Nella fattoria del piacere-prima parte

  • Scritto da Porcello55 il 10/05/2022 - 21:57
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Nella fattoria del piacere

 

 

Una cosa che mi è sempre piaciuta fin da bambino, erano i film western dove cowboy e indiani si fronteggiavano. Io parteggiavo sempre per i cowboy ma adesso sono del parere opposto dopo aver saputo nel corso degli anni, le terribili cose fatte a danno dei nativi americani. Un’altra cosa che mi affascinava dei film western erano i cavalli, spesso mandrie intere al galoppo, selvaggi, capeggiati quasi sempre da una figura dominante. Da ragazzino non facevo tanto caso alla differenza fra maschi e femmina e nelle inquadrature non si vedeva mai i dettagli che me lo avrebbero fatto notare. Oggi non solo conosco benissimo la differenza ma spesso le vado a cercare nei vari siti porno animal. Mi piace cercare foto e film dove si vedono cavalli, maschi naturalmente, che mettono in mostra i loro attributi. Certo, non solo cavalli ma anche pony, asini e ogni tipo che sia equino. Una sera stavo visitando uno di questi siti e stavo guardando un film dove marito e moglie avevano affittato una stanza in una fattoria con tanto di animali e stalle, dove i proprietari tenevano chiusi per la notte, i loro animali. Scorrendo le immagini iniziai ad eccitarmi. Il marito aveva proposto alla moglie di andare in una stalla per far visita ad uno stallone che avevano notato durante il pomeriggio. Calata l’oscurità, uscirono dalla stanza e scesero nel cortile dirigendosi verso la stalla. Appena furono dentro attesero un istante per abituarsi alla semi oscurità e poi iniziarono e perlustrare la stalla per individuare dove era lo stallone. La fortuna volle che lo trovarono subito. Se ne stava li, in piedi a riposare sventolando ogni tanto la coda per scacciare le mosche, quindi questo voleva dire che era sveglio. Spostarono il paletto e poi entrarono richiudendo. “Sei convinto che sia una buona idea?” chiese la moglie “e se il padrone dovesse sentire dei rumori strani provenire dalla stalla?”. “Tranquilla, facciamo piano piano, e poi i cavalli non strillano aiuto! Tu fai delicatamente e vedrai che andrà tutto bene”. “Ok, se lo dici tu” e iniziò a spogliarsi, rimanendo in breve completamente nuda. Forse sarà stata la loro presenza oppure l’odore di femmina che arrivò al suo naso allenato, ma il cavallo voltò la testa verso la donna e l’abbassò arrivando proprio sulla sua fica. Doveva essergli piaciuto subito quell’odore perché prese a leccarla, piano piano, con quella lunga e grossa lingua rugosa. La donna rimase piacevolmente sorpresa perché allargò le gambe per permettere al cavallo di leccarla meglio. Inarcò la schiena andando indietro e appoggiandosi al palo che chiudeva la stalla esponendosi ancora meglio a quelle leccate. Il marito osservava compiaciuto e si era tirato giù pantaloni e mutande prendendosi il mano il cazzo che, complice la scena a cui assisteva, stava diventando duro. La moglie intanto soffocava a stento le sue grida di piacere tappandosi la bocca mentre il cavallo cominciava a dare segni di eccitazione. Il marito, che osservava tutta la scena, se ne