La vedova McBride e i suoi figli 5

  • Scritto da rokirae il 16/10/2020 - 12:21
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5.
Oklahoma 1992. Ne è passato del tempo e la vita a Millsbourne è profondamente cambiata, anche grazie all’arrivo dell’agognata ferrovia ed allo sviluppo impetuoso delle attività industriali e commerciali nella zona. Sono state aperte due banche e tanti nuovi negozi. I ragazzi del luogo vanno a scuola, i fedeli a messa la domenica, l’immigrazione dal Messico e dagli stati del sud ha agevolato la crescita degli impianti agricoli come la fattoria McBride. Il losco signor Kirchener non spadroneggia più, è stato ucciso in strada nel corso di una sanguinosa resa dei conti con un clan malavitoso rivale, lo sceriffo Stanton è stato sostituito da uno molto più autorevole ed efficiente, Millsbourne è diventata una cittadina gradevole che attrae sempre nuovi residenti.
Rose McBride ha 61 anni, ma è ancora una donna florida, vitale e in salute. L’azienda McBride, che non ha smesso mai di curare e rafforzare, è diventata una realtà produttiva notevole che si avvale ora di una decina di salariati provenienti dal Messico. Rose la dirige con piglio energico ma anche con grande generosità verso i dipendenti. Ora lei è in casa e si riposa in poltrona, mentre il piccolo Josh, il figlioletto riccioluto di Jimmy, le gattona davanti. Quando ripensa alle avversità che ha dovuto fronteggiare Rose non può fare a meno di sentirsi molto contenta: contenta per aver realizzato il sogno del defunto marito che aveva scommesso su questa nuova terra; contenta soprattutto per i suoi adorati figli che sono andati a vivere da soli ed hanno intrapreso fortunate attività nel centro di MIllsbourne, Jimmy rilevando lo store più fornito di mezzi meccanici per l’agricoltura, Sam che invece ha puntato su una idea davvero innovativa aprendo un centro di cosmesi femminile che all’inizio aveva suscitato il generale scetticismo, ma che invece è diventato il negozio più frequentato dalle signore del luogo e persino delle cittadine vicine. Jimmy ha sposato Lizzie, una deliziosa fanciulla figlia di Nat Carlyle, facoltoso commerciante di pellami, e le ha regalato il suo primo nipotino. 
Sam invece si è lasciato ammaliare e coccolare dalle belle clienti del suo negozio ed ha collezionato più di un’avventura clandestina e piuttosto rischiosa, considerato che si tratta di donne mature e sposate con personaggi importanti. 
Anche Rose ha pensato qualche volta a rifarsi una sua vita, almeno un paio di volta è stata sul punto di cedere. La prima volta con Mark Hawthorne, un mandriano e mercante di cavalli del Nebraska, spavaldo e rude ma fisicamente molto attraente: per Rose un esemplare maschile appetibile, ma l’incantesimo si è rotto un giorno che Mark si è permesso di allungare le sua manacce sulle sue chiappe e lei lo ha fulminato con uno schiaffone in faccia. Molto più tormentata la sua resistenza al corteggiamento discreto e signorile di Benjamin Laffont, proprietario di una delle banche di Millsbourne, uomo distinto di 65 anni, vedovo, che era stato generosissimo con Jimmy quando aveva chiesto un finanziamento per l’acquisto del suo store e che le aveva mandato più di una volta splendidi omaggi floreali a casa. 
A parte questi momenti di debolezza non si è concessa se non ai suoi figli. Con Jimmy fino a quando si è sposato. Dopo si è negata al figlio che alla morbida carne materna era ben abituato, e lo aveva fatto con rammarico ma per l’affetto straordinario che sentiva per la nuora Lizzie, per lei come una nuova figlia.
Invece, non avendo una sua famiglia, Sam va spesso a cena dalla madre. Rose non perde occasione per raccomandargli di mettere la testa a posto: “Tesoro di mamma, Millsbourne è piena di belle ragazze, non avresti che l’imbarazzo della scelta ….”. Ma Sam le ribatte puntualmente: “Mamma, perché tutta questa fretta di mettere su famiglia? … E poi sai che io la famiglia già ce l’ho…. la mia famiglia sei tu!” E così finisce che, quasi sempre, complice il buon vino che li rende più allegri, Rose e Sam finiscano la loro conversazione a letto, con lei che un po’ si schermisce: “Ma amore di mamma, non puoi continuare a scopare solo con donne di una certa età ….. hai bisogno di carne giovane e fresca …. ahahah …”; e lui che sa come lusingarla: “Ma dove la trovo una con questo bendidio!”. 
E così, almeno una volta a settimana, Rose si gode una notte d’amore sotto i colpi inesorabili di Sam che le devastano la ficona facendola sbrodolare in abbondanza e che non risparmiano certo il suo culone monumentale, che è anzi la destinazione preferita della spadone del figlio e delle sue fluviali schizzate. Sono anni ormai che Sam scopa sua madre; ma, nonostante si sollazzi con diverse altre signore della città, Rose resta quella che lo fa arrizzare e godere di più, e lui non smette mai di ricordarglielo: “Mamma, io voglio godere e farti godere ancora per molti anni…. fino a quando non sarai tu a dirmi di smetterla!” E Rose replica ogni volta alla stessa maniera: “Tu sai bene che non ti dirò mai di no …. ma non devi farlo per me …. sai bene che basta che faccia un fischio e certo non resterei a mani vuote”. E qui Sam le risponde maliziosamente: “Lo so, lo so che il signor Laffont farebbe carte false per entrare nel tuo letto …. ma evidentemente a te piacciono cazzi giovani e prestanti …. ahahah”. E così, dopo essersi lasciati andare alla goduria più sfrenata e lasciva, si addormentano abbracciati celiando tra di loro.
Rose ha sempre conservato sul comodino a fianco del letto una foto color seppia del compianto Josh, quasi a cercare la sua approvazione. Una sua personalissima forma di fedeltà al marito che lei ha continuato a rivivere attraverso i suoi figli.



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(*) Questo lungo racconto è frutto di un interessante esperimento di collaborazione con un affezionato lettore, SC.VI.. La sceneggiatura è mia, ma l’idea e il soggetto sono parto della sua fervida immaginazione. Dividerò con lui i vostri apprezzamenti, ma terrò per me le vostre critiche

forse 1892 :) Bravissimo ! Racconto molto bello
come racconto è molto bello, si vede la madre che aiuta prima i figli e poi per la nuora rinuncia al sesso col figlio

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