Mistress trans mi sottomette in palestra

  • Scritto da Penelope Milani il 07/05/2020 - 14:00
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Eccomi a raccontare una seduta in palestra che difficilmente scorderò. Racconterò l’incontro, l’avvicinamento ai suoi piedi, e come mi porterà a subire umilazioni maggiori.

Una mattina verso le 10.30 mi stavo scaldando in una saletta sempre deserta con qualche addominale, stretching, flessioni,fino quando vedo arrivare una bella ragazza, canottiera, leggings Nike colorati e sneakers della stessa marca ai piedi.

Ci salutiamo con lo sguardo, io continuo le mie flessioni fino quando vedo lei posare l’asciugamano in terra, slacciarsi le scarpe e sfilarle, mostrando dei calzini stupendi, zebrati sul dorso, bianchi sulla pianta. Essendo in una posizione vicina al suolo mi son goduto la scena in tutta la sua bellezza. Mi ricompongo un attimo, lei si mette seduta a terra, gambe distese avanti e piante coperte in bella mostra.. Si sta preparando per fare un po’ di allungamenti. Risponde a un messaggio mentre muove allegramente le dita dei piedi, non ce la faccio più, voglio filmarla.. Per poi rivedere questi movimenti a casa. Prendo il telefono mi siedo faccio finta di guardare l’ora ma invece vado sulla telecamera…… E li il danno! Preso dalla foga mi dimentico di mettere la modalità video scatto una foto col suo bel suono di macchina fotografica. Sangue ghiacciato.. Immobile, lei è seduta a 5 metri da me ma alza lo sguardo e poi continua quello che sta facendo.. Meno male penso.

Metto via il telefono promettendomi di stare molto più attento una prossima volta. Continuo con le mie flessioni, così ho l’opportunità di vedere ad altezza pavimento i suoi piedi, posso notare il calzino ben pulito, solo leggermente impolverato dal pavimento, la forma delle dita, l’arco del piede.. Fino a quando… Fino a quando non si alza Lei e si avvicina.

-Ciao- sento finalmente la sua voce, bellissima, fine. -C… Ciao- rispondo, ecco mi ha beccato penso.. Se mi chiede qualcosa confesso tutto o faccio finta di niente.. Bho. Invece no, scoprirò che è una calcolatrice, calcolatrice in tutto, movimenti, modi di fare e conti matematici. -Ti posso dare un consiglio per le flessioni che stai facendo?- Sospiro di sollievo incredibile – come no certo, son sempre ben accetti- -Bhe guarda é un errore che fanno in tanti, io stessa all’inizio- mi spiega. -Vedi quando ti abbassi, stai davvero poco tempo in tensione, tendi a risalire subito.. In più dovresti mettere un disco da 10kg sulla schiena, capisco che quello è difficile farlo da solo.. Ma adesso siamo in 2 posso aiutarti se vuoi. –

Ma che gentile, penso tra me e me, bella, gentile, atletica e con bei piedi.. Rischio innamoramento alto. -Volentieri! Io sono Andrea piacere! – -Piacere mio, Penelope- mi risponde.

Penelope… La ciliegina sulla torta, figuriamoci se non aveva anche il nome da Dea.

Mi fa mettere in posizione, mi appoggia un disco sulla schiena e udite udite, lei rimane lì. Li davanti a me, praticamente quando scenderò avrò i suoi piedi ad aspettarmi al posto che lo sporco pavimento. I suoi calzini zebrati tanto desiderati sono a mezzo metro da me, tra poco lo saranno ancora a meno, pazzesco!

-Bene! – sento la sua voce e mi risveglio dal sogno, – quando scandisco il numero scendi giù, stai giù 10 secondi e risali, chiaro? – -Si Penelope! Agli ordini! – dico scherzando… E sorride.

Uno!! VIa con la prima mi abbasso, sono a 5 centimetri dai suoi piedi, lei è al cellulare, son passati 4 secondi, respiro a pieni polmoni, dalle sue dita si sente un odore di buono, pulito, solo leggermente sudato per via dell’allenamento, ma è celestiale, intravedo la forma delle unghie, e dalle maglie della calza vedo uno smalto rosso. Non vorrei più rialzarmi ma è lei che interrompe l’esercizio. -Nooo che sbadata! Poverino mi sono tenuta su i calzini dell’allenamento! Scusami!! –

Faccio finta di niente, che a dir la verità non ci avevo nemmeno fatto caso (!!!) e che comunque se la cosa la tranquillizza non ho sentito nessun odore (già avevo paura che si sarebbe spostata per vergogna).

-No aspetta me li levo, che un po’ sono sudati – si accarezza il piede per sentire, e se li leva, riponendoli nelle sue scarpe. Io ormai non capivo più niente.. Davvero confusione totale non capivo letteralmente cosa stava succedendo. Mi ritrovavo a terra col peso sulla schiena, sdraiato a pancia in giù, senza forza mentale più che fisica.

-Vai in posizione, su! – Risalgo, lo spettacolo ora si è moltiplicato. Al posto dei calzini vedo dei piedi perfetti, dita affusolate, smalto rosso, tranne un dito per piede smaltato di viola, pianta e tallone morbido, arco pronunciato, quelle dita che non smettono di muoversi, in modo lento ed eccitante. -Pronto? Due!! –

Mi abbasso, Stessa cosa di prima, piedi a 40 cm, 30cm e mi blocca! Mi viene quasi da piangere.

