Mi chiamo Camilla, sono alta m. 1,70, bionda, capelli lunghi, occhi azzurri, un bel seno di una terza piena e tonda, ventre piatto ed un culetto a mandolino, che sormonta delle cosce lunghe e ben tornite. Dicono che assomiglio molto alla più che nota bambola Barbie e, in effetti, mi sento per davvero una bella bambolina. Una settimana fa ho festeggiato il mio diciottesimo compleanno e, adesso, ho in mente di realizzare una cosa che mi sta a cuore da tempo: scopare con Luca, mio fratello: ha quasi vent'anni, li compirà tra una settimana. Ho deciso che, per regalo, gli voglio donare la mia verginità. Tranquilli, non sono una verginella sprovveduta, perché già da tempo mi diverto a succhiare cazzi, al punto da esser additata come una splendida pompinara, ma i miei buchetti non li ho concessi ancora a nessuno. Ricordo che, dallo scorso anno, ho cominciato a considerare Luca come un bel maschio, più che come mio fratello. Certo, io a diciotto anni ero ancora vergine, mentre lui, per quanto apprendevo dai suoi amici, girava per i locali da ballo, sbattendosi ogni fighetta che gli capitava a tiro o a portata di uccello. Questa sua non poca esperienza, mi ha fatto convincere che doveva esser lui il primo. I nostri genitori sono molto felici nel vedere che tra me e mio fratello c'è una certa intesa e, per questo motivo, spesso e volentieri, durante il weekend, ci lasciano soli. È proprio approfittando di queste occasioni, che ho deciso di realizzare il mio progetto. Ad esempio, mamma e papà, il prossimo weekend, andranno a fare un giro in barca con una coppia di loro amici e ci lasceranno liberi dal venerdì sera, fino a tutta la domenica e, durante tutto questo tempo, voglio riuscire nel mio intento. Grazie ai consigli di un'amica un po' più grande e con la scusa di regolarizzare il ciclo mestruale, già dallo scorso anno ho iniziato ad assumere la pillola anticoncezionale. Naturalmente mamma è stata molto contenta di tutto questo, perché, a parer suo, sarei anche un po' troppo disinvolta con i maschietti, senza immaginare che i cazzi che ho avuto a portata di mano, me li sono spremuti molto bene, ingoiando la loro crema, fino all'ultima goccia. Ammetto che in tanti ci hanno provato ad infilare i loro uccelli tra le mie cosce, ma io le ho tenute ben strette, perché l'unico che desidero per davvero è quello di mio fratello. Dopo di lui, non m'importa: potrebbe scoparmi anche mezzo mondo, ma il primo deve esser lui. Luca deve aver capito qualcosa, anche se non ha minimamente idea di che cosa io abbia in mente, perché, quando gli ho chiesto di passare il weekend con me, mi ha guardato in maniera un po' sorpresa ed io gli ho detto che, se mi avesse accontentato, avrebbe avuto una gradita sorpresa. In considerazione del fatto che, sono alcune settimane che mi sta tartassando affinché gli faccia da "mezzana" con una mia amica, che gli piace molto, credo sia convinto che la promessa sorpresa sia riferita proprio a lei. Appena i nostri genitori se ne sono andati, metto in atto il mio piano. Rientro in casa dalla palestra e, pensando che siamo solo io e lui, percorro il corridoio della zona notte e noto che la porta di camera mia era chiusa. "Strano" ho pensato "stamani l'ho lasciata aperta". Mi son avvicinata alla porta, ma prima che la mia mano toccasse la maniglia, ho sentito dei gemiti provenire dalla stanza. Son rimasta pietrificata. Mio fratello stava scopando con una sconosciuta in camera mia? Mi son abbassata all'altezza del buco della serratura ed ho guardato dentro. Luca era seduto davanti al mio pc e si stava menando il cazzo, mentre sullo schermo scorrevano le immagini di un film porno. Per un attimo ho tirato un sospiro di sollievo, poi, incuriosita, il mio sguardo si è posato sulla verga che aveva tra le mani. "Cazzo, che bel cazzo! Una bella mazza, lunga e grossa: mica male il fratellino” ho pensato tra me, sorridendo contenta. Come già detto, ne ho succhiati diversi di cazzi, ma non aveva mai visto un uccello bello come quello di mio fratello. Son rimasta a guardarlo, mentre si masturbava, finché non è venuto e, a vederlo schizzare, mi ha fatto inumidire tantissimo il perizoma. A quel punto, son andata in cucina ed ho fatto rumore, affinché pensasse di esser appena tornata.
