Il compleanno

(Ogni mio racconto è frutto solo di una mia immaginazione. I personaggi sono tutti maggiorenni e non vi è violenza alcuna né a persone né ad animali. )


Tutto era pronto, tutto era perfetto: terrazza con vista mozzafiato sulla incantevole spiaggia di finissima sabbia del Mar dei Caraibi, piscina nel mezzo e scale che portavano al piano superiore dove si potevano ammirare meglio le rovine dei Maya ed il castello spagnolo. Tanto avevano pagato Giacono e Matilde per il ventesimo compleanno del loro unico figlio, Luca. Entrambi di famiglia benestante, Giacomo, 55 anni, era un importante primario in un grande ospedale del nord Italia, mentre Matilde era una affascinante 47 enne che gestiva un negozio di moda nel centro di una città del nord. Tre anni prima, per un capriccio del momento, od anche per la classica paura di invecchiare che colpisce diverse persone, uomini e donne, alla soglia dei cinquantanni, Matilde si era rifatta i seni. Da una terza era passata ad una quinta coppa D. Snella, quel seno ora risaltava in modo importante. Un risalto ed un vanto che la donna ostentava come un trofeo, così come suo marito faceva con lei.
Per il ventesimo compleanno di Luca, loro unico figlio, si erano recati nello Yucatan, nella zona orientale del Messico, per festeggiare. Questo fu un regalo fatto al ragazzo da suo padre, vista la fortuna di avere un amico di vecchia data che, una volta raggiunta la pensione aveva deciso di far fortuna nell'America Centrale. E fortuna la fece: un albergo ristorante a 5 stelle con tutti i servizi.
Pur ostentando una moglie tanto bella e appariscente, i rapporti fisici fra Giacomo e la moglie si limitavano a poche cose, ed anche di rado. Dopo anni di matrimonio il tutto si era come freddato, o divenuto una classica minestra riscaldata. Sicuramente così non la pensavano gli amici di Luca, che in sua madre vedevano un chiaro oggetto sessuale. Luca, che stupido non era, aveva notato gli sguardi e sentiti alcuni commenti dei suoi amici di vecchia data. Inizialmente non dava loro peso, ma dopo mesi che sua madre aveva rifatti i seni, quel peso iniziava ad essere importante: continue battute dei suoi amici, continue occhiate e continue litigate con loro. Tanto che ora, al suo ventesimo compleanno, non un amico era presente per espresso volere di Luca. Gli invitati erano solo familiari ed amici paterni e materni, i più stretti.
Luca però, geloso sì di sua madre ed ostile ai commenti dei suoi amici, non poteva non notare il grande seno della madre. Matilde del resto non faceva nulla per nasconderlo visto che se l'era rifatto. Ovviamente non era colpa sua se i vestiti che le stavano bene avevano generose scollature, ma lei nulla faceva per coprirsi. Da qualche mese anche lei si era accorta degli sguardi che suo figlio le lanciava in direzione petto. Naturalmente, da donna intelligente, cercava di non riprendere il ragazzo più del dovuto, poiché capiva l'età, gli ormoni ed il fatto di avere un seno prosperoso.

La sera del compleanno, il 16 di agosto, i 35 invitati passeggiavano e sorseggiavano cocktail lungo i corridoi del piano superiore del superattico ed accanto alla piscina. Si rideva, si parlava del più e del meno ed anche di affari; nel mentre Luca faceva con sua madre gli onori di casa, pur se casa sua non era. Il festeggiato era vestito con una camicia bianca molto elegante, pantaloni di seta e scarpe nere impeccabili. Gelatina ai capelli di media lunghezza e mori, e due braccialetti d'oro. Matilde però era quella che spiccava più di tutte con un abito d'un pezzo scuro legato dietro il collo, capelli legati a coda, orecchini lunghi, scarpe tacco 12 ed una generosissima scollatura
“visto tesoro quanta gente per te?”
