Mia moglie Elena 3 – Patrizia

  • Scritto da LucasLu il 10/05/2022 - 12:00
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Seguito del racconto Mia moglie Elena 2 - Giorgio e Carlo

 

Grazie a tutti quelli che hanno letto i racconti precedenti e che vorranno leggere anche questo.

 

Mentre stavo al telefono con mia moglie mi ero fatto altre due seghe culminate entrambe con abbondanti sborrate.

Prima di andare a letto ho scritto a Giorgio

Io: Buonasera Giorgio, ho parlato con Elena, mi ha detto che è stata molto bene oggi. So che domani vorreste andare in una nuova spiaggia, posso avere qualche informazione?

Giorgio: Ciao Luca, siamo felici che anche Elena sia stata bene, spero che per te sia tutto a posto!

Io: Benissimo, le foto ed il video mi hanno intrigato molto ed ero ansioso di ascoltare il racconto di Elena. Chi posto è domani?

Giorgio: Se per te va bene vorremmo portare Elena in una spiaggia nudista qua vicino, oggi ci ha spiegato della sua perversione per l’esibizionismo ed assieme a Carlo crediamo che la si ecciterebbe ancora di più.

Io: È un’ottima idea! Mi raccomando di tenermi aggiornato però!

Giorgio: Ecco, il problema è proprio questo, la non prendono i telefoni, è una zona molto isolata e non credo che riusciremmo a contattarti mentre siamo la. Se preferisci faremo altro. Ma ho preferito avvisarti.

Io: Fammici pensare qualche minuto e ti dico.

 

L’idea di mandare mia moglie in una spiaggia nudista assieme a due ragazzi appena conosciuti mi eccitava parecchio, ma il non poter sapere cosa succedeva la mi metteva una certa di ansia addosso. Avrei dovuto aspettare la sera di parlare con Elena. Sarei riuscito a sopportare tutta quella pressione sessuale che si sarebbe accumulata? Credo che in quel momento sia stato ancora il mio cazzo a decidere. Nonostante le 3 seghe precedenti pensare la mia Elena da sola in una spiaggia nudista mi eccitava a dismisura.

Attesi ancora per qualche minuto prima di rispondere a Giorgio:

Io: Va bene potete andare nella nuova spiaggia, con il telefono di Elena fate foto e video. Dirò ad Elena di fidarsi di voi.

Giorgio: Perfetto, allora passiamo noi a prenderla domattina alle 9.00. Buona serata.

 

Dire che quella notte non sono riuscito a dormire è dire poco. Vivevo in un misto tra eccitazione e preoccupazione, l’ansia che mi premeva addosso non faceva altro che aumentare la mia eccitazione.

Il mattino successivo mi svegliai e chiamai immediatamente Elena.

E: “Buongiorno amore mio, come stai?”

Io: “Buongiorno a te, benissimo, ho solo dormito un po’ male, pronta per oggi?”

E: “Si amore, Giorgio mi ha detto che passano qua a prendermi per le 9, mi sto preparando. Sei tranquillo te?”

Io: “Si me lo ha detto ieri sera, sono eccitato per te a dire il vero, mi ha spiegato che nella spiaggia non prenderanno i telefoni; quindi, ho chiesto di documentare la giornata con il tuo cellulare, poi stasera mentre ci sentiamo mi manderai il tutto. Ok?”

E: “Ci avevo già pensato io amore, non hai idea di quanto sono eccitata di andare in una spiaggia nudista. Erano anni che ne parlavamo ed un po’ mi dispiace che tu non ci sarai!”

Io: “Vai e divertiti, fidati di Giorgio, ok?”

E: “Tutto chiaro Amore” rispose prima di salutarmi e chiudere la comunicazione.

 

Dopo essermi vestito, mi diressi in ufficio, se tutto andava come previsto entro oggi avrei risolto i problemi lavorativi e sarei potuto tornare da Elena.

Poco dopo le 9 ero in macchina quando arrivò un messaggio di Giorgio. Un video. Accostai immediatamente per guardarlo.

Erano in macchina, si sentiva ma musica della radio a tutto volume mentre percorrevano le strade della costa sarda. La prima inquadratura era per Carlo che guidava e mi salutava, poi fu il turno di Giorgio, sul sedile del passeggero che mi salutava e mi diceva che oggi sarebbe stato un gran giorno per la vena esibizionistica di Elena, poi chiedeva ad Elena stessa se fosse d’accordo.

L’inquadratura gira sul sedile posteriore dove Elena. Era bellissima, si era raccolta i lunghi capelli biondi in una coda perfetta, indossava un copricostume bianco con delle sottili spalline che a fatica conteneva il suo prosperoso seno, mentre i capezzoli già si vedeva che erano turgidi e bucavano il tessuto leggero.