accorse e vide quel cazzo che stava venendo fuori dalla guaina. Si stava allungando piano piano ma non si arrestava, quasi come una canna telescopica. Quando fu al culmine lo vide sbattere contro la pancia del cavallo e fu allora che lo disse a sua moglie. Lei stava ancora godendo di quelle leccate e fece fatica a sentire le parole sussurrate del marito il quale dovette scuoterla. Quando finalmente si accorse di quello che le mostrava il marito, rimase senza fiato. “Dio mio!” esclamò “non ho mai visto una verga di tali dimensioni”. “Vedi cara, questo è l’effetto che fai a noi maschi e questo stallone ha sentito che sei in calore e si è eccitato”. “Ma è…. ENORME. Cosa facciamo adesso”. “Cosa facciamo? Cosa farai tu tesoro, tu l’hai fatto diventare duro tu lo manderai giù”. “Non vorrai dire che…”. “Basterà che ti metti sotto e lo masturbi, oppure se te la senti lo lecchi e lo prendi in bocca. Una volta che lo avrai soddisfatto tornerà tutto a posto”. “Amore, lo sai che sono aperta a tutto ma se lui non volesse? Se poi scalcia?”. “tu mettiti sotto, prendilo in mano e se sta fermo vuol dire che gli piace”. “Ok, ma portami via se dovesse agitarsi ok?”. “Ok, tranquilla”. Così la moglie si mise in ginocchio sotto la pancia del cavallo trovandosi a distanza ravvicinata con quel cazzone enorme che gli puntava il viso. Aveva una cappella molto differente da noi umani, quasi fosse una cappella di fungo mentre il resto del cazzo sembrava diviso in due stadi, uno meno grosso ma più chiaro e lucido e l’altro decisamente più grosso, più scuro e opaco ed arrivava fino all’apertura della sacca che doveva contenerlo. Allungò timidamente una mano per toccarlo e saggiare le sue reazioni. Appena lo afferrò, delicatamente, il cavallo non si mosse ma emise un sottile nitrito. La donna lo afferrò anche con l’altra mano e iniziò a muoverle dolcemente. Poi si voltò vero il marito “sta fermo, sembra che gli piaccia”. “Te lo avevo detto che sei una che attira cazzi”. Il cavallo voltò la testa in basso verso la donna, quasi a voler osservare chi era a procurargli quel massaggio poi tornò a guardare avanti appoggiando la punta dello zoccolo sinistro sul terreno, in segno di riposo per godersi le attenzioni che la donna gli stava dando. Lei non solo non smise ma ci prese gusto e mentre continuava con una mano a massaggiare il cazzone, allungò l’altra per arrivare alle grosse palle che penzolavano. Le soppesò, le massaggiò, le accarezzò come se fossero gioielli preziosi. Il suo sguardo assunse quello della libidine, così decise di lasciare l’asta per posizionarsi col viso dietro a quelle due grosse palle. Le accarezzava con entrambe le mani, le ammirava e poi vi appoggiò il viso annusandole. “Amore, hanno un odore magnifico” e diede due leccate per assaggiarle “e il sapore è ancora meglio”. Il marito aveva ormai un cazzo durissimo e prese a masturbarsi cercando di prolungare al massimo il momento dell’orgasmo. Lei aveva preso a leccare quelle due bocce in modo goloso e le stava insalivando per tenerle bagnate in modo da sbatterci il viso facendole scivolare da una parte all’altra. Il cavallo apprezzava quello che la donna gli faceva e lo