Turni da infermiera

  • Scritto da Gilda il 17/03/2022 - 11:56
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PROLOGO

Erano le 7 di sera, ormai mancava poco al primo turno nel nuovo ospedale. Era tutto pronto, anche già la nuova divisa e il resto, il resto che avevo già usato in altre occasioni. 

Questa notte potrei già passare in azione e fare impazzire qualcuno dal piacere. Approfittare del momento, provare quel brivido , quel piacere e nello stesso istante farlo provare all'altra persona in un momento che tutto si aspetta tranne quel brivido. 

Prepariamoci, sarà una bella notte di caldi piaceri.

 

Il turno

Eccomi qui, tre ore che ho iniziato il turno . È un reparto tranquillo proprio come lo cerco io. Sono anche da sola , la caposala è bloccata nella sua postazione e se la notte rimane tranquilla e silenziosa lei rimarrà ferma lì. 

 

Cammino nel corridoio tra le stanze, sento russare i più anzianotti. Ma il mio obiettivo già lo conosco. Entro nella stanza, ci sono solo due pazienti, uno dei quali è un povero ragazzo che non si può muovere. Ha un braccio e due gambe ingessate . Tra qualche ora dovrei dargli una pillola, ma è ancora presto per quella. Penso prima a dargli altro. 

La stanza è buia , il giovane paziente è nel letto vicino all'entrata, la luce che entra del corridoio illumina il suo lettino. In silenzio posiziono una sedia vicino al suo letto e mi siedo, ho la luce alle spalle ma il paziente si accorge di me , vede un ombra bianca, un ombra coperta da una camicetta un po' sbottonata e una gonna corta . Mi alzo e attivo la torcia del suo cellulare e la metto in posizione che illumini la sedia . Torno a sedermi e accavallo un po' le gambe mentre ci fissiamo. Sedendomi la mia gonna sale su. Lui comincia ad abbassare lo sguardo e fissa le mie cosce bianche carnose. E soprattutto il mio pelo. Apro le gambe sfacciatamente, da vogliosa . Quando apro tutte le gambe, anche le mie labbra della vagina si spalancano, in mezzo a quel bosco di peli, si apre un mondo tutto roseo , già un po' umido. Gli occhi del povero paziente sono fissi li in mezzo, riesco a vedere il rossore del suo viso mentre due dita della mia mano cacciano fuori un seno grosso come quello di una bella pagnotta morbida e calda con aggiunta di un lampone duro e polposo da toccare e tirare. 

Il mio corpo si alza e mi avvicino al letto, mi giro dandogli le spalle, mi sollevo dietro la gonna e mi piego leggermente in avanti . La sua mano sinistra, quella che può muovere la sento subito tra le mie cosce calde e carnose, la sua mano gelida mi fa rabbrividire piacevolmente, sento i capezzoli al massimo già della durezza. Li caccio fuori e li massaggio, li tiro mentre lui adesso palpa con calma il mio sedere grosso , fresco, paffuto, morbido e liscio. La sua mano aperta sul mio culo si trasforma in due dita che cominciano ad accarezzarmi la peluria e poi subito la vagina . Sono super bagnata . Nel frattempo non perdo tempo, approfitto anche io soprattutto di lui che non può muoversi . Lo faccio sospirare dalla piacevole inattesa sorpresa che si infila sotto il lenzuolo . La mia manina impugna il suo uccello durissimo. Comincio a masturbarlo. Lui sospira piano piano, insieme ai miei lamenti che escono direttamente dalla mia fica bagnata tutta spalancata . Le sue dita ora mi penetrano , sento la sua cappella bagnarmi già un po' la mano. Sento le sue palle gonfie, i suoi testicoli belli duri , grandi , pieni da svuotare. Prima che la mia fica godi del tutto, mi sposto e mi lancio sotto il lenzuolo spompinandolo e dando quel gran piacere che riempie la mia bocca . Il suo sperma caldo , è tantissimo. Sono eccitatissima. Mi tolgo la camicetta , unica cosa che avevo sopra, e mi siedo sopra la sua faccia. Mi faccio succhiare ance l'anima , ed io lo pulisco per bene con la mia lingua ancora assetata . Vorrei ancora ingoiare , vorrei farlo di nuovo godere, vorrei sentire i suoi spruzzi caldi dentro di me , nelle mie viscere. Getti caldi mentre mi munge i capezzoli che ora sono al massimo della turgidezza. Il suo pene è eretto come un palo, pulsa mentre continua a leccarmela e ad infilare le dita nel mio culo. La sento, non resisto più. È l'ora di evacuare. Di spargerla , di far sentire il mio orgasmo nella giovane bocca di questo mio ingessato paziente. E lui accompagna il mio piacere col suo, come una coppia di persone che ballano all'unisono. Io vengo e anche lui di nuovo in un favoloso 69. 

Quando tutto è finito mi rendo solo in quell'istante che l'altro paziente era ben sveglio e aveva visto tutto col cazzo duro e bagnato. Penso, mmmm mi toccherà pulirne un altro . Che magnifico primo turno. E il giovane appena sodomizzato mi dice come se avesse letto la mia mente : " Tutto merito del tuo corpo curvy".   

 

 

ciao, mi è piaciuto il tuo racconto. Anche io sono uno scrittore e mi piacerebbe scambiare due parole con te. Se hai piacere scrivimi a Cantastoriedal28@gmail.com
Bel racconto, come gli altri, brava davvero

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