Fatima, la signora Marocchina

  • Scritto da Luisa il 24/04/2021 - 11:31
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Mattina dedicata ad un corso di antincendio, cellulare silenzioso, dei messaggi il primo di Simona, una trafila di cuori poche parole “Grazie per ieri sera, ho solo la rosellina che fa leggermente male, a questa sera”, -cavoli penso era vergine. Uno di Maria che mi chiede di come procede la terapia, Il terzo di Anna “Non comprare la puntura”. Finito il corso alle undici e mezza vado in ambulatorio avendo risposto a Maria e lei essendo libera era nella sala d’attesa che mi aspettava. Capelli legati, una gonnellina leggera maglietta, vestita semplicemente mi viene incontro quasi volermi abbracciare, viene disturbata da una Signora sui quaranta/cinquant’anni con un vestito verde con prole e marito al seguito vedendomi aprire la porta mi dice di aver avuto in intoppo, chiedo se può darmi cinque minuti al massimo che sono da Lei con la testa mi fa si, entro con Maria chiudo la porta dall’armadio prendo l’occorrente siringa e sondino in un minuto sono pronto lei alza il vestito ed abbassa le mutandine fino alle ginocchia con i gomiti si appoggia sul lettino delle visite. Indosso i guanti in lattice ungo il sondino con della crema ed infilo nella rosellina in trenta secondi estraggo e metto un po' di garza per fare da tappo, si rialza tira su le mutandine e mi saluta. Sulla porta, mi raccomando di trattenerla il più possibile. La Signora, ...

... bella alta 1,65, una 3^+ di seno, castana scura, mi consegna il foglio del pronto soccorso entra chiudo la porta si siede mi spiega che ha bisogno del mio aiuto perché si era rotto il cordino, accedendo al la sua cartella sanitaria non trovo nulla, trasferita da pochi giorni per seguire il marito preside di scuola, purtroppo devo perdere qualche minuto per compilarla, domando se ha provato a toglierlo, se gli era già successo, si vergognava era la prima volta stata consigliata dalla figlia perché semplice e pratico, forse dall’enfasi di toglierlo ha tirato troppo. Indico il paravento per spogliarsi (vestito e mutandine), mi preparo speculum, pinza Bozeman da 25 cm, con il riflesso del vetro dell’armadietto vedo che indossa un coordinato verde tutto uguale, vestito ed intimo. Finito di svestirsi l’aiuto a sistemarsi, dialoghiamo per metterla a suo agio, una phica riccia ben curata inserisco lo speculum, in bella vista si vedono i due tagli dell’episotomia. Acciuffo il malandrino, ha aderito attaccandosi alle pareti, nel fare questa manovra, si morde le labbra un piccolo lamento, sospendo, con un dispositivo per irrigazione vaginale da 250 ml. cerco di ammorbidirlo mi serve per bagnarlo sempre che nella speranza di trovare un punto libero per passare, lo individuo inserisco l’ugello ed apro la valvola a metà flacone cerco con la pinza di tirare nulla da fare ed aspetto si massaggia la pancia, si ingrossava dal canale uscivano poche gocce finendo nella bacinella, rimasta poca ...

... soluzione ritento e questa volta si muove con un sospiro di sollievo riesco ad estrarlo, era pulito. Dietro il tampone tutta la soluzione, l’aiuto ad asciugarsi con dei tovaglioli di carta ed a scendere dalla sedia ammirandole il sedere quasi perfetto senza cellulite. Mentre si riveste, le compilo i fogli da riportare al Pronto, e consiglio di effettuare un esame del sangue ed un pap-test. L’accompagno e la saluto. Mentre riordino la sedia/lettino sento la sua voce questa volta tralasciando il Lei, “scusami puoi darmi il tuo numero” – certamente.