«C'è qualcuno? Luca, ci sei?»
Luca è uscito dalla mia camera.
«Ti ho rifatto il letto.»
«Cosa? Mi hai fatto cosa? Il letto? E come mai?»
Lui, non sapendo cosa dire, mi ha propinato la prima scusa che gli è passata per la mente.
«Così, per farti un favore.» Mi son sentita vincente.
«Sì, dite tutti così…Ammetti, invece, che volevi sbirciare le mie e-mail ed i miei file, magari trovare qualche foto di Lucrezia, la mia amica, che ti interessa tanto! Luca, ti ho sgamato!»
Luca ha abbassato lo sguardo.
«Ma che dici? Non ho curiosato nel tuo pc, ho solo fatto una partita a solitario sul computer.»
Mi son messa a ridere.
«Ah, se è per quello, un "solitario" te lo sei fatto di sicuro! Più solitaria di così non si può!»
Ha capito perfettamente che lo avevo beccato a farsi una sega. Ha cercato conferma.
«Mi hai visto mentre mi facevo...insomma, hai capito.»
Ho riso di nuovo.
«Sì che ti ho visto, ma...pensavo che uno come te che scopa tanto, non avesse bisogno di ricorrere al "fai da te!"»
Lui mi ha risposto in modo un po’ malinconico.
«Ti stupiresti nel sapere da quanto non scopo. Non è che ogni settimana mi va bene.»
«A quando risale l'ultima scopata decente?»
«Due mesi o, forse, anche di più!»
«Cosa? Ma dai, non ci credo!»
«Già: è vero purtroppo!» Ho riso contenta.
«Pensavo ti andasse meglio: i tuoi amici dicono che sei uno sciupafemmine!»
Lui mi ha fatto la stessa domanda.
«E tu?» «Io cosa?»
«Quando l'ultima decente?»
Ero contenta. Ero riuscita a portarlo dove volevo.
«Luca!!!... Sono VERGINE, capito? Vergine! INTATTA! SANA! Illibata no, MA VERGINE SI!»
Lui ha fatto l’incredulo e io speravo proprio in questa sua reazione.
«Dai, Camy, puoi raccontarlo a mamma e papà, ma non al tuo fratellone. Con chi l'hai fatto la prima volta?»
Gongolavo: era qui che lo volevo!
«Con nessuno, Luca, te lo giuro! Con nessuno!»
Era stupito.
«Davvero?»
«Certo!»
«Non ci credo!»
Ho goduto, quando lo ha detto.
«Vuoi provar a vedere se è vero?»
Adesso lo avevo in pugno!
«La cosa non mi dispiacerebbe, a dire il vero. Sai che, qualche volta, mi son fatto una sega pensando al tuo sedere?»
Qui ho recitato da vera star!
«Tu sei pazzo. Dici così perché sei mio fratello e sai di farmi rabbia!»
Fingendo di esser molto adirata, sono andata in camera mia, sbattendo la porta alle mie spalle. Adesso doveva venire a cercarmi ed il gioco era fatto. Passa una mezz'ora ed io ero sempre stesa sul letto a pensare che, forse, avevo esagerato, quando ad un certo punto il mio telefono ha squillato. Era mamma.
«Ciao, Camilla, sono mamma. Siamo ancorati in una bella insenatura sotto la scogliera di un’isola e qui il telefono prende. Luca è a casa?»
«Sì, è a casa.»
«Allora digli di non uscire stasera e state in casa. Non mi va che tu resti sola, quando non ci siamo.»
Saluto mamma e così ho la scusa per cercarlo. Per un po', son rimasta distesa sul letto e ho iniziato a fantasticare. Le immagini di sesso sfrenato con lui mi vorticavano nella testa; mi son infilata una mano nelle mutandine e mi sono accarezzata, pensando a lui. Poco dopo lui è entrato in camera.
«Ho sentito il telefono: erano mamma e papà?»
Ho annuito, gli ho riferito quanto detto da mamma, che andava tutto bene e che, per farla stare tranquilla, avrebbe dovuto restare a casa. Mi aspettavo qualche cosa da lui, che però non è avvenuta. Lui si è girato ed è uscito. L’ho sentito andare in bagno ed aprire l'acqua della doccia. Erano le nove di sera. Ero convinta che, se non agivo subito, sarebbe uscito ed il mio piano sarebbe sfumato, cosi ho deciso che dovevo far finta di niente, di andare in bagno, fingendo di aver bisogno del water, come era già capitato altre volte, tanto, se era sotto la doccia, non si sarebbe visto niente. Entro e giustifico la mia intrusione.
