovane era andare in un cinema a luci rosse, non tanto per vedere un film porno, perché ormai con internet ne potevi avere fin sopra i capelli. La loro intenzione era sperimentare il clima di trasgressione che si respirava al suo interno.

Quando entrarono i tre amici, come pianificato, si separarono subito, erano forse arrivati troppo presto considerando che non vedevano ancora nessuno. Il film iniziò fu in quel momento che molte ombre si muovevano all'interno della sala tra i divanetti.

"Scusa non vedo!" disse una donna apparsa forse dal nulla dietro le spalle di Mario. C'era in pratica tutta la sala libera, avrebbe potuto spostarsi senza contare che Mario aveva scelto un posto defilato, all'estremità sinistra a quattro o forse cinque file dal fondo. Si sentì ripetere la frase nonostante si fosse più abbassato sulla poltroncina per accontentare la donna. Si voltò verso la donna abbassandosi ulteriormente cercando di capire quanto dovesse abbassarsi.

"Mettiti qui giù tesoro, la signora altrimenti non vede!" suggerì una seconda donna che non aveva visto sedersi accanto a lui. Sembravano apparire ovunque delle persone. La seconda donna gli aveva messo la mano sulla testa spingendolo a scivolare verso il terreno.

"Bravo infilati sotto la poltroncina" disse spingendo ancora con la mano, mentre la poltroncina si chiudeva e si riapriva quando le gambe di Mario gli passavano sotto.

La donna scavalcò il suo corpo sedendosi proprio sulla poltroncina sotto la quale si era seduto Mario.

"Vediamo come siamo messi qui!" disse la donna seduta dietro. Si abbassò toccando tra le gambe Mario che non poteva impedirglielo bloccato com'era dalla collega.

Glielo tolse dai pantaloni e prendendolo in mano, erano gelate, dopo aver toccato per bene tutte le sue parti intime, iniziò a massaggiarglielo. Lasciò subito la presa tornando a sedersi, probabilmente in quella posizione non era comoda perché ci appoggiò subito i suoi piedi con le scarpe. Come glielo toccò in quel modo l'erezione si iniziò a gonfiare rapidamente.

"Questo è uno di quelli che gli piacciono i piedi!" disse la donna dietro forse con un po' di disgusto.

"Bene" esultò l'amica.

"Possiamo divertirci!" disse prendendo la testa di Mario avvicinandosela alle parti intime. La poca luce, a tratti con bagliori improvvisi dovuti alle scene del film, non chiariva bene i lineamenti delle due donne. Quando ci fu buio completo, dovuto alla gonna della donna che gli copriva la testa, Mario aveva dovuto iniziare a leccarla quasi costretto dalle circostanze.

La donna alla quale stava facendo piacevolmente il bidet indossava stivali e fin da subito lo aveva avvinghiato con le sue gambe per non farlo scappare. Non che lo volesse, ma allentò la morsa dopo essersi liberata di qualche umore nella bocca del ragazzo che aveva tra le gambe, Mario continuò comunque a usarla sapientemente.

Ci fu un cambio repentino tra le due donne, non si capì nemmeno se fosse dovuto a un accordo precedente o se una delle due fosse soddisfatta e voleva dare modo alla collega di togliersi le stesse voglie.

Stesso trattamento, la sua lingua dovette soddisfare le voglie della prima donna che l'aveva approcciato.

La differenza tra le due donne, innanzitutto, riguardava il trattamento che avevano riservato al pene del ragazzo. Mentre la prima cercava di eccitarlo semplicemente tenendolo tra i piedi, la seconda sembrava divertirsi facendoglielo gonfiare oltremodo schiacciandoglielo e strofinando le sue suole. Allo stesso la stessa donna si era liberata di qualche goccia durante l'utilizzo della lingua di Mario. L'altra svogliata di piedi eccitata dal momento stesso che Mario iniziò a leccargliela, sembrava non smettere più di liberarsi di ogni liquido che provenisse da quelle parti.

L'insieme di cose portò Mario a esplodere sotto gli stivali della seconda donna che lo stava facendo impazzire.

"Mi ha sporcato gli stivali!" disse la donna accorgendosi di avere gli stivali sporchi. Avvenne proprio mentre aveva ingerito l'ultimo getto entrato nella sua bocca.

"Forza striscia a leccare gli stivali della mia amica" disse la donna appena svuotata spingendolo ad abbassarsi ancora passando sotto la poltroncina. Quando fu a terra, però, gli appoggiò i piedi con gli stivali sul volto intimando di leccarle le suole prima di andare oltre.

Si divertirono le due donne, i loro commenti soddisfatti erano chiari, mentre Mario leccava gli stivali sporchi di crema dell'altra donna. Il film era alle ultime scene, se ne accorse perché le due donne si alzarono, andandosene, fu in quel momento che si accorse che le due donne illuminate da una scena che stava diffondendo più luce del solito, avevano dai venti ai venticinque anni più di lui.

Si rivestì e tornò a sedersi mentre era ripreso il via vai nel salone pochi secondi prima dei titoli di coda. Nonostante tutto era soddisfatto.

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