La prima volta di E.

  • Scritto da Anonimo il 12/04/2020 - 18:00
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E. si aggirava per le stradine umide che stanno dietro la stazione. Agli angoli, si trovavano, come al solito, delle prostitute, per lo più mature. In un angolo in fondo alla strada E. vide una ragazza alta, coi capelli di un biondo ramato. Indossava pantaloni attillati che mettevano in evidenza il volume delle natiche. Una maglietta dello stesso colore ricopriva il seno grande e sodo. E. si avvicinò e notò il naso lievemente schiacciato della donna e le labbra carnose che alteravano la regolarità del volto.

Alla richiesta di E., la prostituta rispose chiedendo un prezzo che parve al ragazzo particolarmente basso. I due si avviarono verso un grande portone scuro e la donna lo condusse verso un ascensore. Mentre salivano, E. non poté fare a meno di palpare le natiche della compagna, lei lo lasciò fare.

Giunsero a un appartamento altrettanto scuro come tutto il resto ed entrarono in una delle stanze che si affacciavano su un corridoio. La stanza conteneva un grosso letto al cui lato si trovava un bidet. La donna si fece dare il denaro, e fece cenno ad E. di spogliarsi.

Il ragazzo ubbidì e rimase davanti alla dona con il cazzo dritto e la testa in fiamme. Lei si sfilò i pantaloni e rimase nuda nella parte inferiore del corpo. Si mise a cavalcioni sul bidet e si lavò rapidamente la fica. E. era come incantato dallo spettacolo, infine dalla fica della donna usci un getto giallastro: stava pisciando nel bidet.

Il suo cazzo si fece durissimo e la lei, mentre gli infilava il preservativo, alludendo all’erezione, disse: "mi hai visto pisciare... te lo ha fatto venire duro".

Non riuscì a penetrarla, perché dopo qualche movimento della mano della prostituta il preservativo si riempì di sborra bianca. La donna a quel punto, infilò rapidamente i pantaloni e lasciò Ernesto solo nella stanza.

Nei giorni successivi, e di tanto in tanto anche ora, Ernesto si aggira per quelle stradine, sperando di rincontrare quella creatura paradisiaca…

Corto. Immaginavo qualcosa di più... ma ben scritto

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