Elena: “Completamente d’accordo, Luca sa quanto desiderassi andare in una spiaggia nudista! E mi ha detto di fidarmi di quello che mi dite! Quindi potete guidarmi per esibirmi e permettermi di scoprire di più su me stessa e le mie perversioni:”

Giorgio: “Allora scopri il seno e prosegui così il resto del tragitto”

Elena lo guardò sorpresa, poi una spallina alla volta libero i suoi seni massaggiandoseli e stringendoli in una posa che erotica era dire poco, si leccò un capezzolo prima di sorridere alla telecamera e mandare un bacio.

Fine del video.

Il mio cazzo esplodeva nei pantaloni, ci misi alcuni minuti a calmarmi ed a rispondere.

“Bravo Giorgio, guidatela lungo questo tragitto, con me si è sempre trattenuta per paura, spero che son voi si liberi dalle sue paure e si lasci andare! Divertitevi!”.

 

Arrivai nei pressi del mio ufficio e dopo aver parcheggiato andai al solito bar per bere qualcosa. Avevo bisogno di non pensare a Elena se no non sarei arrivato a fine giornata.

Il bar era deserto, salutai il proprietario e mi sedetti ad aspettare che arrivasse la solita cameriera. Patrizia lavorava li da circa 6 mesi, una bella moretta, sui 20 anni, bassina ma con un gran bel culo e due tette niente male.

Quando arrivò al mio tavolo mi salutò come al solito, chiedendomi come mai fossi rientrato prima dalle ferie.

Le spiegai del problema a lavoro ed ordinai, nonostante non fossero nemmeno le 10 del mattino, un gin tonic. Mi guardò stranita ma non fece domande.

La osservai andare mia, il mio sguardo era fisso sul suo culo che sculettava. Possibile che lo stesse facendo per me? No no dai, sto solo impazzendo per quello che sta facendo Elena.

Passarono pochi minuti e la vidi tornare. Mi veniva incontro portando il mio cocktail con un ampio sorriso stampato sul volto.

P: “Ecco Luca, il tuo cocktail. Tutto bene, se posso chiedere? Non è un prestino per i superalcolici?”

Io: “Grazie, si sono solo un leggermente stralunato ed ho bisogno di una scossa”

P: “Magari il gin non è la scossa giusta per te”. Detto questo mi fece un occhiolino, si voltò e sculettando ancora più di prima tornò al bancone del bar.

Ok, lo stava facendo apposta! Orami era chiaro. Avevo sempre pensato che fosse solo gentile nel suo lavoro, ma ora aveva lanciato dei segnali inequivocabili che ci fosse di più rispetto alla semplice cortesia. Dovevo solo capire come muovermi.

Sorseggiai il cocktail per qualche minuto fino a svuotare il bicchiere.

 

Mi diressi alla cassa per pagare e Patrizia mi sorrise mentre le davo la carta di credito.

Prima di andare via le chiesi fino a che ora lavorasse

P: “oggi stacco alle 13, giornata corta” sorrise

Io: “Sarò in ufficio da solo per tutto il giorno, lavoro qua sopra al terzo piano, se ti va potrei offrirti io qualcosa da bere” sorrisi e le feci un occhiolino simile al suo di prima e senza aspettare una sua risposta mi voltai e andai a lavorare.

 

Mentre salivo in ascensore mi chiedevo se sarebbe venuta o se era stata tutto frutto della mia immaginazione! Inutile fasciarsi la testa, in meno di 3 ore avrei avuto la risposta.

Faticai molto a concentrarmi sul lavoro, Elena era in spiaggia nudisti con due ragazzi appena conosciuti e chissà cosa stava facendo. E mi ero convinto che una ragazzina ci stesse provando con me.  Dovetti usare tutta la mia forza di volontà, ma con un misto tra determinazione e cattiveria lavorativa verso l’ora di pranzo ero a buon punto ed avevo quasi finito. L’occhio mi cadde sull’orologio, le 13.20 passate. Non feci in tempo a pensare di essermi immaginato tutto che suonarono al citofono della porta.

 

Dal monitor di sicurezza vidi Patrizia. Si era cambiata. Non indossava più i leggings e la maglietta del bar. Si era presentata con una minigonna che a quanto vedevo faticava a coprire il fondoschiena, mentre sopra indossava un piccolo top aderente che esaltava le forme del suo corpo.

Risposi al citofono attraverso l’interfono

“NOME AZIENDA, chi è?”

“Luca? Sono Patrizia, è ancora valida l’offerta?”