dimostrava sbattendo continuamente il cazzone contro la sua pancia e facendo ogni tanto il gesto della monta. Fu poco dopo che la moglie, lasciando le sue attenzioni verso quelle palle, le diresse verso quel palo enorme di carne. Gli si misi davanti prendendolo con entrambe le mani e cominciò la leccargli la cappella. La sua eccitazione saliva e dopo due tentativi, riuscì a prenderla in bocca mentre il cavallo ebbe un sussulto in avanti che finì per affondare, ancora per qualche centimetro, quel cazzo nella bocca della donna. Lei non si spostò ma lo accolse, quasi non aspettasse altro. Iniziò così un pompino da sballo. Lei succhiava e il cavallo ritmava lentamente la monta e il marito continuava a masturbarsi vedendo entrare ed uscire quel cazzo dalla bocca di lei. Mentre continuava a succhiarlo aveva allungato le mani per poter toccare le sue palle e per fare questo aveva dovuto ingoiare ancora quindici centimetri, oltre ai dieci iniziali, di quel bastone e tutto sperando che il cavallo non iniziasse a spingere ancora più. Questo avrebbe comportato il rischio di soffocare. Non c’erano più freni e la donna era disposta a tutto pur di ingoiarsi la grossa verga e affondò la bocca arrivando oltre il primo stadio e potendo toccare e massaggiare anche quelle enormi palle. Anche il cavallo era al massimo dell’eccitazione e il suo movimento lo portava e spingere ancora di più tanto che il suo cazzo entro molto in fondo alla gola della donna che ebbe da prima un sussulto come di rigurgito ma poi si lasciò fare continuando a succhiare il cazzo e a massaggiare le palle. Non so dire ma credo che la cappella del cavallo sia arrivata a toccare quasi la bocca dello stomaco, il che sarebbe certamente impossibile ma facendo due calcoli le cose stavano esattamente così. Il marito stava quasi venendo e il cavallo sembrava che non fosse da meno. Pochi secondi dopo il marito schizzò la sborra sulla schiena di sua moglie e il cavallo diede gli ultimi tre colpi possenti e iniziò a nitrire. La donna che si trovava bloccata dal marito alle spalle, sentì tutto il seme del cavallo schizzare nella sua gola non potendo fare altro che ingoiarlo se non voleva soffocare. Lo sentiva scendere giù, abbondante, bollente, fin dentro lo stomaco. Non aveva abbandonato, però, la presa su quelle palle continuando a massaggiarle per poter mungere tutta la sborra del suo stallone, fino all’ultima goccia. Poco dopo, il cavallo fece scivolare il suo cazzo fuori dalla bocca della donna che si ritrovò seduta sul fieno e sfinita ma comunque soddisfatta e appagata. Quando riprese fiato e suo marito stava rivestendosi gli disse “Caro, è stato sconvolgente, intenso, animalesco e non ho mai ricevuto tanta sborra in una sola volta come stasera”. “Sono contento per te. Vedi adesso come il suo cazzo si sta ritirando?”. Si, è vero, sta tornando dentro la sacca. Ma anche così, con la punta appena fuori, è bellissimo”. Il marito l’aiutò ad alzarsi e rivestirsi e si affrettarono per uscire ma prima di farlo lei si voltò verso il cavallo mandandogli un bacio con la mano “grazie stallone mio, speriamo di incontrarci di nuovo” e si chiusero la porta della stalla alle spalle.

