Alfredo e la video-call di lavoro. Come faccio la troia in quarantena

  • Scritto da giovaneninfomane93 il 06/05/2020 - 19:30
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Ciao a tutti ragazzi, mi scuso innanzitutto con tutti voi perché da un po’ non ho più scritto i miei racconti personali sul blog. La ragione è che questo lockdown, cambiando radicalmente le mie abitudini sessuali e di vita, mi ha un po’ mentalmente fiaccata e non ho più avuto quella voglia di scrivere. Di questo spero di farmi perdonare presto: tornerò a raccontarvi, infatti, le mie esperienze autobiografiche. In questo racconto, invece, farò una piccola eccezione. Vi racconterò i miei perversi pensieri durante questa quarantena e la mia eccitazione oramai perenne e giunta al livelli massimi. Come avete immaginato, la mia vita sessuale da esibizionista e da ninfomane è stata radicalmente cambiata da un fattore esterno. Ero abituata a farmi scopare con una cadenza di 3/4 volte a settimana da partner diversi e con rapporti con più di una persona ed improvvisamente sono stata costretta alla castità. Un cambio molto radicale dato che, vivendo in solitaria, non ho potuto nemmeno usufruire di almeno un cazzo. Sono golosa di cazzo, di sperma e sono totalmente dipendente dal sesso e dalla soft dominazione.

Ci sono volte in cui ho tantissima voglia di essere inculata da cazzoni dotatissimi ed ingestibili e ci sono volte in cui mi piace essere toccata ed usata in tutti i buchi da guardoni di tutte le età: lo sapete oramai. E le mie esperienze sono state molto diverse, ma sempre all’insegna di un obiettivo: godere e dare godimento. Ora non è più stato possibile e forse è stato anche un bene perché ho potuto immagazzinare una voglia matta di sesso che riverserò su chiunque quando tutto questo finirà. Tutto acquisirà un sapore speciale. Ho voglia di diventare una troia totale, eliminando quelle piccole inibizioni che ancora permanevano in me. Ora andiamo al dunque: molti mi avete chiesto via mail come stia trascorrendo questa quarantena…ovviamente sessualmente parlando. Beh, dato che sono costretta a stare in casa, come tutti, e a lavorare in smartworking, non ci sono grandi alternative. Dopo i primi tre giorni, sentivo di stare impazzendo.

Qualunque cosa mi rendeva eccitata e sessualmente ingestibile: ero totalmente fradicia e dovevo masturbarmi ogni due ore, altrimenti il mio cervello non seguiva le mie azioni. Immaginavo cazzi ovunque che usassero il mio corpo con cupidigia e voglia. Immaginavo decine di guardoni che in una spiaggia assolata mi circondassero, toccandomi la figa con voluttà e usando la mia bocca come uno sborratoio e come un buco per il mio estremo piacere. I miei umori erano totalmente ingestibili e la mia produttività a lavoro ne risentiva, perché quando parlavo con un mio collega in video, anche quello più brutto e vecchio, immaginavo di provocarlo e di farlo sborrare almeno virtualmente su di me. Le mie perversioni si sono moltiplicate con il passare dei giorni tanto che ho cominciato a non controllare le mie azioni.

Il punto più alto è avvenuta in una video-call di lavoro. Nessuno sul posto di lavoro conosce le mie perversioni, perché ho deciso di tenere lontana la mia componente lavorativa da quella privata-personale. E poi a me piace essere scopata da cazzi sconosciuti, usata da uomini maturi e perversi, non da persone che incontro e vivo nel quotidiano. Eppure in quella circostanza qualcosa di diverso è avvenuto. Dopo aver salutato altri colleghi, la video-call è continuata in solitaria con un mio superiore, Alfredo. Alfredo ha 54 anni, divorziato e vive solo oramai da molti anni. Alfredo mi ha sempre guardato con occhi di chi ti vuole scopare con violenza.