Dal monitor la vedevo nervosa, continuava a rigirarsi le mani ed a muoversi sui piedi.

“Certo che è valida! Dammi solo 5 minuti che finisco una mail e ti apro”

“OK, aspetto qua” rispose.

Mi tolsi la cravatta e sbottonai un paio di bottoni della camicia per sembrare meno formale, poi andai ad aprire.

Io: “Wow, che cambio! Dove sono finiti e leggings e la magliettina di prima?” sorrisi.

P: “Fine turno e torno me stessa! Non sto meglio così?” sorrise mettendosi in posa da modella per farsi ammirare meglio

Non ho nulla da perdere, tanto vale andare subito al sodo, pensai prima di risponderle: “Tesoro sei stupenda, ma scommetto che senza nulla staresti ancora meglio!”

Prima di rispondere vidi che si mordicchiava leggermente il labbro inferiore: “beh... allora dovresti controllare… magari vinci la scommessa”.

Non risposi. Chiusi la porta, la presi per la mano trascinandola nel mio ufficio.

Mi sedetti sul divano e fissandola negli occhi le dissi di farmi vedere se avevo ragione.

 

Con aria titubante si liberò prima delle scarpe, poi senza mai staccare gli occhi dai miei sfilò il top liberando due tette di tutto rispetto. Erano solo leggermente più piccole di quelle di Elena, ma la giovane età e faceva sembrare ancora più morbide, sormontate da due piccoli capezzoli rotondi che svettavano duri come il legno. Poi passò alla minigonna, che con un movimento rapido le arrivò ai piedi. Non indossava intimo la troietta. Era completamente rasata come piaceva a me.

 

Finito lo spogliarello rimase ferma in silenzio mentre la osservavo. Mi alzai ed iniziai a squadrarla girandole attorno.

P: “Quindi? Secondo te hai vinto la scommessa?” chiese.

 

Non risposi subito. La osservai ancora per qualche istante. Mentre ero dietro di lei senza farmi vedere sbottonai i pantaloni e liberai il mio cazzo che, ovviamente, era già durissimo.

“Dipende” risposi, “dipende da cosa farai te ora”

Si voltò e vide il mio cazzo svettare fuori dai pantaloni. Rimase imbambolata ad osservarlo per qualche istante.

“Oddio che cazzone cha hai” e si inginocchiò subito prendendolo in mano. lo segava piano piano osservandolo attentamente.

Nel mentre io mi tolsi la camicia e con un movimento veloce sia le scarpe che i pantaloni, rimanendo nudo davanti a lei.

Iniziò a baciarlo, prima delicatamente solo sulla punta, poi più avidamente. Mentre lo segava se lo infilò tutto in bocca facendolo sparire. Il lavoro di lingua era da maestra dei pompini.

La feci andare avanti per una decina di minuti così. Tutte le avventure dei giorni precedenti mi avevano dato una resistenza fuori dal comune.

 

La sollevai e la presi in braccio facendola poi sedere sulla scrivania. Le aprii le gambe e mi fiondai con la lingua sulla sua figa. Era un lago. Il suo sapore era buonissimo.

Lei con le mani mi teneva la testa bloccata tra le sue gambe spingendomi ancora di più verso di lei. Iniziai a solleticarle prima le labbra e poi il clitoride con la lingua, simulando poi la penetrazione. Mi strinse ancora di più proprio mentre raggiungeva un primo orgasmo che riversò tutto nella mia bocca.

Senza darle un secondo di tregua le feci appoggiare la schiena sul tavolo, presi il cazzo e lo strusciai sulla sua figa. Una, due, tre volte. Poi con un colpo di reni lo affondai dentro di lei che lasciò partire un piccolo urlo e venne per la seconda volta nel giro di pochi istanti.

Presi a pomparla come un pazzo. Sollevai le sue gambe poggiandole alle mie spalle e tenendola per il seno le davo colpi sempre più forti. Patrizia raggiunse altre 2 volte l’orgasmo. Quando sentì che anche io ero prossimo a sborrare senza fare una piega disse “prendo la pillola”.

Mi aggrappai ancora meglio ai suoi seni ed aumentai ancora il ritmo. Venni copiosamente dentro di lei inondandola di crema calda. Poi mi lasciai andare su di lei per riprendere fiato ma rimanendo sempre ben piantato dentro di lei.

 

Dopo alcuni minuti in cui nessuno parlava mi staccai da lei e mi sedetti sul divano.

Io: “Direi che avevo proprio ragione, sei uno spettacolo”.