«Faccio pipì ed esco.»
Non mi ha risposto. Ho visto solo che aveva chiuso l'acqua e si stava asciugando, dentro la cabina doccia. Normale. Son andata allo specchio a sistemarmi i capelli, così da farmi notare e, in quel momento, l’ho sentito uscire dalla doccia. Mi son volata. Era completamente nudo, bello come la mamma lo aveva fatto. Brava la mamma! Qui lui ha giocato di rimessa.
«Scusa, ma ci tenevo a fartelo vedere bene. Non so quanto hai potuto ammirarlo da un misero buco della serratura.» Beccata!
«Ma allora...tu…!» Ha sorriso.
«Già, sapevo che eri dietro la porta, oggi. Ti avevo visto dalla finestra della camera quando sei tornata.»
«Perché hai continuato allora?»
«Perché mi eccitava e non sapevo che avessi voluto scopare.»
«Ma sei sicuro che io ti voglio scopare?» Ha annuito.
«Certo, altrimenti, per quale motivo mi avresti provocato prima, con quel discorso sulla verginità?»
Ero sconvolta e terribilmente eccitata! Aveva capito tutto e, ciononostante, era stato al mio gioco, facendomi credere di esser ingenuo, mentre, in realtà, era lui che dirigeva il gioco ed ora, il suo cazzo duro e grosso, era lì, davanti me, in bella mostra. Ho abbassato gli occhi e l’ho ammirato. Dio, se era grosso! E non era del tutto sull'attenti! Si è avvicinato sicuro di sé.
«Anch'io voglio scopare con te. Sono certo che è quanto anche tu vuoi, adesso!»
Luca mi ha baciato prima sulle labbra mordicchiandole; poi è entrato nella mia bocca. Un bacio lungo, lingua contro lingua; la situazione stava diventando incandescente. Sentivo il suo cazzo che si gonfiava contro la mia pancia, grosso e inesorabilmente duro. Che fifa che avevo! Adesso non ero più tanto sicura di volerlo e, nello stesso tempo, avrei voluto che fosse già successo. Mi ha passato le mani su schiena e culo, stringendolo; con la bocca è sceso dal mio collo, sul seno; mi ha spogliato in un secondo. Ero nuda anche io. Si è scostato un attimo per ammirarmi.
«Meravigliosa! Sei bellissima! Ho sempre sognato di poterti chiavare, Camilla. Mi attizzi da sempre!»
L’ho guardato un po’ stupita.
«Davvero? Con tutte quelle che ti scopavi, volevi anche me?»
Ha annuito.
«Sì, da sempre! Ti ho considerato come il mio sogno irraggiungibile, ma, ti prego, se è vero che non l'hai mai fatto con nessuno, fallo con me. Voglio esser il tuo primo.»
Gli ho sorriso.
«È quello che voglio anch'io: che tu sia il primo. Te la offro come regalo per il compleanno. Ma... non ti sconvolge l’incesto?»
Mi stava accarezzando ovunque con le mani.
«Sì, un po’ mi sconvolge, ma possiamo fingere di esser amici di letto.» Ho riso forte.
«Ma... in bagno, amici di letto? Non torna!» Ha riso anche lui.
«Già, è vero! Rimediamo subito, allora!»
Mi ha preso per mano e mi ha portato nella camera dei nostri genitori. Mi ha baciato di nuovo e poi mi h adagiato sul letto.
«Va bene, ora? Siamo amici di letto?»
«Sì, adesso sì! Così va molto meglio!»
Mi è venuto sopra, infilandosi tra le mie gambe; la sua enorme verga in erezione mi premeva fra le cosce, facendomi rabbrividire ogni volta che veniva a contatto con le labbra della mia ostrica, che era già fradicia di umori. Mi ha baciato su tutto il corpo, mordicchiandomi i seni grandi e tonici, leccando e succhiando i capezzoli con dedizione; lo vedevo piuttosto preso e impegnato, tranquillo; faceva tutto senza fretta, con calma, cercando di farmi rilassare. È scivolato sempre più in basso e poi mi ha spalancato le cosce tenendomi per le caviglie; con le dita si è aperto la strada, allargando le labbra della mia fica e, con la lingua, ha cominciato a lavorarmi a fondo. Mi titillava e succhiava il clitoride con fare esperto, poi leccava tutto il solco della fica, penetrandomi con la lingua il più possibile; stavo già godendo tantissimo, ero un lago. Ho preso a gemere di piacere.
