Lo zio scopa mia mamma sotto i miei occhi

  • Scritto da Giovannaesse il 02/03/2021 - 04:12
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Il fratellastro di mio padre, figlio primogenito del nonno e della prima moglie, morta di parto, ci veniva a trovare spesso.
Non mi piaceva.
Era grossolano e cattivo, mia nonna lo doveva sopportare perché era rimasto solo lui a mandare avanti l’ attività di macellazione, ereditata da mio nonno. Con la morte di mio padre era rimasto il padrone indiscusso dell’ attività che, grazie a manovre politiche e ad appalti di favore, fioriva egregiamente rendendolo ricco e potenteVeniva spesso a casa nostra perché aveva molte attenzioni per mia madre.
Era claudicante e abbastanza brutto, quando era brillo diceva spesso a mia madre che doveva ringraziare iddio, che non si era sposato e che non gli piaceva di andare dalle puttane.
Quando ero piccola, se lui arrivava, la nonna si segnava e mi portava con se.
Poi quando mi feci più grande e appetitosa lo zio non volle più e fece sistemare meglio le nostre stanze e creare un bagno privato per mia madre. Diceva che, noi due, per lui che era solo soletto rappresentavamo la famiglia.
Lo vedevo spesso, quando cenava da noi, come guardava e toccava mia madre; all’ inizio lei mi portava di corsa in camera mia, ma poi lo zio non volle più.
Disse che ero grande e dovevo imparare le cose della vita ‘
Mia madre piangeva spesso, ma non poteva contrastarlo, vivevamo anche della sua elemosina, in fondo.
Ma soprattutto era minaccioso e vendicativo, e mia madre lo temeva.
Spesso dalla mia cameretta sentivo ansimare dalla stanza di mia madre o dalla cucina, ma non riuscivo a capire niente di ciò che dicevano, ne potevo conoscere troppe cose: non avevo amichette, mi evitavano tutti a scuola, mentre mia nonna non faceva che segnarsi e pregare.
Quindi ero completamente impreparata quando una sera lo zio arrivò, allegretto, anzi lievemente alticcio, chiuse a chiave la porta della nostra parte di appartamento e si spogliò davanti a me e a mia madre sbigottita, lei si alzò di scatto per fermarlo, ma lui le diede un ceffone che quasi la tramortì: – Non ti permettere mai più, donna! –
le urlò con gli occhi iniettati di sangue ‘ ora la ragazza e grande e deve stare con noi, capisci? Deve guardare e imparare! ‘
Rise sguaiatamente: – E deve capire bene chi è il suo padrone e chi le da da mangiare e vestire. ‘
Poi, rivolto a me: – Hai capito Giovannella? Adesso guarda bene le cose che faccio con la mamma, così le impari anche tu e poi lo zio ti fa divertire pure a te e ti regala anche un vestito nuovo. ‘
Si avvicinò e mi diede un bacio sulle labbra; il suo alito si sentiva di vino.
Poi si levò completamente i pantaloni e le mutande, restando con la camicia sbottonata, la gamba zoppa era brutta da vedersi e lui era goffo, ma la cosa che mi colpì e che tra le due gambe aveva una zona scura, scura di peli, come le donne, solo che da quella peluria folta e riccia spuntava un affare grosso e spesso, di pelle, sulla punta era più chiaro, quasi rossiccio e lo zio ci guardava come fosse un ebete, mentre senza toccarlo, lo faceva pulsare e innalzare ‘ sotto quell’ affare un rigonfiamento grosso come una sacca, pendeva verso il basso.
Era una visione sorprendente e alquanto disgustosa, ma la cosa più sconcertante era che, nonostante tutto, mi piaceva guardare quel coso dello zio, mentre le guance si arrossavano e sotto il ventre mi sentivo rimescolare.
Più quel bastone contorto si gonfiava e più sentivo il fascino di quella visione.
– Vieni, presto! ‘ disse a mia mamma ‘ sono arrapato, non lo vedi? Appoggiati al tavolo! –
Mia madre obbedì, ma chiuse gli occhi per la vergogna.
Lui lesto la fece abbassare in avanti e le abbassò il Jeans che aveva per casa, subito le si mise dietro, poi guardandomi sorrise e disse: – Guarda Giovanna, guarda lo zio cosa fa adesso e impara bene la lezione. ‘
Poi prese la verga nella mano destra intimò a mia madre: – Presto, apriti la figa, troia. ‘
All’ improvviso vidi mia madre che si prendeva le natiche con le dita e le allargava e poi vidi il bastone dello zio, sparire tra le sue gambe.
Ero curiosa ed eccitata da quella scena: la cosa che mi lasciava perplessa era che il coso grosso e lungo dello zio, entrava dietro alle cosce di mia madre, ma non usciva davanti ‘ dove finiva?
Ebbi un’ intuizione tremenda che si rivelò reale: lo zio lo infilava direttamente nel buco della vagina: quel buchetto che avevo anche io e che qualche volta mi ero toccata, provandone solletico e piacere.
Non potevo crederci: quel coso grosso che entrava e usciva da mia madre doveva essere il cazzo dello zio, allora.
Ne aveva sentito parlare, ma non ne aveva mai visto uno ‘ e come poteva un bestione così, entrare in un buchetto così piccino?
– Guarda, piccola, guarda come chiava lo zio, eh? ‘ aveva una espressione estasiata, mentre come uno stantuffo penetrava mia mamma, e la tirava a se per le natiche.
Io guardavo ipnotizzata e incredula, poi lui mi disse: – Vieni, Giovanna, vieni a vedere come vengo, ti faccio vedere la sborra, guarda ‘ e mugolando, rubizzo ed eccitato, tirò fuori l’ arnese, la cui testa, rossa come una fragola matura era umida degli umori di mamma, mi avvicinai curiosa e allo zio dovette piacere, perché mentre con una mano continuava a frugare nel buco di mamma, con l’ altra mano si moveva convulso intorno al coso finché dalla punta partì uno schizzo, bianco come uno sputo, che arrivò lontano, fino tra i capelli di mamma, dopo i primi schizzi, la roba bianca continuò a colare a piccoli fiotti, scorrendo sulle natiche bianche della mamma e scorrendole sia sui pantaloni che per terra.
Lo zio continuava a menarselo tra le mani e a scorrere dal bastone: sospirava forte e, tesissimo, tremava sulle gambe.
Alle mie narici pervenne un odore intenso e particolare, che mi fece strabuzzare gli occhi, automaticamente mi carezzai tra le gambe, scoprendo che il mio pantalone era lievemente umido.