-Aspetta un po- mi dice – vediamo se hai davvero voglia di faticare o fai finta… Ti propongo una scommessa –

-Sentiamo.. – rispondo ma a dir la verità ero troppo impegnato a osservare quelle meraviglie.

Mi spiega le regole: -Se tu stai 10 secondi in posizione alta, quindi rilassata, ti do 100 euro io a te, se invece dimostri di voler faticare davvero, stai in posizione bassa per 10 secondi, in tensione… E li mi dai 1 euro per ogni piegamento che fai-

L’ascolto, ragiono un attimo, penso a dove sta la fregatura, ripenso ancora.. Si sarà sbagliata, sento già odore di soldi e vittoria prima di iniziare, facendo meno fatica vincerei e guadagnerei 100 euro per ogni flessione?? Senza darle il tempo di ripensarci accetto, stringendole la mano.. E sorride.

La fatica e passata, sarà una passeggiata, e con la vincita mi levero qualche sfizietto.

-Partiamo- dico io sta volta impaziente.

-Vai! – risponde lei… -Uno!- Inizia a scandire i secondi, io in posizione relax la sento contare, ma vedo i suoi piedi… Le dita che si accarezzano, le alza, si gratta la caviglia.. Siamo al sesto secondo, ancora 4 e i primi 100 euro sono in tasca. Ma qualcosa va storto. Decido di dimenticarmi dei soldi della scommessa e della minor fatica, sono come ipnotizzato. Mi abbasso sento la sua mano sulla nuca che mi accompagna giù dolcemente, come se già avesse previsto tutto. Mi accompagna fino a posare il naso tra le sue dita, le allarga per facilitarmi la cosa, sto lì i 10 secondi pattuiti, imparo il suo aroma, mi entra nel cervello, salgo su con la voglia di scendere al volo e respirare il mio nuovo ossigeno. Lei ora ride, mi guida, nei punti dove vuole che annusi. Respiro su ogni millimetro del suo piede, e magnifico, inizia a strusciarmi la pianta per i seguenti 10 secondi, gli altri 10 mi preme la nuca col piede destro sul suo piede sinistro, non c’è mai niente di uguale, poi 10 secondi scanditi da 10 schiaffi dati col suo piede, mi calpestera la testa, e finalmente le ultime serie mi ordina di ripulirle i piedi con la lingua.

E una cosa indescrivibile la sua pelle, sembra seta, un sapore Divino, profumatissimo sul dorso, leggermente sudato sotto, con qualche granello di polvere che sarà mio compito rimuovere. Mi schernisce dall’alto – Ma allora ti piace davvero far fatica!! – Come darle torto, penso mentre la mia lingua ripulisce il sudore nello spazio fra le sue dita, in effetti è riuscita a farmi fare 50 flessioni, e allegerirmi di un bel cinquantone in 10 minuti. Mi godo il suo piede sinistro, le mordicchio il tallone, lei gradisce e lo ruota tra i miei denti con una certa forza.

Mi guarda dall’alto… Si China verso di me, ora la mia faccia è all’altezza delle sue parti intime, mi accarezza la testa, mi accompagna tra le sue gambe, appoggio la testa sulla sua coscia e sento una cosa grossa e dura. Guardo sotto al leggings, la guardo sorpreso ma anche felice.. Mi sorride e l ‘unica parola che esce é : – Annusa-. Mi indica col dito indice la punta del suo membro. Appoggio il naso, sento che è umido, u odore così sensuale, non ha goduto, sarà qualche goccia di liquido preseminale che entra nel naso.

Non avevo mai pensato che mi avrebbe eccitato una cosa del genere, e invece sono qui, attaccato al pene ricoperto dal tessuto elastico, gustando il profumo che emana. -Apri la bocca – Sorrido ed eseguo.. Penso finalmente ora lo vedo cosa c’è li sotto.. Ma invece no, mi schiaccia la bocca contro di lei, solo la cappella ben premuta sul palato, mi tiene con due mani, fino a che sento un liquido salato e bollente. Sta urinando così nella mia bocca, ingoio il più possibile, anzi tutto direi, la vedo soddisfatta del mio impegno e io spero non finisca mai.. Sento le ultime gocce, e poi una bella colata di saliva bianca dalla suo bocca, che va a finire sulla punta del suo cazzo, e cola giù nella mia bocca.

Ancora non credo a quello che è successo.. Mi ha fatto assaggiare tutto, tranne il suo sperma, e a dir la verità non ho potuto ne baciare ne vedere il suo scettro… Ma perché?? Si ricompone, si alza, io la seguo.. – quando ci rivediamo?? Ho bisogno di te ti prego! – le dico mentre cammina. Senza degnarmi di uno sguardo mi risponde – Lo so, intanto ci vediamo qua fuori per pagare la tua scommessa persa, poi pensa a quanto possa valere ciò che ti ho dato da bere. Se penso che l’offerta sia degna, forse ti daro la possibilità di bere e guardare ciò che prima desideravi –

Mi aveva letto nel pensiero, e così facendo lasciava fare l’offerta a me, sapendo che non l’avrei delusa pur di poterla servire ancora.. Era una strada senza ritorno…una strada verso la mia povertà.

Mi saluta mettendo una mano dentro le sue mutandine, appoggiandomi poi il suo dito indice sulle labbra.. Lasciandomi sulla bocca i suoi sapori più intimi… Rimango interdetto..

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