«Luca, sei meraviglioso! Nessuno mi ha mai leccato così, anzi, nessuno mi ha mai leccato!»
Si è portato un dito alla bocca e lo ha bagnato molto, poi lo ha puntato alla mia vagina e lo ha fatto entrare piano, fin in fondo. Lo ha mosso facendo piccoli cerchi, poi ha cominciato a chiavarmi col dito, mentre con la bocca continuava a succhiarmi il clitoride, come se volesse prosciugarmi da tutti i liquidi che il corpo emetteva, in conseguenza del suo lavorio. Godevo ogni momento di più! Mi son resa conto che ci sapeva fare per davvero e capivo anche che quella mia era stata la scelta migliore.
D'improvviso sono esplosa nel mio primo orgasmo.
«Luca! LUCA! MI FAI…Luca: vengo!»
Gli ho schizzato in faccia tutto il mio piacere. Lui ha leccato e raccolto il mio nettare, senza perderne una goccia! Ero sconvolta dal piacere provato e lui ci ha scherzato su. Si è staccato dalla mia fighetta, che intanto continuava a grondare umori.
«Fortuna che il copriletto si può mettere in lavatrice! Guarda quanto sei venuta! Adesso è il tuo turno di farmi godere!»
L’ho fatto stendere accanto a me e mi son messa a cavalcioni su lui facendo sì che il suo uccello mi si sfregasse per bene sulla fica. Si è indurito ulteriormente. Ho spinto avanti e indietro per un po' il mio corpo, sfregando il clitoride su quel palo di ferro e poi, quando ero all’apice del piacere, son scivolata giù con la bocca. Dal collo, sempre più giù, fin quando mi sono trovata davanti quello scettro meraviglioso. Mi son subito resa conto che non mi sarebbe mai entrato tutto in bocca, allora ho deciso di adottare un approccio diverso. Ho leccato l'asta, partendo dalla base e raggiungendo la punta molto lentamente. Ho passato la lingua sul prepuzio, mentre con le mani facevo scorrere la pelle su e giù. Ho inumidito la punta del cazzo con lingua, dopo di che ho fatto scivolare l'uccello nella bocca, quanto più potevo, e devo ammettere che ero riuscita a farne entrare una buona porzione. Ho preso a succhiare piano, usando solo la bocca, ma intanto mi aiutavo con le mani, facendole scorrere su e giù, per tutta l'asta, soffermandomi ogni tanto sulle palle gonfie, titillandole piano e, a quel punto, mi son resa conto che mio fratello non c'era più con la testa: eccitato al massimo, ha cominciato a spingere col bacino contro la mia bocca; il cazzo mi arrivava quasi in gola e Luca ansimava fortissimo.
«Che bocca! Avevo sentito dire che eri brava a succhiarlo, ma ora posso dire che lo sei per davvero! Adesso però basta!»
Mi ha fatto distender al suo fianco e mi ha guardato serio in faccia:
«Sei brava sul serio; però voglio che tu sia assolutamente sicura di quello che faremo fra poco, perché non si potrà più tornare indietro.»
Sono arrossita, ma poi gli ho risposto decisa.
«Luca, fallo e basta, non ne posso più. Anch'io voglio scoparti. Son sicura che con te sarà bellissimo. Già fin qui mi hai fatto godere tanto e, adesso, so che farai la cosa giusta!»
Rincuorato dal mio consenso, mi ha passato un cuscino sotto il sedere e mi ha divaricato le gambe il più possibile. Ha avvicinato la punta dell'uccello alla mia vagina ed ha sistemato la cappella tra le labbra.
«Sentirai un po' male, all'inizio, ma poi sentirai solo piacere. Rilassati e non ti irrigidire: sarà solo un attimo!»
Ho sorriso un po’ nervosa, poi ho appoggiato le mani sulle sue braccia muscolose, come a dirgli che ero pronta. Aiutandosi con una mano ha fatto entrare tutta la cappella; sentivo un bruciore fortissimo, dato che mi stava dilatando la vagina a dismisura. Piano piano, fece entrare un'altra porzione, poi si è trovato davanti al mio imene. Ha spinto piano, ma con decisione. Ho sentito come una piccola fitta, ma è stato solo un attimo, perché subito dopo ce l'avevo completamente dentro. Mi ha baciato.
«Piccola, è tutto finito! Da adesso in poi, sarà solo piacere!»
