Anna, la prima volta non si scorda mai( storia vera)

  • Scritto da Prometeo il 13/05/2022 - 13:30
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Anna è una donna di quarant'anni del sud Italia,  una donna semplice, intelligente e con due tette in cui sprofondare e poi morire.
Ci conosciavamo da dieci anni, una bella amicizia culminata con una relazione fatta di sesso e voglie divise in due.
Volete sapere la prima volta come è successo?
Ero andato a casa sua per un caffè ed una chiacchierata, parcheggiai sotto a casa e citofonai.
"Sali ti lascio la porta socchiusa"
Feci i due piani di scale che mi separavano dal suo appartamento,  arrivai al pianerottolo e vidi la porta semichiusa, entrai.
" Sono in bagno! Arrivo,  tu nel frattempo siediti"
Ero in soggiorno e sentii chiaramente lei che si sbottonava i jeans e il rumore della tavoletta del water.
Improvvisamente ebbi l'immagine sua nuda nella mente ed al tempo stesso udii il suono della pipi che usciva dalla sua vagina e finiva nell'acqua del water. Un fruscio che senza pensarci mi fece muovere dal soggiorno ed andare verso il bagno.
Così feci.  Passai il corridoio, mentre il rumore della sua urina scrosciante aumentava fino a quando non arrivai davanti al bagno .
La porta era aperta,  davanti ad I miei occhi avevo Anna che guardava in basso mentre con due dita si dilatava la vagina.
Alzo' di scatto la testa, mi sorrise piacevolmente sorpresa, senza un minimo di imbarazzo.
I suoi capelli neri lisci e ben curati ricaddero sulle spalle, mentre la sua bocca sottolineata da un rossetto rosso lucido sembrava il posto più adatto dove infilare il mio cazzo.
Non ci pensai,  sapevo che lo voleva, conoscevo i suoi pruriti, mi sbottonai i pantaloni e tirai fuori il cazzo.
Mi penzolava tra le gambe, mi avvicinai e glielo infilai in bocca.
Lei non disse nulla, sentii l'umido della sua bocca bagnarmi la cappella,  poi strinse le labbra su di essa e cominciò a succhiare.
Aveva delle mani bellissime, dita affusolate che stringevano il cazzo e ad intermittenza massaggiavano le palle in modo deciso ma delicato.
Le dita della mano destra erano ancora bagnate di urina e di figa, gliele afferrai e le asciugai con la lingua.
Anna nel cuore sapeva essere una puttana, una troia vera, una che il cazzo te lo restituiva a brandelli.
Le tolsi l'uccello dalla bocca per non sborrare subito, la feci alzare e mi misi sotto di lei per leccarle la figa ancora bagnata di urina.
Sembrava una figa anni 70, pelosa e con i peli ricci, proprio come Piace a me.
Le affondai la lingua dentro la vagina, sentivo il sapore di pipi ed umori mischiati insieme, nel frattempo il suo culo burroso si muoveva sopra di me.
Passai con la lingua sul buco del culo, era già umido ed anche semipeloso ma nulla di invadente. Le infilai due dita dentro ed iniziai a leccare vorticosamente intorno.
Lei si dimenava, quasi perdeva le Forze, con le mani mi stringeva la testa dentro di lei, era al limite.
Mi alzai di scatto, avevo ancora due dita infilate nel suo culo, la girai e il movimento dei suoi capelli mi inondo' del suo profumo.
I capelli contro il mio viso mi aumentarono l'erezione,  le abbassai la schiena, tolsi le due dita e le troncai il cazzo nel culo per tutta la sua lunghezza, poi iniziai a pompare con tutta la forza possibile.
Le dita che prima erano nel suo culo gliele infilai in bocca,  lei iniziò a succhiarle in modo avido mentre la sua saliva colava a terra.
Pompai per una mezz'ora buona, quel buco del culo caldo ed invitante si era allargato del doppio. Non riuscii a continuare,  avevo la cappella che mi scoppiava.
Uscii , il culo fece un rumore sordo.." plop" , la girai e le sborrai sulla testa, mi segai con i suoi capelli avvolti nel cazzo.
Sborrai tutto, mi svuotai le palle e parte dello sperma le ricadde sul viso e sulle mani.
Anna lecco' tutto, su puli' le dita con la lingua, poi si alzò e con la destra mi prese i coglioni. Le mie palle erano nel suo palmo,  poi mentre me le strizzava si avvicinò al mio viso e mi baciò.  Ho ancora il sapore della sua lingua e della sua saliva addosso, quel giorno ripetemmo per due volte.
Prima di lasciarla alle sue cose mi abbracciò forte e mi morse dolcemente il labbro.
Mi sorrise e mi fece l'occhiolino,  ci saremmo rivisti presto e per molto tempo ancora  .

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