P: “Anche te non sei per niente male” mi rispose sollevandosi a sedere sulla scrivania, poi aggiunse “Ma sbaglio o il tuo amico non sembra essere sazio?” indicando il mio cazzo ancora mezzo in tiro.

 

Sorrisi, “forse aspetta che ti prendi ancora cura di lui”.

Si posizionò in ginocchio davanti a me e senza fiatare lo riprese in bocca. Stavolta lo pompava con vigore e forza. Tanto che dopo pochi colpi era tornato duro e pronto all’azione.

Si sollevò e mi venne in braccio, prese il cazzo e se lo puntò all’ingresso della figa, poi con un movimento deciso si impalò sopra lasciandosi cadere verso di me.

P: “Oddio siiii che cazzo spettacolare!” disse iniziando a saltarmi sopra. Avevo un primo piano stupendo delle sue tette che mi ballavano davanti. Le afferrai con le mani ed inizia a giocarci, poi mi portai un capezzolo alla bocca per mordicchiarlo. Questo deve esserle piaciuto particolarmente perché appena l’ho stretto tra i denti è venuta immediatamente. Continuava a cavalcarmi senza sosta.

“Girati ora, voglio scoparti a pecora” le dissi.

Lei non se lo fece ripetere. Si staccò e dopo essersi posizionata a carponi sul divano mi invitò a scoparla ancora più forte.

Le entrai dentro di colpo e mentre la fottevo le massaggiavo il culo, sputai sul buchino che vidi umido ma decisamente stretto.

“lo voglio e non puoi dire di no” le dissi

Lei non rispose, continuava a godere e a dire che ne voleva di più.

Le infilati un dito nel culo ed iniziai a muoverlo, poi ne misi due.

Quando lo sentii abbastanza pronto presi in mano il cazzo e lo puntai sul suo culo. La senti irrigidirsi non poco mentre le forzavo l’ingresso. Quando cedette lei lanciò un urlo che soffocò subito sul cuscino del divano.

Senza badarci troppo la presi per i fianchi ed inizia a muovermi dentro di lei. Prima piano, poi quando sentivo che si era abituata alle mie dimensioni aumentai progressivamente il ritmo.

La sentivo imprecare e godere: “oddio si mi spacchi tutta così!” poi ancora “mi stai rompendo il culo, non ti fermare”.

Ogni tanto uscivo completamente per osservare quando si fosse aperto, e subito lo ributtavo dentro con ancora più foga di prima.

“Che troia che sei! Da quanto volevi essere scopata così? Dimmelo”

“Non hai idea!  Ogni mattina ti vedevo e volevo saltarti addosso. Oddio siiiiii scopamiiii…. Mi stai aprendo tuttaaaaaaaa”

Con gli ultimi colpi diedi tutto me stesso. Spinsi con tutta la forza che avevo in corpo e le sborrai direttamente dentro l’intestino.

 

Dopo aver ripreso fiato ci siamo ricomposti in bagno, lei ha voluto lavarmi con cura, nonostante il io cazzo sembrava voler continuare ci siamo fermati ed abbiamo bevuto qualcosa mentre parlavamo.

Mi ha raccontato di avere 19 anni, di essersi trasferita in città da pochi mesi e di essere single. Mi ha anche raccontato che era dalla prima volta anche mi ha visto che mi aveva puntato, ma notando la fede aveva desistito.

Io: “Patrizia stasera voglio portarti fuori a cena, hai qualcosa di elegante e sexy da metterti?”

P: “E se non volessi venirci a cena con te?” sorrise.

Io: “Questo è il mio numero, mandami l’indirizzo che passo a prenderti per le 20.00, ora meglio che finisco di lavorare se no poi faccio troppo tardi!”

La salutai limonandola duro (in tutto quel tempo non ci eravamo mai baciati) e palpandole sia il seno che il culo.

“A dopo allora” mi sorrise mentre usciva dalla porta.

 

Sistemai le ultime cose in ufficio e tornai a casa, giusto in tempo di fare una doccia che mi arrivò un messaggio da Giorgio

“Ciao Luca, Abbiamo appena lasciato a casa Elena, è stato un bel pomeriggio, spero che non siamo andati troppo oltre per te.”

Lo lessi almeno tre volte, cosa avevano fatto? La mia mente vagava all’impazzata.

 

Chiusi in telefono senza rispondere, ma appena lo appoggiai mi arrivò un messaggio di Elena:

“Amore sono a casa. Oddio sono distrutta! Non ho le forze di stare al telefono a raccontarti tutto, Ti scrivo una mail dettagliata e ti allego le foto ed i video, leggila e poi ci sentiamo dopo con calma! Ricordati che ti amo!”

 

Continua…

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