“sì, veramente non me l'aspettavo, sul serio. Pensavo fossero rimasti in Italia”
“sei il principe di questa famiglia, e ovviamente sono qua per te”
“e molti per affari con papà” disse ridendo Luca
“anche”
rise anche sua madre alle parole argute del figlio.
La serata proseguiva bene, anche se il caldo caraibico si faceva sentire e per chi non ne era abituato iniziava ad essere un vero problema da gestire; così diversi invitati optavano per la piscina, ma altri per il mare poco distante. In una mezz'ora, l'attico era quasi sgombero di persone, salvo Giacomo che si stava intrattenendo a parlare di medicina con dei suoi amici. Luca nel frattempo era sceso verso il mare, e così dopo anche Matilde, che era scesa con una sua cara amica. Fra tutta la gente però non riusciva a scorgere suo figlio:
“Michela ma hai visto Luca?”
chiese Matilde alla sua amica
“no cara, il festeggiato non si vede. Troppo imbarazzato?”
“ma no dai, solo che dentro non lo vedevo da un quarto d'ora e qua...”
“eccolo ! Forse è lui”
indicò l'amica di Matilde verso il tempio Maya
“ah sì. Cara tu vai dopo vengo, vado un attimo da mio figlio”
“sì vai tesoro non preoccuparti, a dopo”.
Luca, stranamente, era in disparte verso un vecchio tempio dei Maya, situato su di una collinetta rocciosa vicino il mare. Matilde, con le scarpe in mano, si incamminò verso dov'era solingo suo figlio. Arrivata che fu sulle prime rocce, dovette però rimettersi i sandali con tacco che aveva quella sera, per non farsi male ai piedi, anche se quei tacchi non erano sicuramente appropriati per quell'arrampicata. Con non poca fatica raggiunse suo figlio dopo due minuti
“tesoro allora? Come mai qua tutto solo?”
“niente mà, volevo starmene un po' in disparte per gli affari miei”
“ah, quindi non vuoi ci sia neppure io? Vuoi che vada?”
“no mamma, tu no”
Matilde sorrise
“bello qua vero?”
“sì mamma, molto”
il ragazzo sembrava turbato. Ogni tanto il suo occhio calava verso la scollatura materna, a quell'ora e con il caldo , umida di sudore
“allora, mi dici come mai questo esilio dalla tua festa tesoro?”
“ma niente, niente di che dai”
“non è vero. Sei mio figlio e ti conosco, quindi non penso che non vi sia proprio nulla”
“è che...niente: pensavo venisse Serena ma non è venuta”
“è per lei che stai così?”
“un po' per lei mamma, un po' per tutto il resto”
“il resto?”
“durante la festa ho sentito Marco, il figlio di Alfredo, iniziare a fare commenti sulla tua scollatura, sul seno, commenti non proprio galanti ecco”
“immagino Luca, immagino”
“l'ho preso un attimo in disparte e gli ho detto...”
“non avrai mica litigato?”
“dovevo starmene in disparte forse?”
“potevi dirlo a tuo padre”
“ahahaah come no mamma ! Papà lo aveva sentito e si era anche fatto due risate”
“ah, ecco ! Bene, bravo tuo padre !”
“scusa se te l'ho detto, e scusa se ho rovinato la festa”
“a mamma non hai rovinato nulla. Credimi. Anzi, mi hai difesa e ciò ti rende un figlio modello”
Luca sorrise. La luna irradiava la spiaggia e così le rocce ed il tempio dei Maya. Gli invitati che ora si facevano il bagno, e quelli rimasti sull'attico, non potevano vedere madre e figlio accanto al tempio, visto che si trovavano alle spalle dello stesso. A Luca caddero nuovamente ed inevitabilmente gli occhi sulla scollatura di sua madre non una, ma tre volte e quasi di fila
“pensi sia troppo scollata Luca?”
“no mamma è che...tanto non è che puoi nasconderle”
“direi di no”
rispose ridendo Matilde. Luca anche rise
“già...”
“e allora cosa c'è?”
“in che senso?”
“beh a mamma, non sono nata ieri e vedo come mi guardi. Come mai il tuo sguardo finisce qua?”