Ha iniziato a muoversi piano. Ha fatto uscire il cazzo e poi lo ha infilato dentro di nuovo, ma con decisione, cercando di non farmi male. Poi i colpi sono aumentati d'intensità e son diventati più forti.
Il piacere aveva sostituito il dolore, mi sentivo completamente riempita dalla mazza di mio fratello, era una sensazione favolosa. Era riuscito a far entrare l'uccello fin in fondo; mi stava scopando forte e bene, ero certa di questo. Probabilmente anche lui non era più abituato alle vergini; aveva il volto imperlato di sudore, che gli colava dalle tempie.
«Camilla, hai la fica talmente stretta, che mi stringe il fallo come una guaina perfetta; non ce la faccio più, ho paura di venirti dentro.»
L’ho abbracciato e baciato.
«E tu fallo! Vienimi dentro, che prendo la pillola! Luca scopami e fammi godere anche sborrandomi dentro!»
Mi ha sorriso e poi ha voluto cambiare posizione. Si è sdraiato supino ed ho potuto vedere la mia vagina impiastricciata di sangue; ho cercato di pulirmi col primo fazzoletto trovato lì, per caso, poi son salita su di lui, con la fica bene aperta e, con un movimento secco, mi son impalata su quella bestia che aveva tra le gambe. Presa dall'eccitazione, l’ho scopato con foga; lo sentivo quasi nella pancia. I bacini erano uniti ed il suo cazzo era completamente sparito dentro di me. Ho avvertito le contrazioni di piacere e anche lui le aveva sentite. Il nostro era piacere puro.
«Luca vengo; mi sfondi alla grande; vengo!»
Lui ha sollevato un po’ le gambe ed ha preso a fottermi da sotto. Mi ha dato dei colpi fortissimi e ben assestati, che mi hanno fatto godere di nuovo. Mentre urlavo il mio piacere, lui è venuto dentro di me.
«Camilla, sborro! Eccomi: sto sborrando dentro di te!»
Un'ondata di calore ha invaso il mio ventre. Ho sentito le contrazioni del suo cazzo ad ogni schizzo e mi son distesa su di lui, quasi piangendo di gioia. Siamo rimasti uniti cosi e ci siamo addormentati. Il suono del cellulare ci ha svegliato la mattina dopo: erano i nostri genitori che ci informavano che sarebbero stati irraggiungibili per l’intero giorno. Ho baciato Luca e poi mi son messa il suo cazzone in bocca, facendolo diventare duro; lui mi ha messo sotto e mi ha scopato ancora. Ho goduto ancora tanto con lui e, alla fine, mi ha inondato la fica con una colossale sborrata. Mi ha aiutato a ripulirmi ed a mettere il copriletto a lavare, dato che era sporco dei miei e suoi liquidi, oltre un po’ di sangue. Poi ci siamo rimessi sul letto pulito. Abbracciati, abbiamo parlato.
«Camilla, sei una favola, e scopi pure da sballo.»
«Grazie, Luca, anche tu scopi davvero bene. Spero che questo mio regalo, sia stato di tuo gradimento!» Mi ha baciato con passione.
«Sì, mi è piaciuto tantissimo: è stato il più bel regalo che abbia mai ricevuto. Mi piacerebbe scoparti ogni volta che ne abbiamo la possibilità.»
Io gli ho sorriso contenta.
«Certo che lo rifaremo. Tanto, ora, siamo amici di letto? Quando ne avrai voglia, non hai che dirlo. Per te ci sono sempre. Tu ci sei per me?» Lui mi ha baciato di nuovo, contento.
«Certo che ci sarò sempre per te, da oggi all’eternità! Quando vuoi, il mio cazzo è sempre tuo! Anche se un giorno avremo dei compagni, io, se lo vorrai, sarò sempre disponibile per te: sempre!»
Poi mi ha fissato in silenzio e, dopo un po' mi ha fatto una particolare richiesta.
«Camilla, mi piacerebbe avere anche il tuo culo; vorrei aprirlo per bene e farti godere anche lì!»
Gli ho dato un bacio a stampo, in bocca e gli ho risposto:
«Non adesso, sono un po' stanca. Ma te lo darò, è una promessa. Mi farò aprire il culo solo da te, come hai fatto così bene con la fica: è una promessa!»
Da quel giorno, abbiamo fatto sesso ogni volta che ne avevamo l'occasione. In campeggio, in vacanza, sotto la doccia, in mare.
Alla fine, dopo qualche tempo, gli ho dato pure il culo... bellissimo!
A saperlo, glielo avrei dato MOLTO prima.
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