I pruriti di Paolina...6..quel maiale di Pasquale...

  • Scritto da crisrex il 24/05/2022 - 12:52
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E’ proprio vero che quando desideri qualcosa, difficilmente lo ottieni facilmente, e viceversa… Sono sempre più chiusa in me stessa quando sono in casa, e Francesco mi provoca apposta…capisce che sto vivendo qualcosa che non capisce. Adesso gli chiudo sempre la porta del bagno in faccia…e non gli permetto più di guardarmi come una volta. D’altra parte…a complicarmi i pensieri e i pruriti nei giorni scorsi ho ricevuto due messaggi intriganti, uno del dottorino XXXXX, che mi chiedeva come andasse, ecc ecc ecc…, insomma voleva rivedermi, e uno che mi ha stupito…ve lo riporto integrale: “Ciao Paola, sono Pasquale, ti ricordi di me??? Sono l’amico di Mario…dovresti avere ancora della mia sborra in gola….”. Pazzesco, penso, ma cavolo vuole sto qua??? Da una parte mi infastidisce, dall’altra non nascondo che leggendolo mi si inumidisce la topina…addirittura più del messaggio del bel dottore. Infatti, non resisto, e gli rispondo “Cavolo vuoi? Lasciami stare…ok?”. Lui ancora: “Tranquilla, volevo dirti che sei una bella guagliona, e che vorrei rivederti io e te soli! Vorrei farti quello che ti ha fatto Mario…non mi basta un pompino!”. Subito lo mando affanculo, poi…non resisto di nuovo e gli scrivo: ”dove?”. Il porco mi scrive “domani pomeriggio, alle sei vieni in via YYYYYY, vedrai un condominio con dei garage sotterranei, sono numerati, bussa al n.4, ti aspetto lì”. In garage? Ma allora probabilmente quel maiale è pure sposato e non può portarmi in casa…vabbè, manco so se ci andrò. Poi, invece, non penso ad altro, addirittura non mi viene da rispondere al bel dottorino, e…decido invece di mettermi nelle mani di quel rozzo, vecchio grassone. La sera prima, addirittura, mi arriva un sms dal porco “so che ci verrai, allora, mettiti mutande bianche, come fanno le brave guaglione, reggiseno in pizzo, jeans e camicetta bianca”. Quel pervertito mi fa addirittura la lista della spesa di come mi devo vestire, poi si spinge oltre “Ah, dimenticavo, fammi un piacere, domani prima di venire da me, non farti la doccia e non lavarti culo e figa, la tua puzza alle ascelle e nel sesso mi piace e mi fa il cazzo duro, eppoi, lasciati pelosa che le femmine le voglio così”. Cooosaaaa? La mia puzza…il mio pelo? Per un attimo decido di mandarlo a cagare, poi il mio solito umidino alla topina mi convince di fare come vuole lui. Attendo con ansia tutto il giorno, le ore del pomeriggio non passano mai, ma non posso arrivare prima, sembrerei troppo facile. Alle 18 parto in bici senza dire nulla a casa, tanto ormai….manco ci fanno caso. Mi sono vestita come mi ha chiesto, e da ieri non mi doccio, mentre pedalo sento l’odore di sudore delle mie ascelle, e le mutandine bianche sanno un po’ odore di patatina, insomma mi sono giusto pulita con la carta igienica la figa dopo avere pisciato, ma neanche tanto. Vuoi così, ed  eccoti accontentato vecchio porcello grassone! C’è ancora un caldo terribile in giro, un sole che non smette di bruciare e trovo refrigerio nello scendere nel sotterraneo dei garage, trovo il n.4 senza incontrare nessuno, appoggio la bici, e …busso timidamente il portone. Il portone è aperto, e lentamente si apre davanti a me. E’ buio dentro, chiedo ….permesso….? ed entro piano piano. Un po’ per il sole accecante di poco prima, un po’ per il buio assoluto dell’interno del garage, non vedo nulla…sento che appena entrata…qualcuno chiude il portone dietro di me…e subito due mani forti da dietro mi prendono le tette e me le stringono forte. “Ciao zoccoletta…benvenuta, che buon odore di fighetta in calore che hai…adesso ci divertiamo…ma non fare rumore che qui davanti passa gente…”. Continuo a non vedere nulla, ma sento l’alito del porco