Alle cene o feste aziendali, dove magari indossavo qualcosa di più succinto, non mi ha mai staccato gli occhi di dosso. Di certo una ventiseienne non passa inosservata in un’azienda dove sono tanti gli uomini maturi. E io capisco quando gli uomini mi guardavo, volendomi possedere, magari immaginandosi me mentre scopano con le loro mogli. Ecco Alfredo è uno di quelli. Non è un bell’uomo, però si tiene in forma. Non mi sembra uno molto fortunato con le donne, probabilmente non scopa da parecchi anni. In ogni caso, fatta la premessa, una volta rimasti in video-call da soli, ad un certo punto, mentre scherzavamo, gli ho detto ”beh con questa quarantena la castità oramai è un dovuta conseguenza”. Lui ha subito ribattuto, un po’ stupito: ”sì, immagino che per voi giovani sia anche più difficile”. Insomma, l’affermazione mi eccitò, perché quasi presupponeva che io fossi una che la dava via facilmente. Al che io mi sono buttata ”soprattutto a chi piace il sesso, come me”. Alfredo rimase abbastanza stupito, sembrava eccitato, ma rimaneva timido. Ho continuato, un po’ diretta: ”Alfredo ti posso fare una domanda”. Al suo sì, ho chiesto: ”hai mai pensato come deve essere scoparmi?”.

Alfredo rimase in silenzio. Gli dissi che eravamo stanchi entrambi e che avevo voglia di lasciarmi andare, di parlare di queste cose. Lui rispose: ”Sì, ti ho immaginata mentre ti scopavo. Anzi ammetto di essermi spesso masturbato pensandoti”. Finalmente si stava sciogliendo e anche se lui non mi vedeva, avevo cominciato con la mano destra a strofinarmi la figa già umida. Gli avrei succhiato volentieri il cazzo in quel momento se lo avessi avuto davanti. A quel punto mi misi il dito della mano sinistra in bocca e cominciai sbottonare la camicetta. Volevo portarlo al limite. Alfredo mi pregò di smetterla. Io gli dissi che era la sua giornata fortunata e che avrei voluto davvero farmi scopare da lui. Alfredo cominciò a dirmi che ero solo una puttana viziata e che l’avrebbe detto a tutti a lavoro. Gli dissi che mi sarei fatta scopare da ognuno di loro, non mi importava. Continuai, dicendogli: ”Mi sto toccando la figa, sono fradicia e sono venuta almeno due volte negli ultimi minuti”.

A quel punto Alfredo cominciò a toccarsi la patta; lo vedevo da come si muoveva nella webcam. ”Ti prego Alfredo, fammi vedere il tuo cazzo…chissà da quanto non scopi”. Alfredo non se lo fece ripetere. Finalmente si slacciò i pantaloni e svettò un bellissimo cazzo inaspettato. Era non lunghissimo, ma spesso e già sembrava molto umido. Chissà da quanto tempo non scopava il pover’uomo. Tolti i miei pantaloni e le mutandine, mi sono fatta vedere mentre mi masturbavo. Mentre lo vedevo e si rantolava, godevo e continuavo a toccare la mia micetta. Dopo qualche secondo Alfredò sborrò sul vestito e, dopo essere venuto, gli ho detto: ”Alfredo hai un bel cazzo, ti voglio provare dopo la fine della quarantena”.

L’uomo era totalmente fuori di sé, confessandomi di non scopare da due anni e di non aver mai fatto nulla del genere prima. Lo tranquillizzai e ci salutammo. Insomma, ho fatto la troia con un uomo maturo non perverso, che però mi desiderava da tempo. Per la prima volta qualcuno nel mio ufficio sa che sono perversa, anche se non sanno fin dove posso arrivare. Sicuramente mi farò scopare da Alfredo, quando tutto finirà. Ma quanta voglia di sborra che ho in questo momento, anche mentre scrivo. Chissà nelle prossime settimane cosa arriverò a fare. Vi prometto che dal prossimo racconto, tornerò a parlarvi di esperienze più estreme del passato. Volevo solo farmi risentire e mostrarvi come sto passando queste giornate. A fare la troia…ma in modo diverso dal solito.

Bellissimo racconto molto provocante grazie di condividerlo baci sparsi
La mia gioia in questo sito è l'attenzione che porgiamo ai racconti di qualità. Complimenti davvero!

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