Il film era finito e a me restava l’eccitazione. Per caso trovai su internet certi indirizzi di fattorie particolari dove si offriva soggiorno con divertimenti annessi. Entrai in una delle pagine di queste fattorie. Si doveva fare l’iscrizione e diventare membri per poter visitare le sue pagine e lo feci, tanto avevo un mese gratis. Quello che vidi fu molto gradito. Alcune foto della fattoria, delle camere e naturalmente delle stalle. In una foto del cortile notai che c’era un cavallo dello stesso colore di quello nel filmato e credetti che fosse lo stesso. Cercai il numero di telefono per chiamare il giorno dopo e mi preparai per la notte. Fu una notte agitata al pensiero che quello fosse davvero lo stesso cavallo perché, se così fosse stato, il padrone di quella fattoria doveva aver fatto tesoro di quello che era avvenuto e, dopo averlo saputo, aveva deciso di trarne profitto per attirare persone con gusti sessuali inclini agli animali. La mattina seguente ero deciso a chiamarli per fissare un incontro e visitare la loro fattoria. Feci il numero e attesi che rispondessero. “Buongiorno fattoria le gioie”. “Si, pronto, chiamo perché ho visto la vostra pagina e sarei interessato per una visita dopo di che poter fissare magari una stanza per alcuni giorni se fosse possibile”. “Certo, in questo periodo non ci sono molte prenotazioni e se vuole possiamo fissare il giorno, dica lei”. “Facciamo per sabato verso le quindici? O è troppo tardi”. “per noi va bene ma se vuole può venire anche oggi per la visita, siamo aperti fino alle diciotto”. “Ok, grazie. Io mi chiamo Roberto M…..i (ho voluto offuscare il cognome per ragioni di privacy). Allora a dopo” e riagganciai. Non attesi altro tempo, mi feci una doccia, indossai degli abiti sportivi, preparai una piccola borsa con alcuni indumenti e andai alla stazione. Come già saprete io preferisco prendere i mezzi pubblici poiché non amo molto guidare. Arrivato feci il biglietto per il paese dove si trovava la fattoria e, per mia fortuna, ci voleva solo mezz’ora per arrivare. Che fortuna averla trovata subito e così vicino. Il viaggio mi permise di rilassarmi visto che la notte non ero riuscito a riposare molto. Quando arrivai chiesi come fosse possibile arrivare alla fattoria Le Gioie e mi dissero che occorreva prendere la corriera che faceva quel tragitto e scendere alla terza fermata, da li altri duecento metri per una stradina a destra. Tutto molto chiaro. Presa la corriera, il viaggio fu tanto breve che durò solo dieci minuti. Scesi e feci qualche passo a piedi e infatti dopo circa duecento metri arrivai ad una strada sterrata con un cartello che indicava “Fattoria Le Gioie”, era quella. Da li riuscivi a vedere un grande cancello con un cartello sopra, mi avvicinai e notai subito una figura equina sopra. Era il mio posto. Suonai al campanello e mi rispose una voce femminile “Buongiorno, sono Roberto… ho chiamato circa un’ora fa”. “Ah, si, le apro”. Subito il cancello si aprì automaticamente. Una stradina in ghiaia e in leggera salita mi permise di guardarmi attorno mentre camminavo lentamente. Tutto tenuto molto in ordine, il prato, la fattoria e, appena fui su, naturalmente le stalle. Mi venne incontro una signora di mezza età, elegante, doveva essere la moglie del titolare. “Buongiorno, sono Roberto”. “Benvenuto non credevamo che arrivasse subito ma se vuole possiamo fare il giro della fattoria”. “Si grazie”. “Prego mi segua”. Come avevo potuto notare prima, era tutto tenuto benissimo e non c’era quasi nessuno, almeno quel giorno. “Questa è la tenuta, mentre quelle sono stalle e la in fondo c’è il maneggio se volesse fare qualche giro a cavallo, mentre da quell’altra parte ci sono le stalle dei maiali. Si abbiamo anche quelli”. Dopo dieci minuti la visita terminò e mi venne spontaneo farle una domanda. “Senta, se volessi fissare già da ora la mia permanenza qui, diciamo almeno fino a domenica? Ci sarebbero problemi?”. “Nessun problema ci sono solo due camere occupate da due signori che hanno prenotato fino a domenica come lei. Sono cinquantamila a notte colazione compresa. Per i pasti se vuole può consumarli qui da noi e vengono altre diecimila in più”. “Per me va bene”. “Ok, allora se vuole seguirmi andiamo alla reception per fare tutto e poi le mostro la stanza”. Facemmo tutto velocemente e appena ricevetti la chiave salimmo su al piano superiore. La signora aprì la porta e mi introdusse nella stanza molto luminosa, arredata in modo casalingo e che profumava di fresco e di pulito. La vista dalla finestra era quello che speravo, direttamente sulla stalla. Non mi ero sbagliato, era la stessa fattoria del film e mi ritenni fortunato perché lo stallone lo conoscevo già. “Bene, questa è la chiave, la stanza è sua e quando è pronto, ci vediamo giù per il pranzo”. “Grazie, a dopo”. Tornai alla finestra sperando di intravedere quello stallone dal vivo e rendermi conto personalmente delle sue dimensioni e di ciò che mi aspettava. Stavo per desistere quando lo vidi, accompagnato dallo stalliere che lo stava riportando dal maneggio.

Mi piacerebbe avere commenti da parte di chi legge... grazie
A breve metterò un altro dei miei racconti, spero vi piaccia come questi due precedenti che ho dovuto dividere in tre parti. A presto porcelli miei.

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