“beh mamma...” titubante “...sono grandi e, sicuramente non brutte”
Matilde sorrise. Non era adirata con suo figlio. La donna riusciva certo a comprendere che un seno come il suo avrebbe destato curiosità, e non solo. Già la donna si era accorta degli sguardi di Luca che da mesi le erano addosso ma più di tanto non ci badava, visto che a vent'anni gli sguardi cadono, anche verso le madri
“belli almeno? spero” chiese Matilde sorridendo a suo figlio
“sicuramente mamma: i migliori alla festa”
“ahahah grazie tesoro”
“sarà contento papà...” si lasciò sfuggire il ragazzo. Matilde sorrise debolmente alla frase del figlio
“papà...papà ha pagato per farmeli rifare ma solo come trofeo. Diciamo che gli piace esibire sua moglie”
“già...e questo lo sappiamo mamma”
“ma per il resto...”
“niente?”
“già...”
“fossi in lui non ti lascerei un secondo” disse Luca sorridendo verso sua madre. Matilde carezzò il capo di suo figlio, prendendogli dopo un poco la mano destra poggiandosela sul seno
“mamma...”
“tranquillo tesoro: puoi”
“po...posso...che?”
Matilde sorrise
“prendilo come un mio regalo di compleanno. Tutto quello che vuoi, per stasera però”
Luca non se lo fece ripetere due volte. Erano mesi che osservava il protuberante seno materno: sodo, perfetto. Allargò la scollatura di sua madre e, senza ulteriori palpeggi, iniziò a leccare e succhiare il seno destro di Matilde che, ovviamente per imbarazzo, chiuse gli occhi alzando la testa. Le leccate di Luca erano potenti e decise
“mmmm aaah Luca..”
“mmmm mamma...Dio mamma come sei bella”
“Luca...mmm oh Luca !” ansimava Matilde alla bravura inaspettata di suo figlio. Luca ora liberava anche il seno destro dalla scollatura e fece adagiare la madre sopra le rocce. Si mise a lei di fianco succhiando voracemente i seni
“mamma...mmm mamma ma...posso altro?” chiese guardando il volto di sua madre, sudato, prendendosi un attimo di pausa da quel suo lavoro
“tesoro di mamma: quello che vuoi per stasera ma...”
“ma...?
“ma solo per stasera”
Luca sorrise
“certo mamma. Andiamo là...”
“dove tesoro?”
“vieni” e prese la mano di sua madre facendola alzare
“Luca ma dove?”
“vieni mamma dai non ti preoccupare; qua dentro non ci vede nessuno”
mamma e figlio entrarono in una piccola insenatura che portava all'interno del vecchio tempio
“oddio tesoro ma qua? Mi si sporcherà il vestito”
“dai mamma che importa? Almeno è sicuro”
“va bene tesoro” sospirò e sorrise debolmente Matilde
“siediti mamma”
Matilde si mise a sedere su di una sporgenza della parete rocciosa appena all'ingresso del tempio
“immagino cosa vuoi tesoro”
“e cosa mamma?”
“beh...presumo tesoro che vuoi che mamma usi il seno; ho indovinato?”
“sì mamma; si chiama “spagnola””
Matilde rise
“lo so come si chiama ahahah”
Luca guardò sua madre. Matilde prese a sbottonare i pantaloni di suo figlio che era innanzi a lei in piedi. Un volta sbottonati, la donna sorrise al ragazzo prendendogli il pene per farlo uscire fuori. Il membro di Luca era già duro e già un poco bagnato per la molta eccitazione
“sei già a buon punto tesoro”
disse Matilde sorridendo a suo figlio; dolcemente iniziò a masturbarlo. Luca era ansimante
“sì mamma...ti prego dai”
“sì, ho capito a mamma”
Matilde si scoprì gli enormi seni mostrandoli a Luca
“Dio mamma che meloni !”
la madre rise alla frase di suo figlio
“belli vero?”