Molto eccitante e perverso
Cara Simona hai lo stesso nome della storia che ho pubblicato qui ieri...Destino?. Dominus
anche a me quando avevo 20 anni mi capito un giorno di stare a casa in campagna con mia cugina, bella gnocca, che dopo aver fatto la doccia si tolse l'accappatoi mentre io la guardavo, e lei con quella faccia da troia mi dice che c'è non hai mai visto una ragazza nuda, io rispondo si, ma bona come te no, mi avvicino a lei e la bacio sul collo e subiro lei mi mette la lingua in bocca e mi bacia, nel frattempo il mio cazzo era già duro e lei apri i pantaloni si abbasso e prese il mio cazzo in bocca, ragazzi che pompino da morire prima che io arrivassi la tolsi la misi a pecorina e gli misi tutto il mio cazzo duro nella fica. uuuu dai si mi piace sapevo che lo avevi grosso dai fottimi mi piace, e da quella volta ogni volta che siamo soli mi faccio succhiare il cazzo e dopo la sbatto come una troia.mmm
Adoro gli uomini come lo zio, tu dici brutti, ma io li adoro, mi sottometterei come un cagnetta ai suoi voleri. Bacio Loretta
Grazie Loretta. Questo è solo uno stralcio dal romanzo completo: Giovanna dal Pentacolo, strega in erba, quindi lo "zio" mi serviva carogna, per poi giustificare il resto dell'intreccio. Infatti diventerà ancora più porco quando toccherà alla ragazzina subire le sue attenzioni, insieme alla mamma.
Grazie a tutti per i graditi commenti.
Tendenzialmente, non apprezzo la violenza nei racconti, ma non posso begare di essermi molto eccitato leggendo. Brava, ben fatto!
grazie :)

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