dietro al collo, e le sue mani che lasciano le tette, per scendere a palparmi il culo, quasi cerca di separarmi le chiappe dentro al jeans, poi le allunga sul davanti e mi sbottona il jeans, abbassa la zip e prendendomi dai fianchi me li cala fino alle caviglie. Io sono sempre in piedi, con lui dietro, ora mi palpa il sedere dentro alle mutandine, sento che con un rantolo si mette in ginocchio dietro di me e mi annusa, mi cala le mutande e mi infila il naso fra le chiappe. “Mamma mia che buon odore che hai ”-grugnisce- sai di culo e di figa insieme, di figa buona, non come quella marcia di mia moglie!!! Ma quanti anni tieni??”Io sospirando dalla goduria faccio giusto in tempo a dire diciassette…”Girati puttanella, dammi la fica in bocca…”Mentre mi giro, Pasqualotto svelto come un gatto mi sfila del tutto jeans e mutande, lasciandomi davanti a lui inginocchiato completamente nuda dalla cintola in giù, mi viene con la faccia davanti alla figa e nel buio pesto del garage sento la sua lingua entrarmi fra le labbra della vagina, leccandomi tutta intorno fino al pelo che ho sul pube. Per fortuna al buio non vedo il grassone pelato, ma penso che nemmeno un bel ragazzo della mia età saprebbe farmi un servizietto di lingua così godurioso. Gli prendo la testa pelata e sudata e me la spingo forte contro il pube, lo incoraggio a entrare sempre più dentro. “Mamma mia che buon sapore di fica che hai bambina, fai un sugo che è una meraviglia, sei proprio una creatura!!!”. Mi lecca la figa come fa il vitellino con la tetta della vacca, poi si alza in piedi e mi spinge giù, e mentre mi abbasso mi fa “ togliti la camicetta, e prendimelo in bocca, che è già bello duro”. Faccio di meglio, mi sfilo camicetta, reggiseno e scarpe da ginnastica, resto nuda e con la faccia adesso io verso il suo cazzo, lo cerco con la bocca, trovo la cappella bella gonfia, e me lo prendo tutto, palpandogli i coglioni enormi, grossi come quelli di un animale. “Pasquale, hai due coglioni enormi, sei un vero animale…” Lui con orgoglio spinge in fuori il cazzo tutto dentro alla mia bocca, inarcandosi e grugnendo come un verro in calore. “Suca, suca forte…fammelo scoppiare di sborra..” mi dice, spingendo la cappella fino in fondo alla gola. Gli prendo le chiappe del culo peloso e lo spingo dentro di me, lo succhio avidamente. Finché mi fa alzare di fronte a lui, mi alza una gamba portandola e appoggiandola sul suo fianco bello grasso, e con la mia fica aperta mi infila quel bel tronco di cazzo tutto dentro. Mi scopa in piedi, ma rischio di cadergli addosso, allora mi gira e mi monta come farebbe un toro con la vacca. “Ti monto come fanno le bestie al mio paese, ti sfondo bene la fica….” Sento il suo pezzo di carne dura dilatarmi le labbra della vagina, e anche se sono già bella umettata, mi fa male tanto è largo. Finalmente accende la luce, ma io sono di schiena e non lo vedo. Lui invece geme di godimento senza trattenersi “finalmente ti vedo bene aperta davanti a me…siiinooospettacolo” e si mette a pompare duro, sempre più forte, ansimando forte e tenendomi i fianchi stretti, mi liscia la schiena, quasi a massaggiarmi. Poi improvvisamente lo sento dentro pulsare, un grugnito da vero maiale in copula, e sento la sperma riempirmi la vagina.

Mi giro, e vedo Pasquale sudato col pelo appiccicato sul ventre, sul pube e sul petto ormai sformato dall’età. Lui si accorge che lo guardo strano, e mi fa: “Creatura, mi hai sfinito, sono vecchio e non ho più forze ma…aspetta che faccio una cosa per te…” Prende il telefono e chiama qualcuno “Alex, sei libero?...se ce la fai, datti una pulita e raggiungimi fra tre minuti al garage…sì, sì, vieni che devi sistemare una cosa…sì sì, …devi finire di pompare per me”. -Continua-

Volete sapere chi é Alex e ...cosa farà...???

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