“mamma da primato”
la donna si avvicinò maggiormente al figlio per sistemarsi meglio. Prese il pene del ragazzo e se lo mise fra i seni, stringendoli e imprigionando il grande membro di Luca
“mmmm mamma...così mmm”
“ecco tesoro..ci siamo Luca...muoviti tu tesoro, mamma te lo tiene stretto”
“sì...sì mamma”
In preda all'eccitazione, anche surreale; e quel momento lo era sicuramente, Luca iniziò a scopare il seno di sua madre che avvolgeva il suo membro, di lei prigioniero. Il movimento aveva una cadenza avvolte lenta, altre più celere. Madre e figlio si guardavano. Luca grondava di sudore, Matilde sorrideva a suo figlio
“ti piace tesoro di mamma?”
“oh mamma e me lo chiedi?”
il pene, madido di liquido, scivolava per bene fra i seni materni: i rumori del ritmo che dava Luca si udivano sonoramente in quell'antro del tempio
“oh mamma che...mmmm che tette !”
“aspetta tesoro...”
Matilde liberò il membro di suo figlio e senza proferire altra parola, nell'incredulità di Luca, se lo mise in bocca iniziando a succhiarlo sonoramente per facilitare l'eiaculazione del ragazzo
“aaaahh mamma sìììì !”
Luca si poggiò con la mano destra sulla nuca della mamma, poi anche la sinistra iniziando a dare a Matilde il ritmo del pompino. La madre seguiva il ritmo ora normale ora più impetuoso del ragazzo, segno che entro breve avrebbe raggiunto l'orgasmo. Luca ansimava forte senza gridare o proferire parola, mentre il suo membro faceva entra ed esci dalla bocca di sua madre che, con difficoltà, ne imprigionava la consistenza. Le mani di Matilde, che prima erano poggiate sui glutei di suo figlio, ora avvolgevano la base del pene cercando di facilitare l'eiaculazione di Luca iniziando una sega n complicità con il pompino. Sega a e pompava l'amorevole madre, senza prendere un attimo di fiato, senza sosta in un pompino che per passione e velocità non aveva nulla da invidiare alle più famose porno attrici
“mamma...mammaaaaaa !!”
non disse altro Luca ed esplose nella bocca di sua madre. Matilde ne accolse il grande orgasmo liquido. Almeno sei fiotti estremamente potenti le inondarono palato e gola, costringendola ad ingoiare quasi tutto; mentre un altro poco colava dalla sua bocca bagnando la roccia del tempio Maya. Gli schizzi di Luca andarono sempre più ad attenuarsi dopo il sesto schizzo
“oh mamma...oh mamma mi hai...prosciugato !” disse Luca riprendendo fiato.
Matilde tolse il pene del figlio dalla sua bocca, ripassando sul glande la lingua più volte per pulirlo
“ne avevi tanta tesoro, ma veramente tanta”
si ricoprì il seno dopo essersi sistemata e controllando che lo stesso non fosse bagnato dall'orgasmo di Luca
“mamma io non so come ringraziarti, davvero”
“non dicendolo a nessuno Luca, neppure ai tuoi cugini” si raccomandò la madre sapendo che Luca aveva un bel rapporto con i due figli della sorella
“ma no mamma, stai tranquilla ovvio che rimane fra noi”
“bene tesoro”
“soldi spesi bene mamma” guardandole il seno. Matilde rise
“scemo...ahaha andiamo ora dai e...Auguri tesoro di mamma”
“grazie mamma e grazie per il regalo e..per l'aggiunta”
disse dandole un bacio a timbro sulle labbra
“ahahah bè, di sicuro non potevi venirmi sul seno”
Così madre e figlio uscirono dal tempio Maya e ritornarono fra gli invitati, come se niente fosse. Ora Luca era molto più sereno e gioviale con gli invitati. Sembrava un'altra persona, sentendosi sicuramente più...leggero.

FINE

Sono stato fortunato, ho appena fatto un pompino a un nero col cazzo gigante con ingoio. Mi fa un po' male la gola ma in compenso sto facendo eruttazioni al gusto sburro. Se qualcuno vuole farmi il pieno col cazzo scrivetemi. ralfie1001@gmail.com

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