 

Ormai passata l’ora di pranzo, mi accontento di un veloce tramezzino al bar non ero ancora arrivato al mio immancabile caffè che mi squilla il telefono portatile, la signora delle 14,10 non sarebbe venuta perché indisposta al suo posto ci sarebbe quella delle 17,20. Finisco e mi avvio in ambulatorio. Davanti alla porta che stava aspettando una Signora con il velo, era la prima volta che mi capitava, avevo già assistito a delle visite in consultorio nei giorni di tirocinio. Vedendomi aprire la porta ed avendo letto le loro usanze avevo il dubbio che si sarebbe alzata ed andata via, titubante è entrata dietro di me chiudendosi la porta a chiave non era mai successo. Ci sediamo, prima di iniziare mi chiede se quello che succederà ne verrà a conoscenza qualcuno, parliamo compilo la scheda medica lo sguardo rivolto verso il pavimento, sposata da pochi mesi (il marito la voleva subito incinta) lei una bella ragazza marocchina Fatima 25 ...

anni, è venuta perché da diversi giorni ha le mammelle che fanno male ed escluso le poche amiche giovani e la mamma, non parlava con nessuno: adesso si trovava davanti chi la poteva aiutare purtroppo ad un maschio, nel suo paese era compito di personale femminile, riesco a superare quest’ostacolo con il dialogo e cercando di darle fiducia. Compilato il foglio con il suo consenso ed apporre la sua firma, si alza “dove posso fare pipì”, chiedo se può farne in un bicchierino (avevo un dubbio, che fosse in attesa dai sintomi che mi ha detto), non dovendo uscire dall’ambulatorio senza dire nulla si spoglia tutta lasciandosi il velo, (senza andare dietro il paravento), va in bagno ritornando con il bicchiere in mano il velo cade mi avvicino per alzalo mi trovo con la faccia sulla phica, mi guarda terrorizzata, io “tranquilla nessuno saprà mai nulla, se vuoi non indossarlo”. pronto con le astine, le immergo, chiedo di salire sulla bilancia: 1,62 e 64 kili di peso, finito si siede sul lettino nel mentre io controllo risultato: positivo. Davanti agli occhi un seno sodo, «Ora visitiamo le mammelle.» prima la destra sotto, sopra, quindi passo a tastare e a titillare il capezzolo con due dita, tirandolo. Si morde le labbra «Questa è sana, vediamo la sinistra.» stesso procedimento altro sospiro «è tutto a posto.» Toccava al sotto, guanti controllo all’esterno nessun segno di arrossamento, le labbra tutto palpo la pancia, il leggero sussulto all’altezza dell’appendicite, dal cassetto ...

... prendo uno speculum medio, impaurita, domanda cosa voglio farle con quell’aggeggio spiego che mi permette di fare il prelievo tenere aperto il canale al fine controllare la cervice. Con un cotton-fioc faccio il prelievo, nello strisciare sul vetrino, la invito a vestirsi, prima il velo che rimanga sotto il reggiseno e poi il resto. Per non stressarla ulteriormente evito il controllo anale, che comunque avviso che verrà sottoposta la prossima volta. Finito si siede e le comunico la positività al test di gravidanza, per un filo non sviene, rima di congedarla, le comunico che l’aspetto tra venti giorni per una eco ed il controllo anale consegno anche una supposta da mettere la sera prima. Ed in caso di bisogno di contattarmi al mio numero di telefono.

Ciao e benvenuto, grazie per il tuo racconto, molto gradito!. Ti preghiamo solo di arricchire, la prossima volta la tua storia con una immagine di copertina a tuo piacere. E' brutto vedere in prima pagina una storia identificata da uno scialbo quadrato grigio, non trovi?
Ti ringrazio, per il tuo commento per altro gradito, avrei voluto interaggire con una foto non sono riuscita a postarla.
Ciao, dovresti cercare di caricare immagini di almeno 800 x 600 pixel (pxl) C'è un tutorial, ma se hai problemi scrivimi :) ---- https://raccontierotici.eu/pubblica
Comunque, letto. Un racconto molto elegante.
Giovanna, come posso chattare con te? non riesco a pubblicare un post. Grazie e Buona Domenica
Ciao, scusami ma ricevo tanta posta e non so se ti ho mai risposto. Se hai problemi contattami qui: tizzycostanzo@gmail.com

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